Dove lo butto? L’annoso problema del packaging dei cosmetici

Il packaging dei cosmetici è spesso non riciclabile e per questo insostenibile. Pact è un collettivo, nato da due veterani del settore, che vuole renderlo circolare.

packaging dei cosmetici
Photo by Content Pixie on Unsplash

(Rinnovabili.it) – “L’industria della bellezza ha un problema molto brutto”, questo il motto che apre il sito di Pact, il collettivo che ambisce a rendere più sostenibile il packaging dei cosmetici.

I numeri del settore in effetti spaventano, la stima arriva a 120 miliardi di imballaggi all’anno: 27  per ogni consumatore. In linea di massima si tratta di materia non riciclabile o non riciclata, che finisce in discarica, negli inceneritori o dispersa nell’ambiente. 

Da questa consapevolezza è nato Pact Collective, un collettivo senza scopo di lucro con la mission di rendere il settore della bellezza, in particolare per quanto concerne il packaging dei cosmetici, maggiormente circolare. L’idea è venuta a Mia Davis e Victor Casale, entrambi reduci da importanti esperienze nel campo della cosmesi ed entrambi convinti servissero maggiori sforzi di sostenibilità. 

La loro idea è stata apprezzata e il gruppo ha raccolto l’adesione di più di 130 aziende provenienti da diversi ambiti della filiera della bellezza, tra cui anche nomi riconoscibili come Sephora e Eastman Chemical. 

leggi anche L’Europa è il secondo produttore mondiale di rifiuti del packaging

Il problema del packaging dei cosmetici

Da quando la sostenibilità è divenuta parola d’ordine di gran parte delle produzioni industriali, si fa grande attenzione al tema degli imballaggi per garantirne la massima riciclabilità. Questo avviene di meno, o incontra maggiori difficoltà, quando si tratta di prodotti relativi al settore della bellezza. Se negli ultimi anni si è sollevata notevolmente l’attenzione rispetto alla composizione chimica dei prodotti, ci sono ancora gravi difficoltà a rendere sostenibile il packaging dei cosmetici. 

Le ragioni sono varie: in genere ad esempio le confezioni sono troppo piccole e non riescono a essere lavorate dagli impianti tradizionali per il recupero di materiali. Questo vuol dire che anche gli imballaggi pensati e realizzati per essere riciclati spesso non sono adatti a esserlo, e finiscono per essere smaltiti in discarica o inceneriti. 

leggi anche Innovazione e sostenibilità nel settore del packaging alimentare

I quattro principi chiave per un packaging dei cosmetici sostenibile

Path si offre per elaborare soluzioni che rispondano alle difficoltà del riciclo, creando programmi di ritiro e scomposizione dei materiali per verificarne la composizione; quanto scomposto, poi, viene venduto direttamente alle imprese che si occupano di riciclo. 

Oltre al lavoro sull’esistente, il collettivo si propone di affermare un modello virtuoso e contribuire a realizzarlo, seguendo quattro principi:

  • Approvvigionamento: incentivare nei consumatori la scelta ad acquistare cosmetici il cui packaging sia riutilizzabile o riciclabile;
  • Progettazione: sollecitando i designer a produrre imballaggi progettati con materiali riciclati e comporli per il riutilizzo, riducendo la quantità di materia utilizzata;
  • Informazione: spingendo le case produttrici a rendere più chiare possibili le etichette, affinché forniscano le informazioni per il riciclo di tutte le componenti;
  • Gestione del fine vita: elaborando percorsi alternativi alla discarica o all’incenerimento realizzabili facilmente dai produttori ed eseguibili dai consumatori. 
Articolo precedenteOttimi risultati dall’ecobilancio (LCA) di Fronius Tauro
Articolo successivoAl via la Settimana europea dell’energia sostenibile 2022

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui