Per i nuovi alimenti è necessaria un’attenta valutazione degli eventuali rischi per la salute delle persone e un’autorizzazione per poter accedere al mercato. Le difficoltà procedurali potrebbero scoraggiare le richieste di autorizzazione e ostacolare l’accesso al mercato, oltre a influenzare negativamente l’interesse degli investitori?

Gli elevati standard di sicurezza alimentare nell’UE
I nuovi alimenti hanno bisogno di un’autorizzazione per essere immessi sul mercato, preceduta a sua volta da un’attenta valutazione degli eventuali rischi per la salute delle persone.
I tempi di questi passaggi sono piuttosto lunghi, motivo per cui i sostenitori dell’innovazione in campo alimentare li ritengono un fattore che rallenta la messa in commercio dei nuovi alimenti.
Cresce la richiesta di alimenti sostenibili
La richiesta di alimenti più sostenibili e più sani è in crescita. Sarebbero quindi necessarie procedure amministrative più snelle per far sì che i nuovi alimenti entrino stabilmente a far parte dei sistemi alimentari.
Tra il 2018 e il 2024 l’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) ha ricevuto 292 richieste di autorizzazione per nuovi alimenti ai sensi del Regolamento (UE) 2015/2283.
Lo studio francese The novel food evaluation process delays access to food innovation in the European Union, pubblicato in “npj-science of food”, analizza le tempistiche per l’autorizzazione dei nuovi alimenti.
Il tempo medio tra la presentazione e l’approvazione della richiesta varia più o meno tra 1 e 3 anni, ma può arrivare anche a 6 anni.
L’EFSA è responsabile della valutazione scientifica della sicurezza per il rilascio dell’autorizzazione al consumo dei nuovi alimenti. Pertanto, un suo parere positivo è un passaggio fondamentale.
I passaggi per ottenere l’autorizzazione
Per prima cosa si deve presentare una domanda alla Commissione Europea. Questa, prima di tutto, verifica la validità della domanda e può consultare l’EFSA.
L’EFSA ha 30 giorni lavorativi per esprimere il proprio parere sulla validità della domanda (articolo 6 del regolamento di esecuzione (UE) 2017/2469 della Commissione).
Se la Commissione Europea ritiene che la domanda sia valida, la inoltra all’EFSA per la valutazione scientifica del rischio (articolo 11.1 del regolamento (UE) 2015/2283), che è riconosciuta come uno dei processi più rigorosi a livello mondiale.
L’EFSA deve emettere il proprio parere entro nove mesi, ma la tempistica si allunga per la richiesta di informazioni supplementari se l’EFSA ritiene che i dati iniziali forniti non siano sufficienti per valutare la sicurezza del nuovo alimento.
Questi ritardi, di conseguenza, diminuiscono il numero di valutazioni completate.
Il Regolamento sulla trasparenza
Tra i vari elementi che passano al vaglio dell’EFSA ci sono i processi di produzione, i dati relativi alla composizione degli ingredienti, le valutazioni tossicologiche.
L’attuazione del Regolamento sulla trasparenza nel 2021 (Regolamento (UE) 2019/1381) ha ulteriormente esteso e complicato il processo di autorizzazione all’immissione in commercio di nuovi ingredienti.
Inoltre, il regolamento sulla trasparenza impone obblighi normativi aggiuntivi agli operatori del settore alimentare prima di presentare una domanda (articolo 32 ter del regolamento (UE) 2019/1381).
Il mancato rispetto di questi requisiti può comportare il rigetto immediato della domanda da parte delle autorità, aggiungendo un ulteriore livello di complessità e rischio a una procedura già rigorosa.
Procedure rigorose e standard di sicurezza alimentare
Questo studio mette in evidenza le complicazioni procedurali e i colli di bottiglia amministrativi all’interno del quadro normativo dell’UE.
Durante la fase di valutazione scientifica, l’EFSA emette frequentemente pareri contrari, il che contribuisce all’allungamento delle tempistiche e rappresenta quasi la metà del tempo totale di valutazione.
Queste opposizioni derivano spesso da informazioni mancanti o incomplete necessarie per valutare la sicurezza dei nuovi alimenti. Tuttavia potrebbero anche riflettere l’approccio precauzionale dell’EFSA, in linea con il suo mandato di garantire elevati standard di sicurezza alimentare nell’UE.
L’accesso al mercato
Nonostante queste difficoltà procedurali, l’86,81% dei pareri dell’EFSA sono in definitiva positivi.
Secondo lo studio, queste inefficienze potrebbero scoraggiare le richieste di autorizzazione e ostacolare l’accesso al mercato, oltre ad influenzare negativamente l’interesse degli investitori.
Secondo gli autori dello studio, i ritardi normativi rallentano il raggiungimento degli obiettivi UE per la sostenibilità alimentare e ambientale a cui potrebbe contribuire l’introduzione di nuovi alimenti.
Inoltre, rischiano di compromettere sia la competitività dell’industria alimentare europea sia la sua capacità di adattarsi ai cambiamenti della società.












