Rinnovabili • “Amiche della Terra”, la voce delle imprenditrici agricole combatte la violenza contro le donne Rinnovabili • “Amiche della Terra”, la voce delle imprenditrici agricole combatte la violenza contro le donne

“Amiche della Terra”, la voce delle imprenditrici agricole tutela l’inclusività e la biodiversità

“Amiche della Terra” premia le imprenditrici agricole che rappresentano un esempio di autonomia e portano avanti una battaglia culturale contro ogni forma di maltrattamento e discriminazione di genere

“Amiche della Terra”, la voce delle imprenditrici agricole combatte la violenza contro le donne
Foto Coldiretti

Le “Amiche della Terra” promuovono la cultura del rispetto

“Amiche della Terra”, organizzato da Donne Coldiretti, premia le imprenditrici agricole. Con il loro lavoro rappresentano un esempio di autonomia e portano avanti una battaglia culturale contro ogni forma di maltrattamento e discriminazione di genere.

Le cronache quotidiane riportano un’emergenza senza fine; l’ultima indagine Istat conferma che l’escalation di violenza contro le donne non risparmia la famiglia.

Per questo Donne Coldiretti, con il premio “Amiche della Terra”, ha voluto dare un segnale concreto partendo dalle imprenditrici si impegnano per arginare la violenza contro le donne e promuovere la cultura del rispetto costruendo presidi di inclusione, tutelando l’ambiente e la biodiversità.

Chi sono le imprenditrici agricole

Secondo gli studi di Donna Coldiretti, oggi le imprese agricole guidate da donne rappresentano il 28% del totale in Italia.

In questo gruppo rientrano 13mila imprenditrici under 35, che puntano su tecnologia e innovazione, con una presenza più spiccata in Sicilia, Puglia e Campania, seguite da Piemonte e Toscana.

Le imprenditrici agricole sono laureate, non sempre in discipline agrarie. Più della metà diversifica l’attività agricola con vendita diretta, agriturismo o trasformazione dei prodotti; il 60% pratica agricoltura biologica o biodinamica, promuovendo così sostenibilità e biodiversità.

Oltre alle attività specificamente agricole, molte aziende portano avanti iniziative sociali come fattorie didattiche, agriasili e progetti di inclusione per donne in difficoltà.

Quella femminile dimostra quindi di essere una componente di primaria importanza per la vitalità delle zone rurali.

Le “Amiche della Terra” viste da vicino

Vediamo chi sono le vincitrici del premio “Amiche della Terra”.

Gabriella Rondini accoglie donne vittime di violenza nella Masseria Rifugio nelle campagne del Salento, dove affianca un progetto sociale di inclusione alla produzione di zafferano.

Chiara del Bono è una tecnologa alimentare che ha scelto di recuperare un antico mulino riportando in vita il piccolo borgo medievale di Roccaprebalza, in Emilia Romagna.

Roberta Colombero alla produzione di latte e formaggi ha abbinato un vero e proprio turismo d’alpeggio in Piemonte. I suoi ospiti partecipano alla vita di malga, imparano a mungere, a pascolare, a riconoscere il valore del tempo lento e delle cose semplici.

Un passo dopo l’altro, Antonella Di Tonno ha rilevato un’azienda vinicola a Loreto Aprutino (Abruzzo) che oggi produce oltre un milione di bottiglie l’anno ed esporta in più di 75 paesi.

Inoltre, è la prima cantina ad aver ottenuto la certificazione Geeis-Diversity per la sostenibilità e l’inclusione: più della metà dei lavoratori sono donne e il 30% proviene da Paesi diversi.

Eman Ahmed Abdelaziz Seif Ahmed ha portato in Egitto il modello dei mercati contadini di Campagna Amica, con un impatto positivo sulla comunità.

Il primo mercato contadino ad Alessandria d’Egitto è diventato un luogo di scambio culturale ed emancipazione. Qui le produttrici non solo vendono, ma si sostengono a vicenda, condividono esperienze e creano una rete di solidarietà.

La biologa ligure Sara Canale ha deciso di cambiare vita. Dopo aver acquistato un terreno abbandonato con un casale in rovina ha creato l’agriturismo “C’era una volta”.

Serena Gallaccio è una agri-planner per cerimonie. Realizza creazioni con le erbe del giardino che diventano allestimenti aromatici per matrimoni, compleanni e ricorrenze.

In Umbria, Valentina Alunno ha avviato il progetto “Contadina contemporanea” che unisce arte e agricoltura e racconta di un’agricoltura femminile fatta di concretezza, competenza e passione.

Dopo averminiziato con un camioncino, oggi promuove la sostenibilità del suo territorio attraverso i piatti della tradizione partecipando a fiere, eventi e show cooking con i food truck.

Valeria Comensoli Ruggeri è un’allevatrice-influencer che racconta come le stalle possano essere un modello di sostenibilità e benessere animale.

Grazie alla tenacia della trentina Moira Donati, l’azienda AgriLife – un modello di gestione innovativa – è stata distrutta da un incendio, ma è già ripartita.

Il premio speciale “Libeera”

“Libeera”, la prima birra da filiera agricola interamente al femminile, nata come simbolo di rispetto, libertà e rinascita.

Le imprenditrici agricole del Consorzio Birra Italiana hanno unito competenze e materie prime provenienti da diverse regioni, valorizzando territori e professionalità femminili.

Il progetto si basa su tre pilastri:

  • il sostegno ai centri antiviolenza
  • la promozione di una narrazione positiva della forza femminile
  • la valorizzazione del ruolo delle donne nella filiera agricola.

È il primo risultato concreto del protocollo d’intesa tra Fondazione Una Nessuna Centomila e Coldiretti, insieme a Consorzio Birra Italiana, Filiera Agricola Italiana e Campagna Amica.

Sull’etichetta sono stampati il 1522 (numero di emergenza antiviolenza), il QR code per le donazioni alla Fondazione Una Nessuna Centomila e una breve sintesi del progetto.

Per ogni bottiglia venduta, 20 centesimi vengono destinati alla Fondazione, a sostegno dei percorsi di protezione e reinserimento lavorativo delle donne vittime di violenza.

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About Author / Isabella Ceccarini

Europeista sostenitrice dell’Italia, non ama i confini mentali e geografici. Di formazione umanistica, è curiosa delle novità e affascinata dalla contaminazione tra saperi diversi. Giornalista da più di trent’anni, ha lavorato a lungo come caporedattore per un trimestrale di politica universitaria e ricerca. Ha scritto a quattro mani il libro Perché l’università. Riflessioni sull’etica del sapere che raccoglie pensieri e interviste a esponenti di spicco del mondo dell’istruzione superiore e di organizzazioni internazionali. Ha collaborato con diverse case editrici alla stesura di libri e cataloghi per mostre ed eventi occupandosi di progettazione e coordinamento editoriale. È attenta ai temi etici di cui ha scritto per il mensile della Società San Vincenzo de’ Paoli e ha fatto parte della giuria del Premio letterario Città di Castello nella sezione riservata ai giovani. Organizza e modera tavole rotonde su temi che spaziano dalla salute all’agricoltura, nonché corsi di formazione per i giornalisti. Ha ideato e condotto due eventi per il format #leparolevalgono di Treccani. Dal 2017 è entrata a far parte del team di Rinnovabili dove si dedica in particolare all’agrifood ma ama anche allungare lo sguardo ai temi ambientali. Per Rinnovabili progetta e conduce Agrifood Forum, evento annuale sulla sostenibilità alimentare.