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Emissioni da pneumatici e freni: microplastiche e metalli pesanti in strada

Uno studio internazionale analizza la diffusione di microplastiche e metalli pesanti lungo le arterie autostradali attraverso il biomonitoraggio con i licheni

Emissioni da pneumatici e freni: microplastiche e metalli pesanti in strada
Fonte immagine Unsplash

Emissioni da pneumatici e freni: ecco cosa dice lo studio internazionale

Non ci sono solo le emissioni dirette delle auto, quelle derivanti dalla combustione del carburante nel motore. Esistono anche le emissioni non-esauste da abrasione che hanno un’origine puramente meccanica. Qualche esempio? Le emissioni da pneumatici prodotte dallo sfregamento sull’asfalto, dall’usura del manto stradale e dal consumo dei materiali frenanti.

Se le emissioni da scarico delle auto sono regolate da una normativa sempre più puntuale ed entro il 2035 in Europa dovranno ridursi del 90%, quelle da abrasione rappresentano una quota crescente del particolato urbano. E riguardano indistintamente sia i veicoli a combustione che quelli elettrici. Anzi, le auto a batteria, essendo più pesanti, accelerano l’usura dei componenti.

Emissioni da pneumatici: licheni usati come sensori

Uno studio internazionale, che ha messo insieme ricercatori dell’Università di Siena, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e della Trent University in Canada, ha studiato la diffusione delle emissioni non-esauste lungo 150 metri dalla Highway 401, a Toronto, la strada più trafficata del Nord America. Per analizzare l’impatto sono stati effettuati dei trapianti lichenici a diverse distanze dalla sede stradale; questo procedimento è una tecnica di biomonitoraggio utilizzata per valutare la qualità dell’aria in zone dove i licheni non crescono naturalmente a causa dell’alto inquinamento o dove si vuole misurare l’impatto di una fonte specifica. La reazione dei licheni determina il livello di inquinamento.

Dispersione delle microplastiche e il peso dei frammenti

I ricercatori hanno posizionato i trapianti lichenici a distanze crescenti dal bordo della strada per capire fin dove arriva l’impronta tossica del traffico. Lo studio ha confermato che le microplastiche non si disperdono uniformemente nell’aria; la concentrazione è crollata non appena ci si è allontanati di pochi metri, questo perché la maggior parte dei frammenti di gomma, essendo relativamente pesanti rispetto ai gas, ricade a terra o sui licheni nelle immediate vicinanze della carreggiata.

Emissione da pneumatici: correlazione tra freni e pneumatici

Dallo studio è emerso che a soli 35 metri dall’autostrada, la quantità di metalli pesanti – come rame, ferro e bario principalmente dall’usura delle pastiglie dei freni – rilevata nei licheni scende del 70%. La fascia di massimo rischio per l’inalazione o la contaminazione del suolo è molto stretta e a ridosso dell’infrastruttura. I dati mostrano che dove c’è molta microplastica da pneumatici, c’è anche molto particolato metallico da freni: questo conferma che la fonte è unica, ovvero il trasporto su gomma. Ogni volta che un’auto decelera o curva, rilascia contemporaneamente entrambi i tipi di inquinanti.

Verso la normativa Euro 7: una svolta legislativa

La normativa Euro 7 include anche le emissioni da usura di pneumatici e freni, oltre a quelle di scarico.
Per la prima volta introduce metodi standard per misurare il particolato rilasciato dagli pneumatici.
Le nuove disposizioni Euro 7 rappresentano una svolta nella legislazione delle emissioni automobilistiche, regolando per la prima volta i limiti emissivi da attrito, ossia da freni e gomme“, dichiara Aldo Winkler, responsabile del laboratorio di paleomagnetismo dell’INGV, “in tal senso, questo articolo introduce l’applicazione delle metodologie magnetiche alle microplastiche degli pneumatici, espandendo l’approccio che nel 2020 dimostrò il ruolo determinante dei freni automobilistici per la diffusione di particolato metallico in ambito urbano“.

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About Author / Paolo Travisi

Paolo Travisi ha iniziato il suo percorso da giornalista nel 2004, come redattore del network televisivo 7Gold, una palestra professionale incredibile in cui è diventato giornalista professionista, realizzando servizi tv, dalla cronaca alla cultura, e collaborando a programmi e talk condotti da professionisti quali Aldo Biscardi, Alessandro Milan, David Parenzo. In parallelo all'esperienza televisiva, ha iniziato a scrivere per Il Messaggero web, all'epoca guidato da Davide Desario (attuale direttore di Adn Kronos) e poi a scrivere di scienza, tecnologia e cultura anche per l'edizione cartacea. La passione per la scrittura e la scienza, lo ha portato a collaborare con la “storica” rubrica TuttoScienze de La Stampa, con interviste a scienziati italiani ed internazionali. Dalla scienza alla sostenibilità, con la collaborazione con Green&Blue di Repubblica. Per Rinnovabili scrive quotidianamente e con grande entusiasmo di mobilità elettrica, realizza test drive delle auto e video per le pagine social.