Rinnovabili • barriera-corallina-australia Rinnovabili • barriera-corallina-australia

Grande Barriera Corallina, peggior moria di coralli mai registrata

In base all'analisi del 2025, il 48% delle barriere esaminate ha perso copertura corallina, il 42% è rimasto uguale all'anno prima e solo il 10% ha mostrato un aumento.

barriera-corallina-australia
Immagine generata da IA

La Grande barriera corallina dell’Australia ha visto la più grave perdita annuale di coralli da quando è iniziato il monitoraggio quasi 40 anni fa. Lo sbiancamento di massa dell’ultimo anno è stato tra i peggiori mai evidenziati, secondo l’ultimo rapporto annuale dell’Australian Institute of Marine Sciences.

Lo stress termico della barriera corallina

La barriera corallina, considerata il più esteso ecosistema vivente al mondo, è lunga quasi 2.400 km e si trova al largo delle coste dello stato australiano del Queensland. Lo sbiancamento si verifica quando vaste sezioni della barriera diventano bianche per via dello stress termico, esponendo i coralli a un rischio maggiore di morte. Dal 2016 ad oggi la Grande barriera corallina dell’Australia ha subito 6 eventi di sbiancamento di massa durante le estati australi, il peggiore è avvenuto nel 2024.

La riduzione della copertura di coralli riscontrato nel 2025 investe le regioni settentrionali e meridionali: i coralli si sono ridotti rispettivamente di un quarto e un terzo. Lo sbiancamento di massa dei coralli evidenziato nel 2024 si inserisce nel contesto più ampio di un fenomeno sperimentato dalle barriere coralline dell’emisfero settentrionale già nel 2023 e denunciato dalla National Oceanic and Atmospheric Association (NOAA) e dall’International Coral Reef Initiative (ICRI) nell’aprile 2024.

L’estate australe del 2024 si era rivelata una stagione particolarmente sofferta per la grande barriera corallina australiana, avendo arrecato ai coralli molti fattori di stress, come cicloni o l’invasione delle stelle marine corona di spine, una specie responsabile dell’aggressione dei coralli. Tuttavia, lo sbiancamento si era dimostrato il motivo principale della mortalità dei coralli.

I dati del report del 2025 sulla copertura corallina

Nel 2025, la copertura di corallo duro è scesa in tutte le regioni della barriera corallina. I cali regionali evidenziati quest’anno si attestano tra il 14% e il 30% rispetto ai livelli di copertura del 2024. Alcune aree, però, hanno registrato cali fino a oltre il 70%. La prima causa della mortalità dei coralli nel 2025 si conferma lo sbiancamento.

Gli effetti di questo processo sono stati poi aggravati dall’impatto di due cicloni, uno avvenuto nel dicembre 2023 e l’altro a gennaio 2024, da quello delle inondazioni di acqua dolce e dalle conseguenze dell’attività delle stelle marine corona di spine. La stella marina corona di spine ha attaccato 27 barriere coralline esaminate nel 2025. Una barriera della regione meridionale ha subito un’epidemia grave, mentre altre tre barriere hanno mostrato dei focolai.

In base all’analisi del 2025, il 48% delle barriere esaminate ha perso copertura corallina, il 42% è rimasto uguale all’anno prima e solo il 10% ha mostrato un aumento. Le barriere coralline cresciute o rimaste stabili si trovavano prevalentemente nella regione centrale.

La crisi dei coralli è una conseguenza del riscaldamento globale. A causare infatti il sesto evento di sbiancamento di massa del 2025 sono state temperature dell’acqua superiori alla media (ossia aumenti anomali della temperatura superficiale del mare compresi tra +1°C e +2,5°C). Il picco del fenomeno c’è stato a marzo.

QUI il report dell’Australian Institute of Marine Sciences.

About Author / La Redazione