Volftang è il nome dell'azienda tedesca che recupera le batterie di auto elettriche e le converte in accumulo per energia solare ed eolica

Dare una seconda vita alle batterie. Soprattutto le batterie delle auto elettriche destinate a moltiplicarsi in modo progressivo, mese dopo mese. Riciclarle è non solo un’ottima idea, ma anche un potenziale business. Da qui l’impegno di un’azienda tedesca, Volftang, che sta riutilizzando le batterie usate dei BEV impilandole in unità delle dimensioni di un frigorifero. Questa seconda vita potrebbe essere utilizzata per immagazzinare l’energia fotovoltaica ed eolica.
Accumulo energetico ed economia circolare
Nonostante sia una startup questa giovane impresa, con sede industriale ad Aquisgrana, al confine con il Belgio e i Paesi Bassi, con i suoi 100 dipendenti è già la più grande struttura del suo genere in Europa, per quanto riguarda la rigenerazione delle batterie agli ioni di litio. Nel nuovo stabilimento, i tecnici ricevono le batterie usate dei veicoli elettrici e le testano per determinarne la durata residua. Quelle in buone condizioni entrano nella catena dell’economia circolare, e sono ricondizionate. Dopodiché vengono inserite in armadi grandi quanto frigoriferi, come se fossero enormi power bank per l’elettricità. Insomma degli storage veri e propri.
Riciclo per la sovranità energetica
Ed il sistema è talmente piaciuto che un’importante catena di supermercati discount, che vuole immagazzinare l’energia prodotta dal fotovoltaico, ha deciso di rivolgersi a Volftang. D’altronde il giovane Ceo, David Oudsandji, è convinto che nonostante la Germania sia un passo avanti per quanto riguarda l’uso di rinnovabili, possa fare di più. E raggiungere una sorta di sovranità nazionale nell’energia rinnovabile. “Possiamo generare enormi quantità di elettricità dall’energia solare ed eolica , quindi immagazzinarla in modo decentralizzato in tutta la Germania e distribuirla“, ha affermato il capo dell’azienda.
Spinta verso l’energia pulita
Lo scorso anno, le energie rinnovabili hanno coperto quasi il 60% dell’elettricità prodotta in Germania e l’obiettivo è raggiungere l’80% entro il 2030. Voltfang, fondata nel 2020 da tre studenti universitari di ingegneria, si propone di produrre entro il 2030 sistemi sufficienti a immagazzinare una capacità di 1 GWh di elettricità all’anno, sufficiente per 300 abitazioni.
Infatti uno dei problemi più comuni in Germania, in inverno, sono i momenti in cui l’energia solare è debole, fatto che costringe il paese ad importare energia prodotta dai reattori nucleari francesi o dalle centrali a carbone polacche. Per garantire un approvvigionamento sicuro, il governo del cancelliere Friedrich Merz prevede di costruire circa 20 nuove centrali elettriche a gas entro il 2030. Una decisione bocciata dai verdi e gruppi ambientalisti che hanno denunciato questo come un passo indietro nella politica climatica tedesca.
Cresce accumulo stazionario
Nel frattempo il mercato dell’accumulo stazionario sta crescendo in modo esponenziale in Germania: alla fine del 2024 erano installati circa sei GWh di capacità, rispetto ai 2,5 GWh del 2022. Ma non è così facile affermarsi in modo pionieristico per Voltfang, che tra le difficoltà trova la scarsa disponibilità di batterie usate per veicoli elettrici. Inoltre, le nuove batterie prodotte principalmente in Cina, stanno diventando più efficienti e meno costose, rendendo più difficile la concorrenza dei modelli ricondizionati. “Ma il grande vantaggio è che è più sostenibile e ci consente di creare un’economia circolare, garantendo così l’indipendenza dell’Europa nell’approvvigionamento delle risorse”.












