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L’UE definisce il primo standard volontario per gli assorbimenti permanenti di carbonio

Grazie a tali regole di governance, è possibile iniziare a presentare la domanda per la certificazione UE per i progetti basati su tre tipi di attività.

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Immagine generata con IA

Prima serie di metodologie utile a certificare le attività di assorbimento permanente del carbonio

Il 3 febbraio la Commissione Europea ha adottato il regolamento delegato su una prima serie di metodologie utile a certificare le attività di assorbimento permanente del carbonio dall’atmosfera. 

Il regolamento delegato si inserisce nell’ambito del regolamento sugli assorbimenti di carbonio e il sequestro del carbonio nei suoli agricoli. In questo modo l‘UE ha definito il primo standard volontario al mondo per gli assorbimenti permanenti di carbonio.

L’adozione di queste prime metodologie di certificazione volontaria permette a Bruxelles di stabilire norme chiare in materia a vantaggio delle imprese e degli investitori, contribuendo alla creazione di un mercato emergente per le start-up più innovative, sostenendo al contempo la bioeconomia dell’UE e l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050.

Il Commissario UE per il Clima, Wopke Hoekstra, ha dichiarato: “L’Unione europea sta intraprendendo azioni decisive per guidare lo sforzo globale in materia di assorbimenti di carbonio. Stabilendo standard volontari chiari e solidi, non solo promuoviamo un’azione climatica responsabile all’interno dell’Europa, ma fissiamo anche un punto di riferimento globale per gli altri. Si tratta di un passo fondamentale verso il raggiungimento dei nostri obiettivi di neutralità climatica e la garanzia di un futuro sostenibile.

Tre tipologie di attività di assorbimento permanente del carbonio

Le nuove norme UE riguardano tre tipologie di attività di assorbimento permanente del carbonio: la rimozione di carbonio tramite DAC (cattura diretta dall’aria), BECCS (tramite biomassa) e l’assorbimento del carbonio tramite biochar. Grazie a tali regole di governance, è possibile iniziare a presentare la domanda per la certificazione UE per i progetti basati su queste attività. Tutto ciò permetterà entro i prossimi mesi la certificazione e il riconoscimento dei primi progetti nell’ambito del quadro europeo di assorbimento del carbonio.

Le nuove norme UE riguardano dunque queste tre tipologie di attività:

  1. DACCS (Direct Air Capture with Carbon Storage): cattura diretta dell’aria con stoccaggio del carbonio.
  2. BioCCS (Biogenic Emissions Capture with Carbon Storage): cattura delle emissioni biogeniche con stoccaggio del carbonio.
  3. BCR (Biochar Carbon Removal): rimozione del carbonio tramite biochar.

Criteri da rispettare per avere il certificato UE

  • La rimozione deve essere davvero permanente: Il carbonio deve restare stoccato per diverse centinaia di anni.
  • Niente imbrogli con la biomassa: se si utilizzano piante o legno, non è ammissibile tagliare una foresta sana. Devono essere utilizzati scarti, residui o legname gestito in modo sostenibile.
  • Addizionalità: La certificazione UE si ottiene solo se si riesce a dimostrare che tale attività non sarebbe possibile senza il ricavo dei certificati.
  • Geografia: l’attività deve avvenire entro i confini dell’Unione Europea.
  • Monitoraggio: chi svolge queste attività deve poter sostenere controlli continui.

Fino ad oggi, molte aziende affermavano di compensare le proprie emissioni in modi poco chiari. Con questo decreto, l’Europa crea uno standard unico: chi dispone del certificato sta dimostrando, a fronte di calcoli scientifici precisi, di aver effettivamente rimosso la CO2 dall’atmosfera in maniera permanente. È un modo per conferire un valore economico certo a chi rimuove il carbonio in modo avanzato tecnologicamente e davvero duraturo.

Il quadro per la certificazione delle rimozioni di carbonio

Il regolamento CRCF (Regolamento 2024/3012) ha istituito il primo quadro volontario a livello europeo per la certificazione delle rimozioni di carbonio, del carbon farming e dello stoccaggio di carbonio nei prodotti da costruzione a base biologica. Il regolamento viene attuato tramite atti delegati necessari a definire le metodologie di certificazione per le diverse tipologie di attività di rimozione.

A novembre 2025 la Commissione UE aveva adottato il Regolamento di esecuzione (UE) 2025/2358 che ha fissato le norme sui sistemi di certificazione, sugli organismi e sugli audit nell’ambito del CRCF. A seguito dell’entrata in vigore degli atti delegati, i sistemi di certificazione interessati potranno richiedere alla Commissione il riconoscimento per una o più metodologie di certificazione. La Commissione valuterà i sistemi attraverso un protocollo standardizzato.

La Commissione UE sta definendo altri due regolamenti delegati per altre metodologie di certificazione da adottare nel 2026:

  • Metodologie di “carbon farming” (sequestro del carbonio nei suoli agricoli) per attività come l’agricoltura e l’agroforestazione, il ripristino delle torbiere e l’afforestazione. Tali metodologie permetteranno ad agricoltori e silvicoltori di ottenere pagamenti basati sui risultati, integrando il loro reddito.
  • Metodologie per lo stoccaggio del carbonio nei prodotti da costruzione a base biologica. Tali metodologie sosterranno i proprietari di edifici nel dimostrare le prestazioni di stoccaggio del carbonio dei propri immobili, favorendo la bioeconomia circolare.
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About Author / Erminia Voccia

Giornalista professionista appassionata e attenta osservatrice delle dinamiche globali. Ha una laurea magistrale in Relazioni Internazionali e due master in giornalismo e giornalismo radiotelevisivo. Ha mosso i primi passi in tv realizzando servizi per i telegiornali nazionali. Ha lavorato da freelancer per diversi quotidiani on line e cartacei nazionali e riviste specializzate, scrivendo di temi legati all’ambiente, agli esteri, alla politica internazionale e alla geopolitica, con uno sguardo particolare verso l’Asia. Ha curato l'organizzazione eventi e la comunicazione per una casa editrice e ha partecipato alla redazione di saggi. Per Rinnovabili si interessa soprattutto di clima e politiche climatiche.