La selezione del consorzio Allwaters coincide con nuovi rapporti UE che segnalano criticità su qualità, quantità e gestione dei corpi idrici europei.

Resilienza idrica in UE: CCI dell’EIT e nuovi dialoghi per acqua, mari e oceani
La resilienza idrica in UE è al centro delle nuove iniziative presentate dall’Istituto europeo di innovazione e tecnologia, che ha selezionato la decima Comunità della conoscenza e dell’innovazione dedicata a settori ed ecosistemi idrici, marini e marittimi. La CCI svilupperà un approccio integrato coerente con la Strategia europea per la resilienza idrica e con il Patto europeo per gli oceani, sostenendo istruzione, competenze, diffusione e commercializzazione dell’innovazione. Nei documenti della Commissione emerge anche un percorso parallelo di dialoghi strutturati con gli Stati membri, volto a migliorare la gestione delle risorse idriche entro il 2027.
La nuova comunità si basa sugli elementi già evidenziati nella missione UE “Ripristinare i nostri oceani e le nostre acque” e sui partenariati di Orizzonte Europa. Il Commissario per la Pesca e gli Oceani, Costas Kadis, ha dichiarato: “Un oceano sano e sistemi di acqua dolce resilienti sono due facce della stessa medaglia. EIT Water ci aiuterà a colmare il divario tra innovazione blu e verde, rafforzando le comunità locali, le imprese e i ricercatori.” La Commissaria per l’Ambiente, la resilienza idrica e un’economia circolare competitiva, Jessika Roswall, ha aggiunto: “Sappiamo quali sono le sfide idriche che stiamo affrontando in tutta Europa, ma ora è il momento di ascoltarci e di collaborare per risolverle.”
EIT Water: 50 partner e 24 Paesi per un approccio integrato fonte-mare
La nuova EIT Water nasce da un consorzio composto da 50 partner di 24 Paesi, selezionati da esperti indipendenti nel quadro del modello EIT. Il team vincitore, Allwaters, include industria, università, ONG, porti e PMI. L’obiettivo è sviluppare soluzioni che rispondano a pressioni ambientali, economiche e sociali dei sistemi idrici europei. I settori prioritari individuati sono tre: scarsità idrica, siccità e alluvioni; degrado degli ecosistemi marini e d’acqua dolce; economia blu circolare. La Commissione sottolinea come questa comunità contribuirà direttamente alla costruzione di un’Europa più resiliente, digitale e sostenibile. Il KIC riceverà fino a 5 milioni di euro per la fase di avvio nel 2026, con piena operatività prevista nel 2027 e una durata di 15 anni sostenuta dal modello EIT.
Strategia europea per la resilienza idrica: oltre 30 azioni e nuovi dialoghi
La strategia europea per la resilienza idrica affronta le pressioni su risorse idriche messe a rischio da uso del suolo non sostenibile, cambiamenti idromorfologici, inquinamento e aumento della domanda. Tra le aree chiave emergono ripristino del ciclo dell’acqua, riduzione del consumo, miglioramento dell’efficienza idrica del 10% entro il 2030, infrastrutture moderne e pratiche intelligenti. La strategia comprende più di 30 azioni mirate, orientate a sostenere Stati membri, regioni, comuni, cittadini e imprese nella gestione sostenibile dell’acqua. I dialoghi strutturati tra Commissione e Stati membri, previsti tra il 2025 e il 2027, includeranno riunioni tecniche e conclusioni politiche finali. I risultati rappresenteranno un passaggio essenziale per raggiungere la resilienza idrica nell’UE e attuare le raccomandazioni formulate nelle direttive europee.
I risultati della Direttiva quadro sulle acque
La direttiva quadro sulle acque rimane la base dell’azione europea, con obiettivi di qualità da raggiungere entro il 2027. I rapporti della Commissione rivelano che solo il 39,5% dei corpi idrici superficiali dell’UE raggiunge un buono stato ecologico e solo il 26,8% un buono stato chimico, penalizzato da inquinanti come il mercurio. I piani di gestione contro le alluvioni mostrano miglioramenti, ma mancano spesso obiettivi quantitativi. Le misure riguardo alla Direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino hanno registrato progressi limitati, soprattutto sul tema dei rifiuti marini. La Commissione chiede maggiore impegno, con raccomandazioni mirate: ridurre l’inquinamento, promuovere il riuso dell’acqua, aumentare l’efficienza e rafforzare il contrasto alle estrazioni illegali.
Un’economia blu da 250 mld
Le iniziative UE sulla resilienza idrica in UE si inseriscono anche nel quadro del Patto europeo per gli oceani. L’oceano sostiene settori essenziali come energia, sicurezza alimentare, competitività industriale e ricerca. L’economia blu dell’Unione genera 250 miliardi di euro, impiega 5 milioni di persone e sostiene il 74% delle sue rotte commerciali esterne. La Commissione sottolinea che degradazione degli ecosistemi, inquinamento e rischi climatici mettono a rischio questi benefici. Le priorità del Patto includono ripristino degli ecosistemi marini, sostegno alle comunità costiere, promozione dell’innovazione oceanica, rafforzamento della sicurezza e diplomazia marittima e una migliore governance internazionale.
Verso il 2027: implementazione, investimenti e intelligenza artificiale
La strategia UE prevede azioni articolate su governance, investimenti pubblici e privati, digitalizzazione, intelligenza artificiale, ricerca, innovazione e preparazione. Si punta a infrastrutture idriche moderne, riduzione delle perdite, pratiche intelligenti di uso dell’acqua e gestione dei rischi. Dal 2025 la Commissione organizzerà un forum sulla resilienza idrica ogni due anni per monitorare i progressi e coordinare gli attori istituzionali e privati. Questi strumenti convergono con il lavoro della nuova CCI dell’EIT, che mira a rendere i sistemi idrici europei più resilienti, sostenibili e circolari, valorizzando un approccio integrato dalla sorgente al mare.












