Molte delle affermazioni dell'inquilino della Casa Bianca, pronunciate di fronte all'Assemblea Generale dell'ONU, sono infondate o false. Ecco perché è necessario confutarle a tutela della salute umana e dell'ambiente.

Fact-checking del discorso di Trump su cambiamento climatico e rinnovabili. Il 23 settembre il Presidente degli Stati Uniti è intervenuto all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Ha speso quasi un’ora a denigrare l’ONU su vari argomenti e, come c’era da aspettarsi, ha screditato le fonti di energia rinnovabile, negando ancora una volta il consenso scientifico riguardo il cambiamento del clima globale. Molte delle affermazioni del capo della Casa Bianca sono infondate o false. Ecco perché è necessario confutarle a tutela della salute umana e dell’ambiente.
Le invenzioni di Trump su cambiamento climatico e rinnovabili
- Trump ha detto che le rinnovabili sono “una beffa”, che non funzionano, sono troppo costose e inaffidabili.
Niente di tutto questo è vero. Nel 2024 FER e nucleare hanno coperto l’80% dell’incremento della domanda elettrica mondiale (+1.100 TWh). Sempre nel 2024 i costi per le energie rinnovabili sono stati particolarmente convenienti, tanto da permettere un risparmio globale di 467 miliardi di dollari in combustibili fossili.
A certificarlo era stata l’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (IRENA). Lo stesso rapporto sosteneva che il 91% della nuova capacità installata da fonti rinnovabili ha garantito un costo dell’elettricità inferiore rispetto a quello delle alternative fossili più economiche. Inoltre, una ricerca condotta dal Boston University Institute for Global Sustainability ha dimostrato che il fotovoltaico supera nucleare, idrogeno e CCS per affidabilità economica e temporale.
- Il Presidente degli Stati Uniti ha detto che l’Europa è in difficoltà finanziarie perché i leader politici del continente hanno deciso di puntare sulle rinnovabili e che la Germania ha fatto marcia indietro su queste fonti di energia pulita abbandonando i vecchi propositi.
Anche questa affermazione è falsa. Come ha specificato la stessa Presidente della Commissione UE, Ursula von del Leyen, dopo l’invasione di Mosca ai danni dell’Ucraina, l’Europa si è trovata a dover fare i conti con una grave crisi energetica. Per questo motivo ha raddoppiato gli investimenti nelle energie rinnovabili. La decisione si è rivelata fruttuosa e conveniente.
Nel 2024 in Germania le energie rinnovabili hanno fornito il 59% della produzione elettrica. Il Governo tedesco intende attenersi all’obiettivo di aumentare la quota fino all’80% entro il 2030, come ha sostenuto lo stesso Ministro dell’Energia, Katherina Reiche, in occasione della presentazione del rapporto di monitoraggio nazionale sulla transizione energetica.
- Trump ha detto che le previsioni delle Nazioni Unite sull’impatto del cambiamento climatico sono esagerate o non corrette. Il Presidente ha aggiunto che il cambiamento climatico è “il più grande imbroglio mai perpetuato riguardo il mondo”.
Queste affermazioni contrastano con tutte le più accreditate valutazioni scientifiche. L’IPCC ha riconosciuto che le attività umane, attraverso soprattutto le emissioni di gas serra, hanno inequivocabilmente provocato il riscaldamento globale. In base a questa ricerca, i combustibili fossili e grandi produttori di cemento avrebbero contribuito in maniera decisiva a rendere le ondate di calore più ricorrenti e violente.
Un recente sondaggio ha raccolto l’opinione di 380 autori delle diverse sezioni dei rapporti dell’IPCC. Sulle valutazioni del massimo organismo mondiale in materia di scienza del clima vengono calibrate le politiche climatiche. Ebbene, 77 scienziati su 100 ritengono che non riusciremo neppure a stare sotto quota 2,5°C, un livello di global warming che avrebbe conseguenze catastrofiche sul pianeta e sulle nostre vite. Uno studio dell’Università di Ginevra pubblicato su Nature aveva dimostrato invece che lo scetticismo sul cambiamento climatico è molto diffuso. La disinformazione in merito, sostenuta in primo luogo da Trump, è pericolosa perché altamente persuasiva, apparentemente più dell’informazione scientifica. Tutto questo favorisce la popolarità di chi la promuove ma fa molto male alle sorti dell’umanità.
- Trump ha detto che ridurre le emissioni carbonio causa una perdita di posti di lavoro.
Anche questo non è corretto. Passare alle fonti di energia pulita certamente comporta un ripensamento della nostra economia. La transizione green necessità di nuove competenze. Tuttavia, alla fine del 2023, secondo l’associazione SolarPower Europe, soltanto il settore solare dell’UE ha garantito 826mila posti di lavoro, una dato in aumento del 27% rispetto al 2022. Per quanto riguarda l’eolico onshore nel Regno Unito, ad oggi il settore fornisce 18.000 tra posti di lavoro diretti e indiretti, ma l’ambizione del Governo di Londra è creare fino a 45mila occupati entro il 2030.
Guardando in particolare al settore auto in Italia, uno studio di ECCO e T&E, aveva dimostrato che rimandare la transizione all’elettrico potrebbe costare fino a 94mila posti di lavoro di qui al 2035. Negli Stati Uniti, invece, i posti di lavoro nel settore dell’energia pulita sono cresciuti del 2,8% nel 2024, superando di oltre tre volte il resto dell’occupazione statunitense (0,8%), stando a questo rapporto.
Trump ha affermato di aver chiesto al proprio staff di non usare mai la parola carbone da sola ma di dire invece, ogni volta, “clean, beautiful coal”.
Il carbon fossile non è né bello né tantomeno pulito. Anzi, un rapporto del think tank Ember ha svelato che le emissioni di metano da miniere di carbone sono il doppio di quanto credevamo. ll metano è un gas serra con un alto potere climalterante, precisamente 82,5 volte superiore a quello della CO2 nei primi 20 anni in cui resta in atmosfera.
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