Il LEAFF è un biofilm resistente e sostenibile che può sostituire la plastica. Le sue alte prestazioni superano quelle della bioplastica: si degrada a temperatura ambiente, ha migliori prestazioni meccaniche, è stampabile, resiste all’aria ed è stabile nell’acqua

Una bioplastica ispirata dalla natura
La bioplastica è entrata nelle nostre abitudini e trova numerose applicazioni in campi diversi. Ma la scienza continua ad aprire nuove strade.
È questo il caso di LEAFF, la nuova bioplastica ad alte prestazioni che si degrada a temperatura ambiente, sintetizzata da un gruppo di scienziati della Washington University di St. Louis (Stati Uniti).
I limiti delle bioplastiche attuali
Alcuni aspetti delle bioplastiche attualmente disponibili si potrebbero migliorare. Ad esempio non sono resistenti quanto le plastiche di origine petrolchimica e si degradano solo tramite un sistema di compostaggio ad alta temperatura.
Il LEAFF (Layered, Ecological, Advanced and Multi-Functional Film) è un biofilm a strati, ecologico, avanzato e multifunzionale che migliora resistenza, funzionalità e biodegradabilità del materiale utilizzando nanofibre di cellulosa. Il risultato è una bioplastica che supera le prestazioni di quelle tradizionali.
Le alte prestazioni del LEAFF
La struttura multistrato della bioplastica LEAFF ha migliori prestazioni meccaniche, si degrada a temperatura ambiente in 5 settimane, è stampabile, resiste all’aria ed è stabile nell’acqua: una soluzione rivoluzionaria per un packaging sostenibile.
Inoltre, è una efficace barriera ai gas, per cui allunga la durata di conservazione degli alimenti e permette di ridurre gli sprechi.
Il LEAFF è composto da una struttura in nanofibre di cellulosa (CNF), un rivestimento in acido polilattico (PLA) e un reticolante in esametilene diisocianato (HMDI).
Gli studiosi statunitensi si sono ispirati ai materiali naturali, ovvero hanno provato a ricostituire la morfologia delle foglie delle piante utilizzando polimeri sostenibili: hanno così ottenuto nello stesso tempo ottime prestazioni meccaniche e un’elevata biodegradabilità.
Sostituire la plastica derivata dal petrolio
L’inquinamento da plastica è una delle grandi minacce agli ecosistemi e una delle sfide più impegnative per la sostenibilità ambientale. Pertanto, le plastiche biodegradabili sono fondamentali sia per i risultati a fine vita sia per sostituire definitivamente le plastiche derivate dal petrolio.
Dal 1950 (anno in cui iniziò la produzione industriale della plastica) al 2019 la produzione è passata da 2 milioni di tonnellate a oltre 459 milioni di tonnellate.
Le materie plastiche sono in molti casi indispensabili: la sfida di oggi è sostituirle con materiali meno inquinanti.
Riciclare gli scarti delle lavorazioni agricole
A livello globale, gli imballaggi in plastica monouso (SUP) rappresentano quasi la metà di tutti i rifiuti di plastica. La maggior parte di questi rifiuti non è biodegradabile e viene smaltita in discarica o incenerita, con costi ambientali e di salute umana altissimi.
Il divieto di usare plastica monouso non sarà sufficiente a risolvere problemi di dimensione planetaria, servono materiali alternativi resistenti e sostenibili per sostituire la plastica derivata dal petrolio.
L’obiettivo dei ricercatori è avviare negli Stati Uniti – dove la produzione agricola è importante – un mercato delle bioplastiche per avviare un’economia circolare che riutilizza e ricicla gli scarti delle lavorazioni agricole.
I risultati della ricerca Biomimetic layered, ecological, advanced, multi-functional film for sustainable packaging sono pubblicati in “Nature Communications”.












