L'umanità ha prodotto un debito ecologico cumulativo nei confronti della Terra di 22 anni.

Oggi, 24 luglio, è l’Earth Overshoot Day 2025. In questa data, per quest’anno, la domanda di risorse naturali da parte dell’umanità ha superato la capacità del pianeta di rigenerarle. Significa che il 24 luglio la Terra ha già esaurito le risorse disponibili per il 2025, quindi diversi mesi prima della fine dell’anno.
Un debito ecologico di 22 anni
L’uomo sta sfruttando le risorse naturali a una velocità 1,8 volte superiore alla capacità dell’ecosistema terrestre di rinnovarle, è come se stessimo utilizzando le risorse di 1,8 pianeti Terra. Questo sforamento avviene perché la popolazione mondiale emette più CO2 di quanta la biosfera possa assorbirla, usa più acqua di quanta se ne rigenera, taglia più alberi di quanti ne ricrescono e pesca più pesci di quanti ne nascono. Tutto questo non può non esaurire il capitale naturale della Terra e sul lungo termine compromettere la sicurezza delle risorse, spiecialmente per chi le risorse le ha già scarse.
Per determinare la data dell’Earth Overshoot Day, il Global Footprint Network calcola per quanti giorni dell’anno la biocapacità della Terra è sufficiente a soddisfare l’impronta ecologica dell’umanità. Il resto dell’anno corrisponde al sovrasfruttamento globale. L’Earth Overshoot Day si calcola dividendo la biocapacità del pianeta (ossia la quantità di risorse ecologiche che la Terra è in grado di rigenerare in quell’anno) per l’impronta ecologica dell’umanità (la domanda dell’umanità per quell’anno) e moltiplicando per 365 il numero di giorni dell’anno (o 366 giorni in un anno bisestile).
In base a tali calcoli, la data dell’Overshoot si è progressivamente spostata all’indietro: dal 29 dicembre nel 1971 al 24 luglio nel 2025. Di conseguenza, l’umanità ha prodotto un debito cumulativo di rigenerazione nei confronti della Terra di 22 anni. In altri termini, ammesso che il sovrasfruttamento ecologico fosse completamente reversibile, ci vorrebbero 22 anni di piena capacità rigenerativa del pianeta per ripristinare l’equilibrio perduto.
Nel corso degli ultimi 10 anni la data è rimasta più o meno stabile (nel 2015 è stata il 4 agosto) ma cade ancora troppo presto, dal momento che sono trascorsi meno di sette mesi dall’inizio del 2025. Superata la soglia, l’umanità vive esaurendo il capitale naturale ed erodendo ulteriormente la biosfera. Le informazioni tuttavia vanno interpretate bene: anche se la data varia di poco o resta la stessa, la pressione sul pianeta continua a crescere perché i danni causati dal sovrasfruttamento si accumulano nel corso del tempo.
Earth Overshoot Day 2025
Se il sovrasfruttamento continuasse ai ritmi attuali, il debito aumenterebbe di circa 0,8 anni ogni anno. Una conseguenza misurabile di tale sforamento cumulativo del budget terrestre è l’aumento dei livelli di CO2 nell’atmosfera: nel 1970, i livelli di CO2 erano di 47 ppm superiori ai livelli preindustriali; oggi sono di 147 ppm superiori.
“Stiamo viaggiando oltre i limiti del danno ecologico che possiamo permetterci: è trascorso appena un quarto di XXI secolo e dobbiamo al nostro pianeta almeno 22 anni di rigenerazione ecologica, anche se volessimo bloccare da adesso qualsiasi danno ulteriore. Se vogliamo ancora chiamare questo pianeta casa, le nostre ambizioni in termini di adattamento e mitigazione, commisurate al livello di sforamento prodotto, dovrebbero essere tali da far apparire minuscoli tutti gli investimenti fatti in precedenza“, ha commentato Lewis Akenji, membro del consiglio di amministrazione del Global Footprint Network.
Fallimento di mercato
Dal punto di vista economico, lo sforamento si può considerare un fallimento del mercato perché non permette un’allocazione efficiente delle risorse. Il fallimento danneggia tutti e in particolare chi consuma troppo. Le risorse diventano sempre più scarse con l’aggravarsi del fallimento. Se non corretti, questi meccanismi stimolano i consumi eccessivi, che a loro volta causano shock economici.
L’Italia, ad esempio, avrebbe bisogno di 4,4 Italie per soddisfare la domanda di risorse naturali della popolazione. In altre parole: in un anno, nel corso del 2024, il nostro Paese ha consumato le risorse che dovrebbero consumare 4,4 Italie. Non a caso, l’Overshoot Day 2025 dell’Italia è stato il 6 maggio.

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Implicazioni
Lo sforamento delle risorse ha conseguenze molto gravi in termini di perdita di biodiversità, deforestazione e accumulo di gas serra nell’atmosfera, la principale causa dell’intensificarsi degli eventi meteorologici estremi. Non solo, può portare più facilmente gli Stati alla stagflazione, a crisi sanitarie e al sorgere di conflitti. Le regioni del pianeta, le città e le aziende non preparate corrono rischi anche maggiori.
Mathis Wackernagel, membro del consiglio di amministrazione del Global Footprint Network, ha detto: “A causa della natura stessa della fisica, lo sforamento non può durare. Terminerà o per una decisione deliberata o per un disastro imposto. Non dovrebbe essere troppo difficile scegliere quale sia la migliore delle due opzioni, soprattutto alla luce delle tante possibilità che abbiamo a disposizione“.
Let’s #MoveTheDate! – Le soluzioni possibili
Le soluzioni in grado posticipare il giorno del superamento sono in realtà già disponibili e molte sono anche finanziariamente vantaggiose. Le opportunità riguardano cinque aree chiave: città, energia, cibo, popolazione e pianeta. Ad esempio, ridurre del 50% le emissioni di CO2 da combustibili fossili sposterebbe la data di tre mesi. Stabilire un prezzo di 100 dollari statunitensi per tonnellata di carbonio sposterebbe invece la data di 63 giorni.
Se dimezzassimo gli sprechi alimentari in tutto il mondo, potremmo posticipare di 13 giorni l’Overshoot. In alcuni Paesi esistono delle leggi al riguardo, come la legge francese Loi Garot, ma in molti altri mancano.
Una soluzione interessante per le città è aumentare l’uso delle cargo bike per il trasporto di bambini, e spesa o, dove possibile, per le consegne. Queste biciclette possono trasportare oltre 200 kg e, se supportate da motori elettrici, anche di più. In questo modo, si riduce il numero di spostamenti in auto. Solo l’aumento delle cargo bike sposterebbe la data dell’Overshoot di 2,4 giorni.
Un’altra soluzione possibile sono i tetti verdi (1,6 giorni avanti): coprire i tetti degli edifici con vegetazione viva riduce i consumi energetici e può servire a purificare l’acqua. Queste soluzioni hanno elevati costi di installazione ma si ripagano dopo 6-15 anni, a seconda del tipo di tetto.
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