Rinnovabili • L’industria dei rifiuti in Italia: crescono gli investimenti, ma anche le criticità Rinnovabili • L’industria dei rifiuti in Italia: crescono gli investimenti, ma anche le criticità

L’industria dei rifiuti in Italia: crescono gli investimenti, ma anche le criticità

Nel 2024 il settore del waste management supera i 15 miliardi di euro. Ma non tutti gli ostacoli sono stati superati. E c'è il rischio di un ritorno alle discariche

Gestione dei rifiuti in Italia: i dati su investimenti e criticità

Pubblicato il Was Annual Report 2025

L’industria dei rifiuti cresce. In Italia, nel 2024, i 200 maggiori player del settore hanno raggiunto quota 15,7 miliardi di euro. Rispetto all’anno precedente, il 5% in più. Ed anche gli investimenti sono più importanti: 1,2 miliardi di euro (+7,6%), con un’attenzione sempre maggiore all’innovazione e al potenziamento infrastrutturale.

Questa la macro fotografia del Was Annual Report 2025 di Althesys che conferma la dinamicità industriale del waste management, anche se non mancano le criticità della sostenibilità economica da una parte e del raggiungimento degli obiettivi europei dall’altra: recupero dei RAEE, il riciclo chimico, il trattamento dei tessili i nodi deboli. Ma anche il futuro dei termovalorizzatori il cui costo potrebbe salire dal 2028 con l’introduzione dei certificati per la CO2. Con il rischio di un ritorno al passato: le discariche.

Investimenti in crescita e nuove priorità

Gli investimenti totali raggiungono 1,15 miliardi di euro nel 2024. Sebbene gli impianti rimangano l’obiettivo principale, la loro quota è scesa al 46% (dal 53% del 2023). Invece un aumento significativo (+89,8% sul 2023) è stato registrato dagli operatori metropolitani e da quelli del trattamento e smaltimento (+30,7%). Si nota inoltre uno spostamento degli investimenti: gli automezzi passano dal 28% al 41%, mentre le attrezzature calano.

Alessandro Marangoni, a capo del think tank Althesys, sottolinea: “Il rapporto delinea un settore in crescita con il miglioramento dei risultati, ma non mancano le criticità come evidenzia l’analisi dei piani di gestione territoriale, con varie regioni che non hanno centrato gli obiettivi“.

Le nuove frontiere tecnologiche della gestione rifiuti

Le principali sfide tecnologiche si concentrano su filiere complesse e in rapida evoluzione:

  • Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE)
  • Riciclo chimico: Sono stati rilevati 13 impianti innovativi di riciclo chimico in Italia (almeno tre sperimentali), con una capacità aggregata di trattamento di 233.000 tonnellate/anno, concentrati prevalentemente nel Nord Italia (57%).
  • Rifiuti tessili: Il settore è dinamico, con 23 progetti faro PNRR in corso, in particolare i “Textile Hub” legati ai distretti storici.
  • Pannelli fotovoltaici a fine vita: Si registra la presenza di 15 impianti dedicati al trattamento dei pannelli fotovoltaici esauriti.

Struttura del settore e la marginalità

Il settore della gestione dei rifiuti urbani è altamente articolato. Nel 2024, le grandi multiutility quotate hanno generato il 36% del fatturato, gestendo 8,1 milioni di tonnellate di rifiuti urbani e mostrando la marginalità industriale più elevata (22,4%). Le piccole e medie monoutility, ovvero quelle specializzate solo in rifiuti, hanno contribuito per il 17% del valore della produzione. A livello generale dunque, la marginalità industriale è in aumento, salendo dal 14,5% nel 2023 al 15,2% nel 2024.

Il Rischio ETS: termovalorizzatori e discariche

Una delle maggiori preoccupazioni per il futuro riguarda i termovalorizzatori. A partire dal 2028, l’estensione del sistema europeo ETS (Emission Trading System) per lo scambio di quote di CO2 al settore waste to energy potrebbe farne aumentare significativamente i costi.
L’introduzione del sistema ETS, infatti, potrebbe aumentare la tariffa di conferimento dei rifiuti tra 30 e 40 €/ton, spingendosi fino a 45 €/ton.

L’incremento dei costi rischia di rendere nuovamente più competitive le discariche o lo smaltimento all’estero per i flussi non riciclabili, minando i progressi fatti. Questa criticità si inserisce in un quadro in cui la Corte dei Conti Europea ha già evidenziato che i progressi nel riuso e riciclaggio dei rifiuti urbani procedono troppo lentamente.

Gestione rifiuti, restano disparità territoriali

L’analisi dei Piani Regionali di Gestione Rifiuti (PRGR) di 17 regioni e 2 province autonome rivela un quadro non omogeneo. Il Nord Est si conferma l’area con le performance migliori. Per quanto riguarda la raccolta differenziata, l’obiettivo europeo è stato già raggiunto da sette regioni e dalle due province autonome (circa il 47% del totale).

Sul versante delle discariche, invece, solo quattro regioni (tre al Nord e una al Sud) hanno già raggiunto l’obiettivo di smaltire in discarica meno del 10% degli urbani entro il 2030.

Per contrastare i ritardi, molte regioni prevedono l’adozione di misure correttive, tra cui la realizzazione o l’ampliamento di strutture per il trattamento della frazione organica e per la produzione di Combustibile Solido Secondario. Nel frattempo, ben 11 regioni prevedono rinnovamenti o ampliamenti delle discariche.

Rifiuti speciali

Anche il comparto dei rifiuti speciali è in forte espansione: i 70 maggiori operatori valgono 5,6 miliardi di euro (+17% sul 2023), con investimenti in crescita del +26% e quantitativi gestiti in aumento del +10%. Questo settore è fortemente concentrato nel Nord Italia, dove si trovano il 56% delle imprese (39 società), con Lombardia ed Emilia-Romagna in testa.

Rinnovabili •

About Author / Paolo Travisi

Paolo Travisi ha iniziato il suo percorso da giornalista nel 2004, come redattore del network televisivo 7Gold, una palestra professionale incredibile in cui è diventato giornalista professionista, realizzando servizi tv, dalla cronaca alla cultura, e collaborando a programmi e talk condotti da professionisti quali Aldo Biscardi, Alessandro Milan, David Parenzo. In parallelo all'esperienza televisiva, ha iniziato a scrivere per Il Messaggero web, all'epoca guidato da Davide Desario (attuale direttore di Adn Kronos) e poi a scrivere di scienza, tecnologia e cultura anche per l'edizione cartacea. La passione per la scrittura e la scienza, lo ha portato a collaborare con la “storica” rubrica TuttoScienze de La Stampa, con interviste a scienziati italiani ed internazionali. Dalla scienza alla sostenibilità, con la collaborazione con Green&Blue di Repubblica. Per Rinnovabili scrive quotidianamente e con grande entusiasmo di mobilità elettrica, realizza test drive delle auto e video per le pagine social.