La creatività abbatte lo spreco alimentare

Food Tank ha selezionato in tutto il mondo alcune aziende e organizzazioni senza scopo di lucro che stanno affrontando il tema dei rifiuti e dello spreco alimentare da una nuova prospettiva.

spreco alimentare
Credits: Love Food Hate Waste NZ, Own work, CC BY-SA 4.0, Link

(Rinnovabili.it) – Contro lo spreco alimentare scende in campo la creatività. Lo spreco alimentare è un problema che riguarda tutto il mondo non solo dal punto di vista etico ma anche da quello ambientale. Secondo gli studi della FAO ogni anno vengono sprecati 1,3 miliardi di tonnellate di cibo in tutto il mondo: rifiuti che producono un’abnorme quantità di gas serra. 

È possibile ridurre lo spreco alimentare riciclando il cibo per creare prodotti nutritivi? Sembra proprio di sì. Secondo Upcycled Food Association gli alimenti riciclati «utilizzano ingredienti che altrimenti non sarebbero destinati al consumo umano, vengono prodotti in filiere verificabili e hanno un impatto positivo sull’ambiente». Food Tank ha selezionato in tutto il mondo alcune aziende e organizzazioni senza scopo di lucro che stanno affrontando il tema dei rifiuti e dello spreco alimentare da una nuova prospettiva.  

Aqua Botanical (Australia) estrae, filtra e mineralizza l’acqua utilizzata per la produzione dei succhi concentrati. 

Kromkommer (Paesi Bassi) recupera prodotti agricoli imperfetti che sarebbero destinati a finire tra i rifiuti. Dopo aver lanciato con successo sul mercato una linea di zuppe create con prodotti recuperati hanno aperto un proprio punto vendita. 

Matriark Foods (Stati Uniti) recupera le produzioni eccedenti dalle aziende agrarie e ne fa basi per zuppe e salse. L’obiettivo è fornire prodotti vegetali sani per scuole, ospedali e banche alimentari. 

Netzro (Stati Uniti) raccoglie sottoprodotti alimentari dagli agricoltori per progetti innovativi, come il riutilizzo dei gusci d’uovo per ricavarne il calcio. 

Pure Plus + (Stati Uniti) trasforma frutti e verdure imperfetti in un sostituto dello zucchero a velo che può essere usato come integratore in prodotti alimentari e bevande.     

Rise + Win Brewing Co. (Giappone) ricicla gli scarti della produzione della birra. Il grano residuo nel processo di fermentazione, ad esempio, viene utilizzato per preparare muesli e dolci.  

Leggi anche FAO: 15 consigli per ridurre gli sprechi alimentari e divenire un Food hero

Rubies in the Rubble (Regno Unito) realizza condimenti con prodotti alimentari di scarto. Un esempio è la maionese prodotta con il liquido di conservazione dei ceci (che di solito viene buttato) al  posto delle uova.  

Dolce Benin (Africa occidentale) sta lavorando con TechnoSevre al succo di mela di anacardi (la mela d’anacardio, chiamata anche “falso frutto”, si sviluppa con un rigonfiamento dal frutto dell’anacardio stesso). Per avere un’idea dello spreco, solo il 10% dei 127.005.864 kg di mele di anacardio viene lavorato in Benin ogni anno . È anche un modo per aiutare i coltivatori a integrare il loro reddito fuori stagione. 

Toast Ale (Regno Unito) eusa i milioni di fette di pane che vanno sprecate ogni giorno nel Regno Unito  per sostituire un terzo dell’orzo maltato utilizzato nel processo di produzione della birra. 

Treasure8 (Stati Uniti)  irecupera i rifiuti alimentari che sarebbero destinati alle discariche per farne prodotti e ingredienti alimentari ricchi di sostanze nutritive.  

Upcycled Grain Project (Nuova Zelanda) produce snack con i residui dei cereali provenienti dai birrifici della Nuova Zelanda. 

Wize Monkey (Canada)  aiuta i coltivatori di caffè ad avere un reddito tutto l’anno utilizzando le foglie della pianta del caffè arabica per fare il tè.  

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