Presso l'impianto di Pomezia, nell'area meridionale di Roma, un impianto potrà gestire in modo differenziato l'immondizia che proviene dai cassonetti urbani

Nuovo ciclo per la differenziata per i rifiuti a Roma
Roma cerca di ridisegnare il suo rapporto complesso con i rifiuti. Dopo i cestini intelligenti compattanti arrivati un anno fa, a Pomezia, area sud della capitale, è stato inaugurato un innovativo impianto di selezione. Il compito? Differenziare il contenuto delle migliaia di Cestò, i cassonetti urbani resi celebri dai video social del sindaco Gualtieri.
Si stima che l’impianto possa gestire oltre 21.000 tonnellate di immondizia ogni anno, che provengono dai cassonetti urbani, i Cestò, che hanno il compito di raccogliere i rifiuti di passaggio di romani e turisti. Quanto è contenuto in questi cestini, oggi, è bruciato negli inceneritori, ma con questo nuovo progetto l’immondizia sarà differenziata, quindi diventerà materiale da riciclo.
Innovazione dei Cestò
Che Roma stia davvero tentando di cambiare strada nella gestione del ciclo dei rifiuti, lo sottolinea anche il numero uno di Ama, Bruno Manzi, secondo cui “è la prima volta che si fa in Italia. La differenziata sarà fatta direttamente a valle del conferimento e non al momento di gettare il rifiuto nel cassonetto. Il tutto grazie a dei sensori ottici in grado di distinguere il tipo di rifiuto ma anche grazie ai nuovi sensori contenuti direttamente all’interno dei Cestò. Un percorso industriale, dunque, in grado di dare il suo contributo per superare la soglia del 50% di differenziata appena raggiunto e annunciato l’altro ieri dall’AMA.
Roma vuole diventare “circolare”
Nel corso di Roma Circolare, l’evento che il Campidoglio ha dedicato alla gestione dei rifiuti, un altro tema emerso è il crescente flusso di rifiuti RAEE. Fino ad oggi, Roma ha raccolto 8 milioni di chili di rifiuti elettronici, soprattutto grandi elettrodomestici (2,9 milioni di kg) e apparecchiature refrigeranti (2,3 milioni di kg).
L’obiettivo di Roma Circolare è trovare risposte adeguate alla “valorizzazione delle risorse contenute nei rifiuti e la loro trasformazione in materie prime seconde, alcune delle quali, come nel caso dei metalli e delle terre rare contenuti nei RAEE, sono strategiche per l’economia del nostro Paese. Per questo abbiamo voluto articolare la discussione sulle tre frazioni di rifiuto strategiche nell’ottica della circolarità: l’umido, il tessile e quella derivante dalle apparecchiature elettriche ed elettroniche” le parole dell’assessora all’ambiente Sabrina Alfonsi.












