Pesca illegale, le regole per il trasbordo diventano più severe

La pesca illegale impoverisce gli stock ittici, compromettendo gravemente la sostenibilità ambientale. La FAO ha approvato le Linee guida volontarie per controllare il trasbordo del pesce e impedire che quello illegale entri nel mercato

pesca
Foto di Dimitris Vetsikas da Pixabay

(Rinnovabili.it) – La pesca illegale non dichiarata e non regolamentata (INN) è una minaccia alla sostenibilità degli stock ittici globali.

Per ostacolare la pesca illegale la FAO ha approvato le Linee guida volontarie per il trasbordo che sono state presentate alla 35a sessione della Commissione per la pesca (COFI35) allo scopo di «regolamentare, monitorare e controllare il trasbordo per difendere la pesca sostenibile» e impedire che il pesce derivato dalla pesca illegale entri nel mercato.

Trasbordo e pesca illegale

La regolamentazione del trasbordo è un passaggio fondamentale, perché comporta il trasferimento diretto del pesce da una nave all’altra – quindi anche in alto mare, al di fuori di ogni controllo – prima che il pesce sia registrato quando raggiunge la destinazione finale.

Il trasbordo può avvenire oltre che in alto mare, anche nei porti o nelle acque costiere.

Se da un lato è utile per ridurre i costi e ottimizzare le opportunità di pesca sostenibile, dall’altro è un furbo espediente per eludere i controlli e mascherare la pesca illegale, in barba a tutti gli sforzi fatti per sconfiggerla.

Le Linee guida volontarie per il trasbordo sono nate per aiutare gli Stati, le organizzazioni regionali di gestione della pesca e le organizzazioni intergovernative a definire politiche e regolamenti comuni relativi al trasbordo e integrarli nei quadri normativi per la gestione della pesca sostenibile.

Le raccomandazioni delle Linee guida

Le Linee guida volontarie per il trasbordo comprendono alcune raccomandazioni per gli Stati e per le organizzazioni regionali:

  • garantire che le navi coinvolte nei trasbordi siano autorizzate dallo Stato di bandiera, costiero o di approdo interessato e che le navi informino le autorità competenti prima di effettuare qualsiasi tipo di trasbordo;
  • adottare procedure di rendicontazione trasparenti per facilitare la verifica delle autorizzazioni e dei dati di trasbordo, consentendo azioni efficaci di monitoraggio, controllo e sorveglianza;
  • garantire che tutte le navi coinvolte nei trasbordi forniscano una dichiarazione contenente dati specifici sulle quantità di pesce, sulla specie e su eventuali catture accessorie;
  • condividere i dati di trasbordo come elenchi di navi, notifiche, autorizzazioni e dichiarazioni, rapporti di osservazione e ispezione, infrazioni e sanzioni;
  • stabilire procedure di segnalazione per raccogliere e incrociare informazioni sulla quantità di pesce sbarcato per specie, forma del prodotto, area e paese di origine per i pesci trasformati.

Le Linee guida integrano l’Accordo FAO sulle misure dello Stato di approdo (PSMA), il primo accordo internazionale per scoraggiare ed eliminare la pesca illegale entrato in vigore nel 2016, e il registro globale aggiornato dei pescherecci, delle navi da trasporto refrigerate e delle navi di rifornimento.

Articolo precedenteSolarBotanic Tree, alberi piezo-fotovoltaici per ricaricare l’auto
Articolo successivo“Rebuilding Ukraina”: il 21 settembre conferenza stampa di lancio del progetto europeo

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui