Il Cavaliere del Lavoro che coccola le bufale

Antonio Palmieri ha puntato tutto sulla qualità. La sua storia imprenditoriale e la sua inimitabile mozzarella di bufala l’hanno portato a ricevere l’onorificenza di Cavaliere del Lavoro dal Presidente della Repubblica, ma per lui non cambia nulla: il suo chiodo fisso rimane la qualità

bufale
via depositphotos.com

di Isabella Ceccarini

(Rinnovabili.it) – Da 120 anni, in occasione della Festa della Repubblica, viene conferita l’onorificenza di Cavaliere del Lavoro a imprenditori italiani che appartengono ai settori dell’agricoltura, dell’industria, del commercio, dell’artigianato e dell’attività creditizia e assicurativa. Le candidature vengono segnalate ogni anno dalla Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro.

Gli imprenditori del mondo agroalimentare premiati quest’anno il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sono Antonio Palmieri (Caseificio Tenuta Vannulo, tra i più prestigiosi brand del latte di bufala), Paolo Gentilini (della storica azienda romana Biscotti Gentilini),  Giuseppe Vincenzi (dell’azienda dolciaria veneta Vincenzi Biscotti), Paola Togni (Togni Spa, gruppo del beverage marchigiano, che annovera tra i suoi marchi anche quello dello spumante Rocca dei Forti), Giovanni Manetti (Fontodi, e presidente del Consorzio del Vino Chianti Classico).

Tra queste belle storie che danno lustro all’agroalimentare italiano vorremmo segnalare Antonio Palmieri, visionario originale con il pallino della trasparenza e dei rapporti umani. La sua mozzarella di bufala nasce nel 1988 nella Tenuta Vannulo, nel 2000 apre la yogurteria e da allora il suo stile imprenditoriale è imitato in tutta la Campania e non solo. La sua realtà imprenditoriale  situata nella Piana del Sele, a Capaccio-Paestum in provincia di Salerno – ha origini antiche: è nata infatti nel 1907 come azienda agricola guidata dal nonno di Antonio Palmieri, passata al padre e poi a lui. Oggi il neo Cavaliere del Lavoro la gestisce insieme ai figli Teresa, Nicola e Annalisa.

Anticipatore del chilometro zero

Palmieri è stato un anticipatore del chilometro zero, il suo è un ciclo produttivo “chiuso”: dalla coltivazione dei foraggi concimati con prodotti naturali, alla nutrizione e cura delle bufale fino alla produzione delle mozzarelle, tutto avviene in azienda e la filiera è interamente controllata.

Nelle stalle – pulitissime, quasi dei salotti – di questa azienda biologica certificata ICEA c’è spazio comodo per 600 bufale, coccolate con i massaggi, i materassini e le docce, la musica di sottofondo per rilassarsi, i robot per autogestire la mungitura con un ritmo più naturale e meno stressante.

Un prezioso incrocio di tradizione e innovazione tenute insieme dalla qualità: la mozzarella viene lavorata interamente a mano esclusivamente con latte aziendale ma il sistema di mungitura automatico è una innovazione assoluta. Nella Tenuta Vannulo ogni bufala ha un microchip: se c’è un’anomalia il latte viene scartato e la bufala passa al controllo veterinario.

È un curioso di natura Antonio Palmieri, che ama esplorare e cambiare. Dalla mozzarella di bufala – che, non ci crederete, si compra solo sul posto – sono poi arrivati lo yogurt, il pane, il cioccolato, il pellame e la degustazione-ristorazione. Ogni cosa è al top: Palmieri ha puntato tutto sulla qualità perché è convinto che un prodotto di qualità funzioni sempre, i suoi clienti possono controllare di persona l’intera filiera produttiva per capire che qui si fa sul serio. Non gli interessa un aumento sconsiderato della produzione: la sua mozzarella di bufala è un prodotto di qualità “per famiglie” e tale vuole che resti. Dopo la visita a Paestum, la tappa per degustare la mozzarella di bufala di Vannulo è un must. Non è un caso che il suo nome sia conosciuto in tutto il mondo.

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