Le acque sotterranee presentano livelli allarmanti di carbonio organico

Un nuovo studio ha rilevato importanti concentrazioni di carbonio organico (DOC) nelle acque sotterranee. Tali livelli porteranno in futuro a trattamenti sempre più costosi per rendere quest’acqua potabile

acque sotterranee
Foto di Hans Braxmeier da Pixabay

Sono a rischio le acque sotterranee a causa di cambiamento climatico e urbanizzazione: un nuovo studio ha rilevato una contaminazione da carbonio organico che aumenterà i costi per renderle potabili 

(Rinnovabili.it) – Disponibilità e qualità dell’acqua potabile mettono a rischio metà della popolazione mondiale secondo uno studio dell’Università del New South Wales (UNSW). I ricercatori hanno indagato le conseguenze dei cambiamenti climatici e dell’urbanizzazione, riscontrando un forte aumento del carbonio organico nelle acque sotterranee. 

Lo studio, pubblicato su Nature Communications, ha esaminato 9404 concentrazioni di carbonio organico disciolto (DOC) nelle falde acquifere di 32 paesi in sei continenti. Va ricordato che il DOC è un componente naturale delle falde acquifere, ma maggiore è la sua concentrazione più è difficile e costoso rendere l’acqua potabile.

La Dott.ssa Liza McDonough, ricercatrice del Connected Waters Initiative Research Center presso l’UNSW, ha sottolineato come il team di ricerca abbia “identificato aumenti della concentrazione di DOC nelle acque sotterranee fino al 45%, in gran parte a causa dell’aumento delle temperature nel trimestre più piovoso dell’anno, in particolare in molti stati sud-orientali degli Stati Uniti”. I n queste aree i costi per l’approvvigionamento di acqua potabile potrebbero aumentare “per una famiglia di quattro persone di 134 dollari all’anno”. 

Attualmente la Cina orientale, l’India e alcune parti dell’Africa “presentano già gravi problemi di contaminazione delle acque sotterranee” che potrebbero essere aggravati dall’aumento della concentrazione di DOC nelle acque sotterranee associato “all’incremento previsto delle temperature nel trimestre più umido del anno entro il 2050”. Nello studio le previsioni non sono rassicuranti in quanto anche “l’urbanizzazione aumenterà le concentrazioni di DOC nelle acque sotterranee fino al 19%”.

La ricerca, in collaborazione tra l’UNSW, la Australian Nuclear Science and Technology Organization (ANSTO), la Southern Cross University, la British Geological Survey e l’Università di Bradford, ha indicato in particolare quattro principali fattori che contribuiscono all’aumento dei livelli di DOC nelle acque sotterranee: clima, uso del suolo, chimica inorganica ed età delle falde acquifere

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Le acque sotterranee – ha spiegato McDonough – sono la più grande fonte di acqua dolce del pianeta e forniscono acqua potabile essenziale ad oltre il 50% della popolazione mondiale” e la loro contaminazione costituisce una minaccia anche per la salute umana. “L’Organizzazione mondiale della sanità e molti paesi, tra cui l’Australia, non regolano le concentrazioni di DOC in acqua potabile”, ma il carbonio organico potrebbe anche trasportare metalli pesanti altrimenti legati a rocce e sedimenti.

Questo diviene preoccupante dal momento in cui, ad esempio, più di 100.000 casi di cancro negli Stati Uniti possono essere attribuiti a contaminanti disciolti in acqua potabile“, ha continuato la ricercatrice. Per questo motivo è fondamentale comprendere cosa stia causando concentrazioni così elevate di DOC nelle acque sotterranee. La diminuzione della qualità delle acque sotterranee e l’aumento sostanziale dei costi di trattamento delle stesse ne aggraveranno anche la disponibilità. Infatti – va notato – saranno necessarie “misure aggiuntive di trattamento delle acque per eliminare le concentrazioni di DOC in aumento”. 

In ogni caso i ricercatori sottolineano che i livelli di carbonio organico disciolto nelle falde acquifere variano secondo la geografia e il clima delle diverse zone. “Nei climi aridi le concentrazioni di DOC nelle acque sotterranee sono aumentate con le precipitazioni poiché i microbi riescono a scomporre la materia organica, come le foglie, in condizioni calde e sempre più umide”. Quando invece le condizioni sono “troppo calde e secche” le concentrazioni di DOC diminuiscono in quanto “le fonti di vegetazione e di materia organica sono limitate”. Contrariamente “l’aumento della pioggia in ambienti caldi e umidi ha ridotto le concentrazioni di DOC nelle acque sotterranee perché le forti piogge diluiscono il carbonio organico”. 

Sono comunque necessarie ulteriori ricerche per determinare le migliori opzioni di trattamento per le aree in cui si prevede un aumento delle concentrazioni di DOC nelle acque sotterranee. Il prossimo passo è studiare “come si modificano i livelli di DOC con i diversi minerali presenti nelle falde acquifere, perché alcuni tipi di materia organica possono aderire a determinate superfici e ridurre di conseguenza questo tipo di materia organica che permane disciolta nell’acqua”. 

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