I piani di ripresa post-covid decideranno le emissioni dei prossimi 10 anni

I ricercatori della California University lanciano un appello ai governi: servono piani di ripresa “verdi” che generino rapidamente posti di lavoro.

Piani di ripresa
Credits: Lutz Peter da Pixabay

Energia rinnovabili ed efficienza energetica, i segreti per piani di ripresa attenti al clima e alla crescita

(Rinnovabili.it) – Il lockdown mondiale dovuto alla pandemia di coronavirus ha portato ad un crollo di emissioni come non si era mai visto dai tempi della Seconda Guerra Mondiale. Tuttavia, secondo i ricercatori dell’Università della California, sarà il modo in cui verranno gestite le emissioni nei piani di ripresa durante il periodo di crisi post-covid a determinare le sorti climatiche del pianeta.

Infatti, man mano che il mondo ricomincia a muoversi, la risposta di alcuni governi è stata quella di allentare le norme su inquinamento e standard di efficienza energetica, pensando che ciò favorisca la ripresa economica. Come scrivono i ricercatori su Nature, però, “questa tendenza è preoccupante, perché le decisioni politiche prese ora su come salvare le economie determineranno la quantità di CO2 che entrerà nell’atmosfera nel prossimo decennio.

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Alcune economie mondiali sono già in ripresa, così come i numeri della CO2 dopo il crollo di emissioni. Per fare un solo esempio, il consumo di carbone in Cina è già tornato ai livelli pre-pandemici. Tuttavia, gli shock economici possono essere punti di svolta industriali critici. Dopo la crisi finanziaria asiatica del 1998, le emissioni sono raddoppiate in gran parte a causa della crescita della produzione e delle esportazioni cinesi. Al contrario, dopo il crollo finanziario globale del 2008, la crescita delle emissioni si è dimezzata, aiutata da piani di ripresa che prevedevano stimoli per le tecnologie verdi.

Secondo l’analisi dei ricercatori, il crollo di emissioni del 2020, da solo, porterebbe a livelli di CO2 atmosferica nel 2050 di circa 10 PPM (parti per milione) inferiori rispetto alla traiettoria pre-pandemia. Inoltre, la capacità dei piani di recupero di stimolare una ricrescita “verde” o “fossile” potrebbe comportare una differenza di 19 PPM di CO2 nell’atmosfera entro la metà del secolo.

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Per fare in modo che i piani di ripresa tengano insieme crescita economica e clima, occorre elaborare progetti verdi che generino rapidamente posti di lavoro ed entrate. Ciò significa prevalentemente investire nelle energie rinnovabili, nell’efficienza energetica, nella costruzione di infrastrutture elettriche e nella realizzazione di retrofit energetici per edifici e trasporti pubblici. All’inizio di quest’anno, oltre 250.000 persone erano impiegate nel settore dell’energia solare negli Stati Uniti. E sebbene la pandemia abbia spazzato via cinque anni di crescita, l’occupazione potrebbe tornare rapidamente a crescere se fossero previsti incentivi credibili agli investimenti.

Da questo punto di vista, secondo i ricercatori il Green Deal europeo è un buon modello per programmare nuovi pacchetti di stimoli. Con un massiccio piano di investimenti di 1 miliardo di miliardi di euro, la risposta UE alla pandemia combina crescita industriale, decarbonizzazione ed efficienza. A questo proposito, gli autori raccomandano un approccio settoriale per decarbonizzare l’economia, poiché le politiche necessarie per frenare i maggiori produttori di emissioni in ciascun settore differiscono molto.

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