Basta pesticidi sintetici: i cittadini europei lo gridano con 1 milione di firme

L’iniziativa dei cittadini europei lanciata da PAN Europe e altre 200 organizzazioni della società civile ha raggiunto la soglia di firme per inserire la petizione nell’agenda del parlamento UE. Entro 3 mesi la discussione. Obiettivo: phase out dei pesticidi nel 2035, con tappa intermedia -80% nel 2030

Pesticidi sintetici: 1 mln di firme per cancellarli dall’UE entro il 2035
via depositphotos.com

I pesticidi sintetici sono tra i maggiori responsabili del collasso della biodiversità

(Rinnovabili.it) – Cancellare completamente i pesticidi sintetici dai mercati europei. Già nel 2035. E nel frattempo ripristinare la biodiversità sui terreni agricoli e supportare gli agricoltori nella transizione all’agroecologia. Lo chiede una Iniziativa dei cittadini europei (ECI), Save Bees and Farmers, che ha raccolto 1,1 milioni di firme e sarà quindi discussa dal parlamento europeo nei prossimi mesi.

Una discussione che si sovrappone a quella, già in calendario, sul nuovo regolamento UE sulla riduzione dell’uso dei pesticidi sintetici. Attorno al quale c’è un gran movimento dei lobbisti dell’agrochimica, decisi a evitare che Bruxelles imponga – come propone la Commissione – dei massimali vincolanti a ogni stato e una riduzione complessiva del 50% entro il 2030. Anche per questo per i proponenti, 200 organizzazioni della società civile guidate da PAN Europe, si tratta di un passaggio urgente e necessario.

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L’obiettivo è di arrivare a una riduzione dell’uso dei pesticidi sintetici dell’80% entro il 2030, con il phase out completo fissato per 5 anni più tardi. “Questa è la settima ECI che ha avuto successo e già la seconda contro i pesticidi”, nota Martin Dermine di PAN Europe, riferendosi al milione di firme raccolte nel 2017 calla campagna Stop glifosato.

“È un forte segnale democratico per i decisori politici dell’UE e nazionali affinché ascoltino i cittadini e abbandonino i pesticidi tossici. Gli agricoltori e la scienza hanno dimostrato che l’agroecologia può nutrire il mondo senza prodotti chimici. È ora che i nostri politici smettano di ascoltare l’agrobusiness e inizino a lavorare per il futuro dei nostri figli”, prosegue.

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Nel mirino non ci sono soltanto i prodotti fitosanitari sintetici, ma il modello stesso di produzione agricola. Un modello che, ricordano gli organizzatori dell’ECI citando recenti studi, è uno dei principali fattori dietro il collasso della biodiversità, è responsabile del 10% delle emissioni europee, è direttamente legato al declino socio-economico degli agricoltori a un ritmo impressionante: un’azienda agricola europea è scomparsa ogni 3 minuti durante gli ultimi 10 anni.

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