L'EPA sarebbe anche pronta a revocare la conclusione scientifica che aveva giustificato la definizione di criteri sulle emissioni di gas serra per veicoli a motore.

L’Agenzia per la Protezione Ambientale degli Stati Uniti (EPA) sta valutando di posticipare l’entrata in vigore di alcune norme dell’era Biden pensate per ridurre in maniera significativa l’inquinamento dell’aria prodotto dai veicoli. La mossa dell’Amministrazione Trump finirebbe quindi per annullare uno degli strumenti più efficaci mai concepiti negli Stati Uniti per contrastare i cambiamenti climatici.
Trump vuole ritardare le norme sull’inquinamento dei veicoli
Nel corso di questa settimana Trump ha annunciato che il Dipartimento dei Trasporti avrebbe notevolmente alleggerito i requisiti di efficienza energetica per decine di milioni di nuove auto e camion leggeri. Secondo le stime dell’Amministrazione, le modifiche consentirebbero ai cittadini statunitensi di risparmiare quasi 109 miliardi di dollari in cinque anni, riducendo di mille dollari il costo medio di un’auto nuova.
Le norme dell’era Biden sull’inquinamento dell’aria prodotto dai veicoli
Nel 2024 l’EPA aveva approvato un regolamento definitivo per stabilire nuovi criteri utili a ridurre le emissioni nocive dei veicoli leggeri e medi. La norma era stata pensata per spingere i cittadini statunitensi all’acquisto di auto meno inquinanti, favorendo la salute pubblica attraverso la riduzione dell’inquinamento da smog. Questi standard sarebbero stati introdotti gradualmente fino al 2032.
I trasporti costituiscono la principale fonte di gas serra negli Stati Uniti e l’ex Presidente democratico aveva offerto crediti d’imposta per incoraggiare gli automobilisti ad acquistare auto elettriche. Allo stesso tempo, Biden aveva chiesto alle case automobilistiche di rispettare determinati standard di efficienza energetica per spingerle a vendere un numero maggiore di modelli meno inquinanti.
Marcia indietro sulle norme anti-inquinamento dell’aria prodotto dai veicoli
A marzo di quest’anno, l’amministratore dell’EPA, Lee Zeldin, aveva affermato invece di voler riconsiderare le norme previste dall’agenzia nel 2024. Tali norme ridurrebbero le emissioni di scarico dell’intera flotta di veicoli per passeggeri di quasi il 50% entro il 2032 rispetto ai livelli previsti per il 2027. Le norme approvate durante il mandato di Biden avrebbero infatti permesso una riduzione degli inquinanti atmosferici, come gli ossidi di azoto, del 50% per i veicoli leggeri e del 58% per i veicoli di media portata entro il 2032. L’EPA aveva stabilito inoltre che tra il 35% e il 56% dei nuovi veicoli venduti tra il 2030 e il 2032 sarebbe stato elettrico.
Ridotta l’efficienza dei consumi di autovetture e camion
L’Amministrazione Biden aveva richiesto inoltre alle case automobilistiche di aumentare l’efficienza dei consumi di autovetture e camion leggeri a quasi 50 miglia per gallone entro il 2031 (ossia intorno ai 21 chilometri per litro).
Il piano annunciato questa settimana richiederebbe invece alle case automobilistiche di scendere a 34,5 miglia per gallone entro il 2031. Nell’ambito di tale rinvio, l’EPA starebbe ora valutando la possibilità di mantenere in vigore lo standard del 2026 per altri due anni, per dare all’agenzia il tempo di riconsiderare gli standard dell’era Biden. Il posticipo servirebbe anche a valutare in che modo vengono stabiliti questi criteri di riferimento, come ha spiegato un funzionario del Governo statunitense a Reuters. L’EPA sarebbe anche pronta a revocare la conclusione scientifica che aveva giustificato la definizione di criteri sulle emissioni di gas serra per veicoli a motore.












