Recovery Fund: un’indagine individua progetti “verdi” per 2mln di posti di lavoro

Potenzialmente pronti entro due anni dal loro finanziamento, i progetti riguarderebbero l’energia rinnovabile, lo stoccaggio, il rinnovo degli edifici, il trasporto pulito e la produzione di tecnologie a basse emissioni di carbonio.

Più di 1000 progetti per 200 miliardi di euro. Ecco su cosa potrebbe puntare l’UE per la ripresa post-covid

(Rinnovabili.it) – Un’indagine commissionata dall’European Climate Foundation e condotta dalla società di consulenza EY ha individuato più di mille progetti finanziabili attraverso il Recovery Fund dell’Unione Europea, il pacchetto di stimolo di 750 miliardi di euro volto a supportare le economie più colpite dalla pandemia di coronavirus. EY ha dichiarato che condividerà a breve l’elenco dei progetti pronti per gli investimenti con gli Stati membri che preparano i piani di risanamento

Secondo i piani della Commissione UE, il Recovery Fund dovrebbe favorire una ripresa dei settori industriali attraverso l’impiego di tecnologie “verdi”, al fine di ridurre le emissioni di gas a effetto serra che alimentano i cambiamenti climatici. La ricerca, esaminata da Reuters, ha identificato progetti che sosterrebbero oltre 2 milioni di posti di lavoro e richiederebbero investimenti per circa 200 miliardi di euro.

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Potenzialmente pronti entro due anni dal loro finanziamento, i progetti riguarderebbero l’energia rinnovabile, lo stoccaggio di energia, il rinnovo degli edifici, il trasporto pulito e la produzione di tecnologie a basse emissioni di carbonio. I 1.000 progetti individuati per il Recovery Fund rappresentano solo il 10% dei progetti ecologici attualmente in fase di sviluppo in Europa, ha affermato EY.

Esempi includono il progetto svedese HYBRIT, una joint venture da 2 miliardi di euro tra la società siderurgica SSAB, la società mineraria LKAB e l’utility Vattenfall, per sostituire il carbone con idrogeno da fonti rinnovabili nella produzione di acciaio. Un altro progetto è della società chimica coreana LG Chem, per sviluppare una gigafactory per la produzione di batterie agli ioni di litio per veicoli elettrici a Cracovia, in Polonia.

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Per identificare quali progetti potrebbero essere ammissibili al finanziamento dell’UE, EY ha intervistato imprese, parti interessate, funzionari e investitori in ciascuno Stato membro. Ha inoltre esaminato le domande di pianificazione e le richieste di finanziamento. Circa il 30% dei progetti individuati da EY viene sviluppato da start-up e piccole-medie imprese incentrate sulla mobilità pulita, idrogeno verde e materiali da costruzione a basse emissioni di carbonio. Oltre il 20% è su piccola scala e richiede investimenti fino a soli 5 milioni di euro.

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