L’agricoltura sociale di Comunità di San Benedetto e Terra madre

(Rinnovabili.it) – Parte da lontano il progetto di agricoltura sociale della Comunità di San Benedetto di Genova. Fondata 48 anni fa da don Andrea Gallo, la Comunità ha iniziato con strutture di accoglienza per aiutare persone in situazione di disagio e dipendenza che cercavano la strada per emanciparsi e ricominciare. Le cascine agricole sembravano essere […]

agricoltura sociale

(Rinnovabili.it) – Parte da lontano il progetto di agricoltura sociale della Comunità di San Benedetto di Genova. Fondata 48 anni fa da don Andrea Gallo, la Comunità ha iniziato con strutture di accoglienza per aiutare persone in situazione di disagio e dipendenza che cercavano la strada per emanciparsi e ricominciare. Le cascine agricole sembravano essere il luogo ideale per restituire dignità e autostima a vite difficili dando loro un senso di comunità.

Per qualche anno la Comunità di San Benedetto si è dedicata più al rapporto di cura che al lavoro agricolo, oggi ha recuperato i progetti iniziali: orti urbani e sociali, corsi di formazione su orticultura e florovivaismo, apertura di locali di vendita e trasformazione di prodotti agricoli a chilometro zero, piccole produzioni locali. L’obiettivo della Comunità di San Benedetto è quello di disporre di una propria azienda agricola e di commercializzarne i prodotti a chilometro zero.

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La Comunità di San Benedetto grazie al lavoro agricolo ha offerto una possibilità di occupazione a molti migranti; le difficoltà economiche attuali, tuttavia, stanno mettendo in pericolo questa forma di accoglienza. Cultura della qualità, cultura alimentare, cultura sociale sono i messaggi chiave del Progetto “Terra Madre 2.0”, affidato dalla Regione Liguria alla Comunità di San Benedetto: l’occasione per rispondere ai bisogni economici e sociali attraverso formazione, inclusione sociale, incentivi all’occupazione per persone in difficoltà, sostegno alle piccole aziende agricole del territorio genovese – perlopiù di carattere familiare, ma attente all’innovazione – che hanno fatto dell’agricoltura sociale un modello condiviso di inclusione senza dimenticare la loro azione di recupero e valorizzazione del territorio (i piccoli agricoltori liguri sono penalizzati dal dissesto idrogeologico, dalla scarsa visibilità e da filiere di vendita disgregate). 

15 tra imprese agricole e sociali dell’area metropolitana genovese, oltre a 11 tra associazioni ed enti (tra cui il Comune di Genova) sono coinvolte nel Progetto “Terra Madre 2.0”: una rete di sostegno che ha permesso di prendere in carico 68 persone svantaggiate, organizzare 5 corsi di formazione (orticultura, olivicoltura, meccanizzazione agricola, muretti a secco, creazione di impresa), avviare due attività imprenditoriali agricole, erogare 12 bonus occupazionali e impostare 30 percorsi di inclusione sociale e lavorativa.

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Grazie a un finanziamento FESR (Fondo Sociale Europeo) è stato attrezzato un laboratorio di trasformazione dei prodotti agricoli gestito dall’azienda agricola Tutti giù per terra; il passo successivo sarà la creazione di un marchio di rete e la commercializzazione dei prodotti direttamente ai consumatori e ai ristoratori dell’area genovese. 

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