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Niente è più come prima: i danni permanenti del climate overshoot

La perdita di carbonio dal suolo e dai serbatoi di permafrost avrebbe una reversibilità vicina allo 0%.

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Il climate overshoot lascerà effetti duraturi anche se le temperature tornassero entro i limiti considerati critici

Riportare le temperature globali entro i limiti del riscaldamento globale non necessariamente comporta l’annullamento dei danni causati dal loro superamento. Lo hanno scritto nero su bianco gli scienziati che hanno lavorato a uno studio guidato dalla Concordia University, pubblicato sulla rivista Communications Earth & Environment. Il climate overshoot è la condizione temporanea in cui la temperatura media della Terra supera una soglia, considerata quale limite di sicurezza (ad esempio quella di 1,5 °C stabilita dall’Accordo di Parigi), prima di tornare a scendere nuovamente.

Ebbene, la ricerca ha mostrato che superare temporaneamente gli obiettivi di riscaldamento globale che ci siamo posti, come 1,5 °C o 2 °C, potrebbe comportare effetti molto più duraturi del previsto per oceano, permafrost e sistema climatico, anche se le temperature dovessero poi scendere al di sotto di tali soglie.

Lo sforamento del limite di aumento di temperatura globale a lungo termine stabilito dall’Accordo di Parigi sta diventando sempre più probabile. Ciò comporterebbe il cosiddetto climate overshoot. Per comprenderne l’effetto lo studio ha valutato la reversibilità dei cambiamenti climatici causati dal superamento dei livelli di sicurezza di temperatura globale.

La metrica “gradi-anni”

I ricercatori hanno utilizzato il modello climatico University of Victoria Earth System Climate Model per confrontare 42 coppie di scenari climatici. Ciascuna di queste era composta da uno scenario di overshoot e uno di riferimento baseline senza overshoot coerenti con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi, ossia con i picchi di temperatura tra ~1,5 °C e ~2,0 °C.

In ciascuna coppia, uno scenario sforava temporaneamente il proprio percorso di riscaldamento e poi vi ritornarva, mentre l’altro rimaneva al di sotto della soglia stabilita. I ricercatori hanno misurato tale sforamento utilizzando i “gradi-anni”, una misura che unisce l’entità del superamento della temperatura target con la durata del tempo trascorso al di sopra di essa. In questo modo, hanno scoperto che i gradi-anni potevano essere un valido indicatore di cambiamenti duraturi in diverse variabili climatiche.

Climate overshoot e reversibilità differenziata delle variabili climatiche

Alcune variabili hanno mostrato una maggiore sensibilità al riscaldamento globale rispetto ad altre. Per il permafrost, ad esempio, non ci sarebbe alcun recupero del carbonio perduto anche se le temperature tornassero ai livelli di base. La perdita di carbonio dal suolo e dai serbatoi di permafrost avrebbe mostrato infatti una reversibilità vicina allo 0%, poiché il carbonio liberato non viene riassorbito su scala temporale umana.

Anche l’innalzamento del livello del mare, il riscaldamento dell’oceano e i livelli di ossigeno nell’oceano non vedrebbero grandi miglioramenti con l’abbassamento delle temperature conseguenti al climate overshoot. L’innalzamento termosterico del livello del mare, la temperatura media dell’oceano e il contenuto di ossigeno oceanico avrebbero registrato una reversibilità compresa tra il 20% e il 25%, conservando quindi gli effetti del riscaldamento accumulato. La forza della circolazione termoalina (AMOC), invece, avrebbe mostrato una reversibilità quasi nulla nel breve termine.

Lo studio ha dimostrato inoltre l’esistenza di una solida relazione lineare tra i gradi-anni di overshoot e l’impatto residuo sulle variabili irreversibili (carbonio del permafrost, ossigeno e temperatura oceanica, livello del mare). La relazione sarebbe indipendente dal picco di temperatura raggiunto, dimostrando così che la durata complessiva e l’accumulo termico nel tempo sono fattori determinanti per quantificare i danni permanenti.

Anche se la temperatura media globale rientra nei parametri, a livello regionale sono state osservate differenze persistenti: le alte latitudini (poli) resterebbero più calde rispetto allo scenario di base, mentre le latitudini tropicali e medie risulterebbero leggermente più fredde.

Che cosa significa: implicazioni politiche e di adattamento

Gli obiettivi climatici non possono essere considerati come semplici livelli di temperatura raggiungibili nuovamente a posteriori dopo aver superato i limiti di riscaldamento. Il percorso seguito e il tempo trascorso al di sopra delle soglie critiche causano danni accumulati e irreversibili. La metrica dei gradi-anni offre uno strumento efficace per valutare con maggiore accuratezza i rischi dei percorsi di overshoot, permettendo così di pianificare strategie di adattamento adeguate.

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About Author / Erminia Voccia

Giornalista professionista appassionata e attenta osservatrice delle dinamiche globali. Ha una laurea magistrale in Relazioni Internazionali e due master in giornalismo e giornalismo radiotelevisivo. Ha mosso i primi passi in tv realizzando servizi per i telegiornali nazionali. Ha lavorato da freelancer per diversi quotidiani on line e cartacei nazionali e riviste specializzate, scrivendo di temi legati all’ambiente, agli esteri, alla politica internazionale e alla geopolitica, con uno sguardo particolare verso l’Asia. Ha curato l'organizzazione eventi e la comunicazione per una casa editrice e ha partecipato alla redazione di saggi. Per Rinnovabili si interessa soprattutto di clima e politiche climatiche.