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I più ricchi del mondo hanno già esaurito la loro quota di emissioni per il 2026

L'impronta di carbonio di un cittadino europeo super-ricco, accumulata in circa una settimana di utilizzo di superyacht e jet privati, corrisponde all'impronta di carbonio di una vita intera di una persona appartenente all'1% più povero del mondo.

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Immagine generata con IA

I più ricchi del mondo esauriscono le emissioni in 10 giorni

I più ricchi del mondo hanno già esaurito la loro quota di emissioni per il 2026. Una nuova ricerca di Oxfam rivela che l’1% più ricco della popolazione mondiale ha impiegato appena 10 giorni dall’inizio del nuovo anno per terminare la quota di emissioni di carbonio consentita per restare entro il grado e mezzo di riscaldamento globale. Invece, lo 0,1% più ricco ci ha messo ancora meno per esaurire il proprio budget annuale di carbonio: appena tre giorni.

La giornata in cui i super ricchi esauriscono la propria quota consentita di emissioni di carbonio si chiama ‘Pollutocrat Day’, così l’ha ribatezzata Oxfam. Serve a sottolineare che la percentuale minore della popolazione globale è responsabile in massima parte della crisi climatica che affigge tutto il mondo.

Chi sono i più ricchi del mondo?

Questa categoria comprende 77 milioni di individui: miliardari, milionari e chi guadagna più di 140 mila dollari (136 mila euro) all’anno in termini di parità di potere d’acquisto.

L’1% dei più ricchi del mondo emette 75,1 ton/persona all’anno

In base ai calcoli delle Nazioni Unite, si prevede che la popolazione mondiale arriverà a 8,5 miliardi nel 2030. Dividendo equamente il livello di emissioni del 2030 compatibile con il grado e mezzo di riscaldamento globale per 8,5 miliardi, il bilancio annuo di carbonio pro capite è di 2,1 tonnellate di CO2. L’ultima ricerca di Oxfam su clima e disuguaglianza, elaborata sui dati dello Stockholm Environment Institute, svela che l’1% più ricco emette 75,1 tonnellate a persona all’anno (cifra che si basa sui dati del 2023, gli ultimi disponibili), ossia 0,206 tonnellate a persona al giorno. Questo significa che 10,2 giorni di emissioni sono bastano a sforare il budget annuale di 2,1 tonnellate di CO2.

L’ultimo rapporto di Oxfam presenta nuovi dati che rilevano che una persona dello 0,1% più ricco produce più inquinamento da carbonio in un giorno di quanto il 50% più povero ne emetta in un anno. Se tutti gli abitanti del mondo emettessero la stessa quantità di emissioni dello 0,1% più ricco, il budget di carbonio globale annuale verrebbe esaurito in meno di 3 settimane.

Perdite economiche per 44 mila mld di dollari entro il 2050

Le emissioni prodotte in un solo anno dall’1% più ricco causeranno quasi 1,3 milioni di morti legate al caldo entro la fine di questo secolo, riferisce ancora la ricerca. Decenni di consumo eccessivo e incontrollato di emissioni da parte dei più agiati stanno anche provocando danni economici ingenti ai Paesi a basso e medio-basso reddito. Il bilancio totale di queste perdite economiche potrebbe toccare i 44 mila miliardi di dollari entro il 2050.

Per restare entro il limite di un grado e mezzo di riscaldamento globale, l’1% più ricco dovrebbe ridurre le proprie emissioni del 97% entro il 2030. Nel frattempo, chi ha contribuito meno alla crisi climatica, come le comunità dei Paesi meno avanzati economicamente e più vulnerabili al clima, i gruppi indigeni, le donne e le ragazze, continueranno a essere i più colpiti.

Di recente, la Corte Internazionale di Giustizia, inoltre, ha stabilito che i Paesi hanno l’obbligo giuridico di ridurre le emissioni in misura sufficiente a tutelare i diritti universali alla vita, al cibo, alla salute e a un ambiente pulito.

Una strada molto semplice per ridurre drasticamente le emissioni di carbonio

La ricerca dimostra ancora una volta che i Governi hanno una strada molto chiara e semplice per ridurre drasticamente le emissioni di carbonio e contrastare la disuguaglianza: prendere di mira gli inquinatori più ricchi. Inasprendo i controlli sulla sconsideratezza dei super ricchi in materia di emissioni di carbonio, i leader globali hanno l’opportunità di rimettere il mondo sulla strada giusta per raggiungere gli obiettivi climatici e di sbloccare benefici netti per le persone e il pianeta“, ha commentato Nafkote Dabi, responsabile delle politiche climatiche di Oxfam.

L’immenso potere e la ricchezza degli individui e delle aziende super-ricche hanno anche permesso loro di esercitare un’influenza ingiusta sul processo decisionale e di indebolire i negoziati sul clima, ha aggiunto Nafkote Dabi.

Cosa chiede Oxfam ai Governi per ridurre le emissioni dei super-ricchi

Oxfam chiede ai Governi di ridurre le emissioni dei super-ricchi e a far pagare chi inquina di più:

  • Aumentare le tasse sul reddito e sul patrimonio dei super-ricchi e impegnarsi proattivamente nei negoziati per la Convenzione delle Nazioni Unite sulla Cooperazione Fiscale Internazionale per realizzare un’architettura globale più equa.
  • Imposte sugli utili delle aziende di combustibili fossili. Più precisamente: se entrasse in vigore, la tassa sui profitti per 585 società petrolifere, del gas e del carbone, potrebbe generare fino a 400 miliardi di dollari in un solo anno, equivalenti al costo dei danni climatici nei Paesi del cosiddetto Sud del mondo.
  • Vietare o tassare beni di lusso ad alta intensità di carbonio come superyacht e jet privati. L’impronta di carbonio di un cittadino europeo super-ricco, accumulata in circa una settimana di utilizzo di superyacht e jet privati, corrisponde all’impronta di carbonio di una vita intera di una persona appartenente all’1% più povero del mondo.
  • Costruire un sistema economico equo che metta al primo posto le persone e il pianeta, rifiutando l’economia neoliberista dominante e muovendosi verso un’economia basata sulla sostenibilità e l’uguaglianza.

Vai alla ricerca di Oxfam

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About Author / Erminia Voccia

Giornalista professionista appassionata e attenta osservatrice delle dinamiche globali. Ha una laurea magistrale in Relazioni Internazionali e due master in giornalismo e giornalismo radiotelevisivo. Ha mosso i primi passi in tv realizzando servizi per i telegiornali nazionali. Ha lavorato da freelancer per diversi quotidiani on line e cartacei nazionali e riviste specializzate, scrivendo di temi legati all’ambiente, agli esteri, alla politica internazionale e alla geopolitica, con uno sguardo particolare verso l’Asia. Ha curato l'organizzazione eventi e la comunicazione per una casa editrice e ha partecipato alla redazione di saggi. Per Rinnovabili si interessa soprattutto di clima e politiche climatiche.