La nuova direttiva UE per prevenire e ridurre i rifiuti alimentari ha avuto il via libera del Parlamento Europeo. Introduce obiettivi più vincolanti da raggiungere entro il 2030. Non si può permettere che ogni anno si sprechino circa 132 chili di cibo a persona

Meno pressione ambientale, più sicurezza alimentare
Via libera del Parlamento Europeo alla nuova direttiva per prevenire e ridurre i rifiuti alimentari nei Paesi dell’Unione Europea.
In assenza di emendamenti, il testo adottato – frutto di un accordo con il Consiglio del febbraio scorso – è stato adottato senza votazione.
Sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea dopo la firma dei presidenti del Parlamento e del Consiglio. Entro 20 mesi dall’entrata in vigore della legge, i singoli Stati membri dovranno applicarla nella normativa nazionale.
L’enorme spreco alimentare
Secondo la FAO, circa un terzo di tutti gli alimenti prodotti nel mondo si perde o si spreca lungo la filiera alimentare.
In particolare, nell’Unione Europea ogni anno si sprecano complessivamente più di 59 milioni di tonnellate di cibo: una cifra di per sé impressionante, che lo diventa ancora di più se pensiamo che corrisponde a 132 chili a persona.
Oltre la metà dello spreco alimentare avviene nelle case. È un fatto piuttosto sconcertante perché significa che buttiamo buona parte di quello compriamo
A fronte di questo, i dati della FAO dicono che ogni giorno quasi 33 milioni di persone non riescono a fare un pasto completo.
Lo spreco alimentare nell’UE, inoltre, genera perdite di circa 132 miliardi di euro ed è responsabile del 16% delle emissioni di gas a effetto serra.

Le azioni dell’UE per contrastare lo spreco alimentare
Per rispettare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU, i Paesi UE dovrebbero dimezzare lo spreco alimentare in tutte le sue fasi: dalla produzione all’approvvigionamento, dalla distribuzione al commercio al dettaglio, fino al consumo domestico.
La direttiva UE sui rifiuti alimentari ha stabilito delle azioni prioritarie per ridurre perdite e sprechi che prevedono:
- prevenzione – evitare a monte le perdite e gli sprechi alimentari;
- riutilizzo – riutilizzo per il consumo umano attraverso ridistribuzione e banche alimentari, o conversione in mangime per animali;
- riciclo – recuperare i sottoprodotti e riutilizzare i nutrienti per altri usi, come il compostaggio;
- recupero – incenerimento dei rifiuti con recupero di energia.
Le azioni dei singoli Paesi
I Paesi membri, in base alla direttiva UE sui rifiuti alimentari, dovranno fare la loro parte nei seguenti modi:
- ridurre le perdite alimentari nelle fasi di produzione e distribuzione;
- ridurre gli sprechi alimentari domestici;
- monitorare e valutare l’attuazione delle politiche di prevenzione;
- cambiare la destinazione delle eccedenze alimentari, ad esempio trasformandole in mangimi per animali, in compost o per il recupero energetico;
- incoraggiare le donazioni alimentari. A tal fine i Paesi UE dovranno adottare misure per garantire che “gli operatori economici con un ruolo rilevante nella prevenzione e generazione di sprechi facilitino la donazione di alimenti invenduti ancora idonei al consumo umano”.
Le tappe della direttiva UE sui rifiuti alimentari
La direttiva UE sui rifiuti alimentari ha avuto diversi passaggi prima di arrivare alla versione attuale che ha introdotto nuovi obiettivi più vincolanti:
- luglio 2023 – la Commissione Europea ha presentato una proposta di revisione della direttiva UE sui rifiuti alimentari. La revisione comprende nuovi obiettivi giuridicamente vincolanti per la riduzione degli sprechi alimentari per il 2030;
- giugno 2024 – il Consiglio ha concordato la sua posizione per i negoziati con il Parlamento Europeo sugli obiettivi proposti;
- febbraio 2025 – è stato raggiunto un accordo provvisorio in base al quale entro il 31 dicembre 2030 l’UE dovrà ridurre del 30% gli sprechi alimentari che provengono da famiglie, ristorazione e distribuzione al dettaglio e del 10% di quelli derivanti da industria alimentare e della trasformazione (calcolati sulla media annua del periodo 2021-2023).
La prima stesura era sicuramente più ambiziosa (rispettivamente 40% e 20%), ma per superare le resistenze è stata necessaria una mediazione che ha portato ai valori attuali.
L’attuazione di queste misure sarà cruciale per trasformare il sistema alimentare europeo in un modello più sostenibile. In tal modo si potrà ridurre la pressione sulle risorse ambientali e garantire una maggiore sicurezza alimentare.













