Il Ministro Adolfo Urso annuncia lo sblocco delle risorse destinate a ricerca, sviluppo e riconversione produttiva

Fondo automotive da 1,6 miliardi di euro per risollevare la filiera auto
“Sarà immediatamente esecutivo e a quel punto convocherò il tavolo automotive per rendere edotti di queste misure in maniera compiuta le associazioni di imprese e quindi le imprese“. Con queste parole il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha annunciato lo sblocco di 1,6 miliardi di euro destinati al rilancio e alla transizione della filiera automobilistica italiana, nel corso del Festival dell’Economia di Trento .
Il provvedimento, frutto di un’intesa con il Ministro dell’Economia Giorgetti, rappresenta la messa a terra di quanto programmato sin dallo scorso gennaio. Urso ha chiarito che il Dpcm “attua le risorse che consente l’utilizzo di quelle risorse su quello che è già programmato con le imprese e le associazioni di imprese nel tavolo automotive e quindi contratti di sviluppo, microcontratti di sviluppo ed altre tipologie di intervento“.
Fondo automotive: 1,6 miliardi per la produzione
Il fondo da 1,6 miliardi di euro si pone come lo strumento centrale della strategia industriale del governo per difendere la produzione nazionale e sostenere migliaia di imprese e lavoratori. L’obiettivo primario è offrire stabilità attraverso una programmazione pluriennale al 2030. L’impianto del decreto è fortemente sbilanciato a favore dell’offerta, a cui è destinato il 75% delle risorse totali.
In particolare:
- 750 milioni di euro sono riservati agli accordi per l’innovazione, focalizzati su ricerca e sviluppo in nuove tecnologie.
- Contratti di sviluppo sosterranno i grandi investimenti produttivi.
- I mini-contratti saranno invece lo strumento per favorire la riconversione delle piccole e medie imprese dell’indotto su tutto il territorio.
Sul fronte della domanda, una quota significativa sarà invece indirizzata agli ecobonus per i veicoli commerciali leggeri, considerati strategici per la logistica urbana.
La sfida della transizione e il nodo Stellantis
L’intervento arriva in una fase di estrema delicatezza per il comparto, stretto tra la concorrenza delle case automobilistiche cinesi, il rallentamento della domanda e la transizione verso l’elettrico. In questo contesto, il dialogo con i grandi player rimane centrale. Il Ministro ha infatti ribadito che “occorrerà dare conto con Stellantis dell’attuazione del Piano Italia così come è concordato nel dicembre 2024 di cui risultati sono evidenti“. Tra l’altro l’annuncio arriva il giorno successivo al piano industriale di Stellantis annunciato da Filosa negli Stati Uniti.
Verso il tavolo di giugno al Mimit
Nonostante la rilevanza dei fondi, l’iter burocratico ha subito rallentamenti, fermandosi per settimane presso la Ragioneria dello Stato dopo i pareri positivi del Mimit e del Mit. Questo ritardo ha generato preoccupazione nella filiera, timorosa di perdere tempestività rispetto ai competitor europei e non solo, che stanno accelerando sulla riconversione industriale. Ora l’attenzione si sposta al tavolo automotive previsto per fine giugno, dove le imprese attendono di conoscere i dettagli operativi per poter pianificare gli investimenti di medio periodo.












