Il reato di ecocidio adesso ha una definizione ufficiale

L’iniziativa della Stop Ecocide Foundation presenta la definizione alla Corte penale internazionale. Se sarà accettata, il reato diventerà la 4° fattispecie a essere perseguita dal tribunale dell’Aia insieme ai crimini di guerra e genocidio

Ecocidio: pronta la definizione ufficiale del reato
Foto di Danielle Tunstall da Pixabay

A 10 anni dall’avvio della campagna per il riconoscimento dell’ecocidio

(Rinnovabili.it) – La campagna internazionale per l’introduzione del reato di ecocidio arriva al punto di svolta. Pronta la definizione ufficiale, con cui gli attivisti sperano di riuscire a far entrare i reati gravi contro l’ambiente tra le fattispecie considerate dalla Corte penale internazionale.

Con la parola “ecocidio” si intende, in genere, una serie di atti che danneggiano ambiente ed ecosistemi, spesso in modo irreparabile. Il termine richiama una dimensione ampia, transnazionale, e un impatto profondo. Vista l’importanza degli ecosistemi naturali per la vita e il benessere umani, una violazione ampia in questo ambito viene assimilata alle violazioni dei diritti umani. Ma la difficoltà sta proprio nel tracciare un perimetro esatto per questo reato. Non esiste, infatti, una definizione che sia riconosciuta a livello internazionale.

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Proprio su questo punto sono intervenuti i legali che lavorano per l’iniziativa della Stop Ecocide Foundation. Questa la definizione con cui la campagna va a bussare alla porta del tribunale dell’Aia: l’ecocidio è definito come “atti illeciti o sconsiderati commessi con la consapevolezza che esiste una sostanziale probabilità di danni gravi e diffusi o a lungo termine all’ambiente causati da tali atti”.

Se la CPI accoglierà il reato con questa definizione, l’ecocidio si aggiungerà alle altre 4 fattispecie per le quali il tribunale si può attivare: crimini di guerra, crimini contro l’umanità, genocidio e crimine di aggressione. Una battaglia, quella sull’ecocidio, iniziata oltre 10 anni fa per volontà di Polly Higgins, un’avvocatessa scozzese scomparsa nel 2019.

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Per introdurre l’ecocidio andrà cambiato lo statuto di Roma che regola il tribunale. Un’innovazione che renderebbe meno antropocentrico il mandato della Corte, spiegano i legulei che hanno limato in questi mesi la definizione. Secondo Philippe Sands, docente dell’University College di Londra che ha co-presieduto il panel legale della campagna, “gli altri quattro crimini si concentrano tutti esclusivamente sul benessere degli esseri umani. Questo ovviamente lo fa, ma introduce un nuovo approccio non antropocentrico, ovvero mettere l’ambiente al centro del diritto internazionale, e quindi è originale e innovativo”.

Dalla definizione è stato volutamente tenuto fuori ogni riferimento diretto al cambiamento climatico. Una scelta ponderata, per rendere più difficile smontare l’impianto accusatorio deviando il dibattito sulla solidità scientifica del concetto, che per quanto sia acclarata non impedisce al climate change di restare un tema politicamente caldissimo.

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