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A che punto è la digitalizzazione dell’agricoltura nell’Unione Europea?

La digitalizzazione dell’agricoltura sta cambiando lo scenario europeo? In parte sì, ma c’è ancora da fare. Non sono in discussione i risultati positivi, però esistono ancora alcuni ostacoli come i costi elevati e le competenze limitate. Ed è ancora da sciogliere il nodo della fiducia nella tecnologia

A che punto è la digitalizzazione dell’agricoltura nell’Unione Europea?
Immagine di jcomp su Freepik

La tecnologia migliora le performance delle aziende agricole

La digitalizzazione dell’agricoltura sta cambiando lo scenario europeo? Spunti di riflessione e risposte vengono dal Rapporto del Joint Research Centre (JRC) della Commissione Europea The state of digitalization in EU agriculture: Insights from farm surveys.

Cosa si intende per digitalizzazione dell’agricoltura

Per digitalizzazione dell’agricoltura si intende l’integrazione delle tecnologie digitali nelle pratiche agricole.

La capacità di raccogliere e analizzare dati migliora le performance: possibilità di prendere decisioni tempestive, controllo dell’uso delle risorse idriche nonché di concimi e fertilizzanti, conoscere salute delle colture, degli animali e del suolo, tendenze del mercato e previsioni meteo in tempo reale.

L’obiettivo della digitalizzazione dell’agricoltura è quello di migliorare l’efficienza, la produttività, la competitività e la sostenibilità ambientale e sociale dei sistemi agricoli. Rientra quindi a pieno titolo tra gli obiettivi della PAC (politica agricola comune) 2023-2027.

Pertanto, gli Stati membri hanno elaborato delle strategie di digitalizzazione dell’agricoltura e delle zone rurali per sostenere la trasformazione sostenibile che sta alla base delle politiche ambientali dell’Unione Europea.

Come misurare l’impatto della digitalizzazione?

Secondo la visione della Commissione Europea, la digitalizzazione rappresenta un elemento chiave per realizzare la trasformazione dei sistemi agricoli e alimentari.

Pur essendo considerata un fattore chiave per raggiungere la sostenibilità ambientale, economica e sociale, non è semplice misurare i progressi della digitalizzazione dell’agricoltura perché al momento non esistono parametri di riferimento o indicatori di impatto.

Quindi è difficile monitorarne i progressi, evidenziarne le lacune e orientare le politiche: la raccolta dei dati riesce però a documentare l’esistente.

L’impostazione dell’indagine

Infatti The state of digitalization in EU agriculture: Insights from farm surveys analizza lo stato attuale della digitalizzazione nell’agricoltura dell’UE, esaminando l’adozione di strumenti informatici e software generali e di tecnologie specifiche per le aziende agricole, i fattori e gli ostacoli principali, gli aspetti di sostenibilità percepita e le pratiche a livello di azienda agricola nella raccolta, gestione e condivisione dei dati.

L’indagine, svolta tra giugno e ottobre 2024, ha coinvolto 1.444 aziende agricole in nove Stati membri dell’UE (Germania, Irlanda, Grecia, Spagna, Francia, Italia, Lituania, Ungheria e Polonia) con differenti paesaggi agricoli e livelli di progresso tecnologico. Le interviste sono state sia frontali (61%) sia online (39%).

La ricerca si è focalizzata su temi come:

  • l’adozione di strumenti informatici e software generali e di tecnologie specifiche per le aziende agricole
  • i fattori e gli ostacoli principali
  • gli aspetti di sostenibilità percepita
  • le pratiche a livello di azienda agricola nella raccolta, gestione e condivisione dei dati.

Alcuni dati

I dati sembrano incoraggianti, a giudicare dalle dichiarazioni degli intervistati:

  • il 93% ha dichiarato di utilizzare almeno uno strumento informatico o software,
  • il 79% ha implementato almeno una tecnologia specifica per una coltura
  • l’83% utilizza almeno uno strumento specifico per l’allevamento
  • il 76% prevede benefici economici
  • il 72% prevede benefici ambientali
  • il 67% prevede risultati sociali positivi.

Il Rapporto evidenzia anche un notevole potenziale non utilizzato. Migliorare la digitalizzazione dell’agricoltura e l’interoperabilità dei dati permetterebbe, ad esempio, di ridurre gli oneri amministrativi a tutto vantaggio degli agricoltori.

Le aziende agricole più grandi sono più propense all’uso della tecnologia

Gli agricoltori si aspettano che le tecnologie digitali abbiano un impatto economico, ambientale e sociale positivo. La raccolta dei dati a livello di azienda agricola è ancora in gran parte manuale o basata su strumenti digitali di base, il che aumenta l’onere amministrativo per gli agricoltori.

Gli strumenti informatici e software generali sono ampiamente utilizzati, non altrettanto le tecnologie più costose specifiche per la produzione agricola o zootecnica.

Le aziende agricole più grandi, con una migliore connettività internet e con una formazione specializzata investono più facilmente in soluzioni tecnologiche.

Cosa spinge le aziende agricole verso la digitalizzazione

Vediamo in estrema sintesi quali sono i fattori che spingono le aziende agricole verso la digitalizzazione:

  • maggiore efficienza
  • risparmi sui costi
  • pressioni normative
  • miglioramento della qualità della vita.

Quali sono gli ostacoli? I costi elevati e le competenze limitate.

Il Rapporto ha evidenziato anche altro ostacolo: la diffidenza. Gli agricoltori hanno mostrato un approccio selettivo alla condivisione dei dati, a causa di preoccupazioni relative alla privacy, alla sicurezza e al controllo dei dati.

È importante creare fiducia e sostenere una più ampia adozione del digitale. Pertanto, si devono promuovere politiche trasparenti in materia di dati, garantire che gli agricoltori traggano vantaggio dalla condivisione e adottare un approccio strategico mirato per le tecnologie avanzate.

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About Author / Isabella Ceccarini

Europeista sostenitrice dell’Italia, non ama i confini mentali e geografici. Di formazione umanistica, è curiosa delle novità e affascinata dalla contaminazione tra saperi diversi. Giornalista da più di trent’anni, ha lavorato a lungo come caporedattore per un trimestrale di politica universitaria e ricerca. Ha scritto a quattro mani il libro Perché l’università. Riflessioni sull’etica del sapere che raccoglie pensieri e interviste a esponenti di spicco del mondo dell’istruzione superiore e di organizzazioni internazionali. Ha collaborato con diverse case editrici alla stesura di libri e cataloghi per mostre ed eventi occupandosi di progettazione e coordinamento editoriale. È attenta ai temi etici di cui ha scritto per il mensile della Società San Vincenzo de’ Paoli e ha fatto parte della giuria del Premio letterario Città di Castello nella sezione riservata ai giovani. Organizza e modera tavole rotonde su temi che spaziano dalla salute all’agricoltura, nonché corsi di formazione per i giornalisti. Ha ideato e condotto due eventi per il format #leparolevalgono di Treccani. Dal 2017 è entrata a far parte del team di Rinnovabili dove si dedica in particolare all’agrifood ma ama anche allungare lo sguardo ai temi ambientali. Per Rinnovabili progetta e conduce Agrifood Forum, evento annuale sulla sostenibilità alimentare.