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Elettricità da biogas e biomasse, come cambiano i prezzi minimi garantiti

Dall’ARERA il via libera alle nuove norme riguardanti i prezzi minimi garantiti per l'energia elettrica ricavata da biogas, biomasse e bioliquidi. Aggiornati i criteri di calcolo per la remunerazione degli impianti

Elettricità da biogas e biomasse, come cambiano i prezzi minimi garantiti
Via Depositphotos

Entra nel vivo una delle norme del decreto legge bollette del 2026, ovvero le nuove misure per la riduzione degli oneri generali di sistema derivanti dalle bioenergie. Il 21 maggio, infatti, l’ARERA ha approvato l’aggiornamento delle modalità di remunerazione – tramite i prezzi minimi garantiti (PMG) – per impianti di produzione elettrica alimentati a biogas, biomasse solide e bioliquidi.

Un intervento particolarmente atteso ma anche frutto di un’approfondita valutazione a livello parlamentare. Il testo licenziato dal Consiglio dei Ministri aveva preoccupato non poco le aziende agricole italiane che in questi anni avevano investito nel biogas. Il DL infatti aveva condizionato l’accesso di tali impianti al meccanismo di stabilizzazione dei PMG alla riconversione in biometano. L’iter di conversione ha permesso tuttavia di tirare un sospiro di sollievo emendando alcune tutele e garantendo che gli impianti a biogas possano continuare a beneficiare dei Prezzi Minimi Garantiti.

Ma come cambiano le norme di contabilizzazione di tali prezzi? Vediamolo nel dettaglio.

Le novità per biomasse biogas del DL Bollette

La legge Bollette 2026 ha introdotto tre novità significative:

  • La definizione di un numero massimo di ore equivalenti su base semestrale per l’erogazione dei prezzi garantiti.
  • La fissazione di limiti massimi di spesa a carico degli oneri di sistema.
  • La distinzione tra impianti asserviti a un processo produttivo – quelli legati a uno stabilimento dove la loro assenza impedirebbe il ciclo produttivo o comporterebbe un aggravio di costi – e altri impianti per la priorità nell’assegnazione delle ore di funzionamento.

Tetto massimo di ore

Le norme prevedono ora che l’erogazione dei prezzi garantiti non copra più l’intera produzione annua teorica, bensì un massimo di ore equivalenti calcolato su base semestrale e differente a seconda della tipologia di fonte. Per gli impianti “asserviti a un processo produttivo”, il limite è calcolato dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) in base alle ore di funzionamento del processo stesso; per gli altri, si basa invece sulle indicazioni di Terna per garantire la flessibilità del sistema e la permanenza in servizio degli impianti stessi.

Aggiornamento Prezzi Minimi Garantiti

Dal momento che i costi fissi (manutenzione e personale) devono essere coperti anche se l’impianto produce per meno ore, l’ARERA ha aggiornato le formule dei PMG.

Se il numero di ore equivalenti diminuisce, i coefficienti relativi ai costi fissi vengono proporzionalmente aumentati per evitare che l’impianto operi in perdita. Nello specifico, a partire dal secondo semestre 2026 i coefficienti vengono moltiplicati per il rapporto 3.250/heq nel caso di impianti alimentati a biomasse solide o 4.000/heq nel caso di impianti alimentati a biogas.

Per gli impianti cogenerativi, il prezzo minimo viene invece ridotto per tenere conto dei ricavi derivanti dalla vendita o dall’utilizzo del calore generato, con un taglio proporzionale al prezzo di riferimento del gas naturale.

I tendenziali di spesa annui

Ricordiamo che il decreto fissa anche dei limiti massimi di spesa annua a carico degli oneri generali di sistema per sostenere il meccanismo dei PMG tra il 2026 e il 2030. I valori principali sono così ripartiti:

  • Impianti a biogas: partono da 160 mln di euro per il 2026 fino a un picco di 432,4 mln nel 2028, con una coda di 50,1 mln annui fino al 2037 per specifici impianti piccoli o riconvertiti.
  • Impianti a biomassa: spesa costante di circa 570-582 mln annui per tutto il periodo 2026-2030.
  • Impianti a bioliquidi: decrescono rapidamente da 700 mln (2026) a 100 mln (2030).

Il GSE dovrà effettuare una stima semestrale dei costi e, in caso di superamento di questi limiti, dovrà intervenire riducendo il numero di ore equivalenti ammesse al regime.

La priorità nell’assegnazione delle ore

Per gestire l’eventuale riduzione delle ore necessaria a rispettare i limiti sopracitati, è stata introdotta una gerarchia di protezione basata sulla tipologia impiantistica. In caso di sforamento del budget, il GSE taglierà le ore prima ai sistemi non asserviti a processi produttivi, poi a quelli asserviti e in ultima istanza a quelli da filiera corta che utilizzano biomasse certificate.

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About Author / Matteo Spagnolo

Matteo Spagnolo è un CEO con esperienza pluriennale nella guida di team e progetti ad alto impatto in cinque paesi: Italia, Germania, Spagna, Canada e Stati Uniti. Manager internazionale, determinato e orientato ai risultati, con una forte passione per le imprese guidate da uno scopo e capaci di generare valore per le persone e il pianeta. Ha ricoperto ruoli di leadership diretta nelle aree operations e sales, guidando processi complessi e team internazionali in contesti corporate e altamente competitivi. In Technogym ha gestito le attività operative e commerciali per la Business Unite principale del mercato nordamericano, con responsabilità su budget multimilionari e sulla riorganizzazione delle strategie go-to-market. Ha maturato inoltre esperienze significative in Hewlett Packard Enterprise e Oracle, con focus su strategie di crescita e gestione della domanda. È in possesso di un Executive Certificate in Operations del MIT Sloan School of Management. Attualmente è CEO di Rinnovabili, media company, advisory e solution firm specializzata in energia e sostenibilità. Guida l’espansione nazionale e internazionale del brand, lo sviluppo di nuove business unit e l’innovazione dell’intero modello aziendale.