La fibra di banano offre prestazioni migliori del cotone tradizionale in termini di consumo d'acqua e garantisce una maggiore stabilità delle catene di approvvigionamento.

Sneakers vegane interamente ricavate da scarti vegetali? Un giorno forse sarà possibile grazie all’intuizione geniale di un imprenditore di Taiwan.
Il “regno delle banane”
Nelson Yang è tornato indietro nel tempo, a un periodo neanche troppo lontano quando l’isola esportava soprattutto frutta e non ancora semiconduttori come accade oggi. Le banane crescevano abbondanti durante l’occupazione nipponica, tra il 1895 e il 1945, quando Tokyo sfruttava le proprie colonie ricavandone risorse e materie prime per alimentare la propria macchina bellica.
All’epoca, l’isola era nota all’estero per la coltivazione e il commercio di frutti deliziosi come l’ananas e la banana, appunto. Tanto che durante gli anni Sessanta del secolo scorso iniziò ad autopubblicizzarsi come “il regno delle banane” per dare prestigio alle coltivazioni e favorire gli scambi internazionali. Ad oggi, questo passato non lo ricorda quasi nessuno perché Taiwan è famosa soprattutto per l’industria del tech. Solo nel 2023, Taiwan ha prodotto quasi 333.400 tonnellate di banane, in base ai dati di Statista.
Un esempio di economia circolare
Farm to Material, l’azienda di Nelson Yang, si trova nella Contea di Changhua, area rurale conosciuta anche come il “granaio di Taiwan” proprio per l’ampia produzione agricola. L’idea innovativa consiste nel recuperare la parte centrale della pianta di banano, o anche il pseudostelo, invece di buttarlo via come di solito avviene come il raccolto. Il banano, infatti, è una pianta erbacea. In azienda questi scarti vegetali vengono pressati con l’aiuto di macchine e poi lasciati ad asciugare. Il processo consente ottenere fibre di biomassa da utilizzare nell’industria tessile. Alcune fibre possono essere trasformate in filati da mescolare al cotone per produrre calzini. Dalle altre, invece si può ricavare un tipo di pelle vegana utile, ad esempio, a realizzare scarpe da ginnastica.
Sneakers vegane in fibre vegetali sostenibili grazie agli scarti
“La fibra di banano offre prestazioni migliori del cotone tradizionale in termini di consumo d’acqua e garantisce una maggiore stabilità delle catene di approvvigionamento, ecco perché è molto promettente per le applicazioni future“, ha spiegato Charlotte Chiang, direttrice del dipartimento di innovazione e progettazione sostenibile della Taiwan Textile Federation. “La fibra di banano potrebbe diventare un nuovo punto di riferimento per Taiwan nel campo delle fibre di biomassa da sfruttare nell’industria tessile“, ha aggiunto.
Il sogno di Yang: dal cibo sneakers vegane interamente naturali
Farm to Material non ha ancora ricevuto ordini ma il suo ideatore è convinto di poter rivoluzionare l’industria tessile. “Nel 2008, i marchi europei di sneaker ci dissero che speravano di trovare un modo per produrre cibo e nuovi materiali allo stesso tempo, ossia che cibo e materiali provenissero dallo stesso terreno“, ha detto Nelson Yang a Reuters. Riflettendo su quella rischiesta, l’azienda ha provato a mettere in pratica il proposito. “Quello che stiamo facendo ora è assicurarci che tutte le nostre fonti di materiali provengano da cibo o da scarti dell’agricoltura e dell’industria alimentare. Poi trasformiamo questi scarti in materiali riutilizzabili.”
Leggi anche: Il quartiere riciclabile di Taiwan insegna l’edilizia circolare Net Zero












