Acqua dei fiumi inquinata, l’India non beve più

Le industrie scaricano nei fiumi tonnellate di rifiuti, e la domanda di acqua cresce con l’aumento della popolazione. L’India è una bomba a orologeria

acqua dei fiumi
Credit: Pxhere- (CC0 1.0)

 

(Rinnovabili.it) – Più della metà dei fiumi dell’India sono inquinati, e la domanda di acqua potabile cresce. Un report degli scienziati governativi del Central Pollution Control Board (CPCB) ha rilevato i rischi di una simile combinazione esplosiva, soprattutto adesso che l’economia sta crescendo e gli inquinatori non hanno nessun blocco alle loro attività, condotte in nome del progresso.

Il numero di fiumi definiti “inquinati” dagli esperti è più che raddoppiato negli ultimi cinque anni, passando da 121 a 275. Una delle cause primari è la quantità di acque reflue generate da città e paesi lungo il corso delle acque.

 

«Considerando della crescita della popolazione, la domanda di acqua dolce per tutti gli usi sarà ingestibile», ha confessato il Board. La ricerca, riportata dal quotidiano Daily Mail, aumenta la pressione sul governo, che finora non ha fatto molto per proteggere l’ambiente in un Paese di 1,2 miliardi di persone completamente allo sbando.

Il primo ministro, Narendra Modi, ha accusato il rapido cambiamento degli stili di vita e i 25 anni di rapido sviluppo economico che hanno alzato il livello di inquinamento rendendo l’India uno dei Paesi con l’aria più sporca del mondo.

Una ricerca pubblicata lo scorso anno dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha scoperto che Delhi, la capitale indiana, è la città più inquinata del pianeta, con una media annua di 153 microgrammi per metro cubo di PM2,5, il particolato più inquinante che esista.

Questa cifra è sei volte il tetto massimo raccomandato dalla stessa OMS, 12 volte gli standard americani e più di due volte il livello considerato sicuro da parte delle autorità indiane, che ora vorrebbero cambiare gli standard di valutazione per insabbiare i dati preoccupanti.

 

 

I Corsi d’acqua del Paese non se la passano meglio: in questi ultimi anni sono stati deturpati con grandi quantità di rifiuti urbani e industriali scaricati nei loro letti ogni giorno. Modi ha fatto pulire il Gange, il fiume sacro agli indù, raggiungendo un obiettivo politico importante. Ma ci sono stati pochi progressi finora su un tema che ha sconfitto tutti i governi fino ad oggi.

L’India ora è sotto pressione per rivelare i suoi piani di taglio delle le emissioni di gas serra prima dell’inizio dei negoziati ONU sul clima. La COP21 di Parigi 2015 inizierà il 30 novembre, ma Delhi ha finora esitato a impegnarsi in un taglio netto della CO2, sostenendo che non può porsi obiettivi che minano gli sforzi per ridurre la povertà. Il solito discorso fatto anche dalla Cina nelle scorse edizioni del summit climatico.

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