L’eredità di Bolsonaro: dal 2019, impennata record per la deforestazione in Brasile

L’ultimo anno registra un dato relativamente positivo, con il disboscamento in discesa dell’11%. Ma il bilancio della stagione del presidente uscente è chiaro: mai nessuno ha devastato l’Amazzonia come lui dal 1988, quando sono iniziate le rilevazioni satellitari

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I dati ufficiali dell’Inpe sulla deforestazione in Brasile

(Rinnovabili.it) – Nei quattro anni di guida Bolsonaro, la deforestazione in Brasile è cresciuta quasi del 60% rispetto al quadriennio precedente. E addirittura del 75,5% rispetto a un decennio prima, quando il tasso di disboscamento in picchiata rifletteva le politiche promosse dall’allora presidente Lula. Che tornerà a guidare il paese dal 1° gennaio dopo la vittoria alle ultime elezioni. Bolsonaro ha così stabilito un record poco invidiabile: è il più grande incremento fra mandati presidenziali da quando esiste il monitoraggio via satellite, cioè dal 1988.

Un’impennata che mette in secondo piano il dato (positivo) relativo all’ultima stagione della deforestazione in Brasile, diramato dall’Inpe, l’Istituto nazionale per la ricerca spaziale che è incaricato di monitorare via satellite la situazione nell’Amazzonia legale. Tra agosto 2021 e luglio 2022, il sistema di tracciamento del disboscamento PRODES ha registrato la distruzione di 11.568 km2 di foresta pluviale. Un’area più grande dell’Abruzzo, ma pur sempre l’11,3% in meno rispetto all’anno prima.

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“Il regime di Bolsonaro è stato una macchina per bruciare le foreste. Il Presidente uscente ha prestato giuramento con una deforestazione di 7.500 km2 e se ne va con 11.500 km2. L’unica buona notizia è proprio che se ne va”, afferma Marcio Astrini, segretario esecutivo dell’Osservatorio sul clima. L’ong sottolinea che nell’ultimo anno l’unico stato dove la deforestazione è salita è Amazonas. Dove parte della distruzione della foresta pluviale dipende dalla costruzione della BR-319, l’autostrada tra Manaus e Porto Velho che attraversa una parte ancora incontaminata dell’Amazzonia.

“I recenti dati Deter indicano che la devastazione rimane fuori controllo. Jair Bolsonaro lascerà al suo successore un’eredità maledetta di deforestazione crescente e di un’Amazzonia in fiamme. Se Lula vuole che i numeri della distruzione delle foreste diminuiscano nel 2023, dovrà avere tolleranza zero con i crimini ambientali fin dal primo giorno di mandato”, aggiunge Astrini.

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