Dall’Italia al cuore dell’Africa Occidentale: la storia di Ware Luther e Arsène Gambo, i due giovani innovatori che uniscono agromeccatronica e competenze locali per garantire l'autosufficienza alimentare e combattere la siccità attraverso sistemi di irrigazione "chiavi in mano" e agricoltura 4.0.

Il futuro della sicurezza alimentare non passa solo per i grandi investimenti internazionali, ma anche per le intuizioni di chi quel territorio lo conosce nel profondo. È il caso di Well Done Agri-business, una realtà imprenditoriale nata dall’incontro da due giovani che hanno deciso di scardinare il sistema tradizionale.
La loro missione? Trasformare la gestione dell’acqua da variabile critica a risorsa controllata. Attraverso l’integrazione di pompe idrauliche alimentate da pannelli solari, sistemi di irrigazione a goccia e modelli di agricoltura fuori suolo, la startup non fornisce solo macchinari, ma ecosistemi produttivi “chiavi in mano”. Rinnovabili ha intervistato il suo fondatore Ware Luther, per saperne di più.
Well Done Agri-business nasce da un’iniziativa imprenditoriale in Burkina Faso. Quando e come ha preso il via il progetto e quali esigenze dell’agricoltura locale vi hanno spinto a sviluppare soluzioni “chiavi in mano” per aziende agricole e comunità rurali?
Il progetto welldone agrobusiness nasce dalla volontà di contribuire concretamente allo sviluppo agricolo del nostro paese.
Mi chiamo Ware Luther, ho 28 anni e sono nato in Burkina Faso. All’età di 10 anni mi sono trasferito in Italia, nella provincia di Pordenone, per ricongiungimento familiare. Nonostante la mia crescita e formazione in Italia, ho sempre mantenuto un forte legame con il mio Paese d’origine e con le sfide che caratterizzano il suo sviluppo, in particolare nel settore agricolo. Il progetto ha iniziato a prendere forma concretamente nell’estate del 2020.
In quel periodo avevo appena concluso la mia specializzazione in agromeccatronica con un ITS, mentre mio cugino e socio, Gambo Arsene, che oggi vive e lavora in Burkina Faso, si era laureato come ingegnere agronomo specializzato in colture rurali. Questa collaborazione tra chi opera direttamente sul territorio e chi porta competenze tecniche e una visione maturata anche all’estero rappresenta uno dei punti di forza del nostro progetto.
Fin dall’inizio dei nostri percorsi di studio abbiamo condiviso un obiettivo comune: contribuire all’autosufficienza alimentare del Burkina Faso e sostenere lo sviluppo di un’agricoltura più efficiente e sostenibile.
L’agricoltura in Burkina Faso è ancora fortemente basata su un modello di sussistenza, caratterizzato da una grande dipendenza dalle piogge e da una limitata disponibilità di strumenti e tecnologie adeguate per sviluppare produzioni su scala più ampia. Una delle principali criticità è proprio la gestione dell’acqua, risorsa fondamentale per garantire stabilità e continuità alla produzione agricola.
Per questo motivo abbiamo deciso di concentrare il nostro progetto sulla progettazione e realizzazione di sistemi di irrigazione e sulla creazione di aziende agricole integrate, offrendo soluzioni “chiavi in mano” che possano aiutare agricoltori e comunità rurali a migliorare la produttività e la sostenibilità delle loro attività.
Parallelamente, uno degli obiettivi centrali di Well Done Agri-business è la trasmissione di competenze e conoscenze tecniche alle comunità locali. Crediamo infatti che la formazione sia uno strumento fondamentale per permettere agli agricoltori dei villaggi di aumentare i propri rendimenti, migliorare le condizioni di vita e, oltre alla produzione per il proprio sostentamento, riuscire anche a commercializzare l’eccedenza agricola, generando così nuove opportunità economiche e una maggiore dignità sociale.
Le vostre soluzioni integrano sistemi di irrigazione, infrastrutture agricole e servizi per le comunità. Qual è l’aspetto più innovativo delle tecnologie che installate e in che modo il vostro approccio, che unisce competenze agronomiche e agromeccatroniche, contribuisce a migliorare la produttività delle aziende agricole?
Una delle soluzioni più innovative delle tecnologie che utilizziamo, è il fatto di adattare alcuni sistemi alle nostre realtà. come per esempio l’utilizzo di sistemi di irrigazione alimentati da pannelli solari. Questo permette agli agricoltori di irrigare i campi in modo autonomo, anche nelle zone dove l’energia elettrica non è sempre disponibile. I pannelli solari alimentano le pompe che portano l’acqua ai campi, riducendo i costi energetici e rendendo il sistema più sostenibile.
Il nostro approccio unisce le conoscenze agrononomiche, cioè lo studio delle colture e delle esigenze del terreno, con tecnologie meccaniche ed elettroniche. In questo modo possiamo progettare sistemi di irrigazione più efficienti, che aiutano gli agricoltori a usare meglio l’acqua, migliorare la resa delle colture e aumentare la produttività.
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