Inquinamento fluviale: i metalli pesanti aumentano l’antibiotico resistenza

Dall’Università di Newcastle e dall’Istituto di Tecnologia di Delhi una nuova ricerca sulle modifiche genetiche indotte nei batteri, da metalli come il cadmio e il nichel

metalli pesanti
via depositphotos.com

Uno studio della Newcastle University e dell’Indian Institute of Technology di Delhi ha quantificato la presenza di metalli pesanti nei fiumi Gange, Yamuna e Tyne. In particolare Tyne vede una forte contaminazione dovuta alla presenza di miniere e ad attività industriali. I risultati della ricerca hanno mostrato che a livelli più elevati di presenza di metalli pesanti corrisponde una più elevata resistenza agli antibiotici nella popolazione batterica locale.

L’autrice dello studio, la Dottoressa Sonia Gupta dell’Indian Institute of Technology di Delhi, ha detto: “L’elevata esposizione ai metalli ha il potenziale di co-selezionare la resistenza agli antibiotici nei batteri, rendendoli potenzialmente resistenti a più antibiotici. Gli impatti si aggravano quando alti livelli di metalli sono combinati con altri contaminanti come antibiotici, detergenti e altre sostanze chimiche”.

Nel dettaglio, i ricercatori hanno indagato le relazioni tra l’inquinamento da metalli pesanti, il gene di resistenza ai metalli (MRG) e quello di resistenza agli antibiotici (ARG). L’indagine ha evidenziato che un livello più elevato di inquinamento è sempre correlato a un livello di più elevato di MRG e ARG.

La contaminazione da metalli pesanti colpisce anche i batteri residenti, in particolare quelli più presenti insieme a queste sostanze: Firmicutes e Bacteroidota. Questi ultimi sono in grado di trasportare MRG e ARG, determinando così il nesso tra esposizione a metalli pesanti e resistenza agli antibiotici. In particolare le combinazioni di alcuni metalli tra di loro come cobalto + nichel o cobalto + nichel+ cadmio comportano le risposte batteriche più forti.

Il co-autore dello studio, il professor David Graham, della Scuola di Ingegneria dell’Università di Newcastle, ha affermato: “Il lavoro non implica necessariamente un rischio per la salute, ma dimostra che un fiume o un ruscello senza entrare in contatto con antibiotici possono ugualmente determinare un’antibiotico resistenza a causa di altri inquinanti. E, per un fiume come il Yamuna, che ha alti metalli in combinazione con molti altri contaminanti ambientali, vi sono preoccupazioni anche maggiori”. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Environmental Pollution.

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