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Aree idonee, la Regione Umbria scrive ai comuni: “Con nuovo decreto, utilizzabile solo il 4% del territorio”

La Regione avverte: le nuove norme nazionali rischiano di bloccare programmazione ed energia pulita.

Aree idonee, la Regione Umbria scrive ai comuni: “Con nuovo decreto, utilizzabile solo il 4% del territorio”
Aree idonee rinnovabili in Umbria, l’allarme della Regione.

Il nuovo decreto restringe le aree idonee per le rinnovabili in Umbria

La pubblicazione del Decreto-legge 21 novembre 2025, n.175 ha provocato un immediato scompiglio tra le amministrazioni regionali italiane, chiamate a rivedere in tempi rapidi la propria pianificazione energetica.

Le nuove regole sull’individuazione delle aree per la realizzazione di impianti da fonti rinnovabili incidono profondamente sugli strumenti con cui i territori stavano governando l’espansione delle rinnovabili. L’assessore regionale all’Ambiente ed Energia della Regione Umbria, Thomas De Luca, ha inviato una lettera ai sindaci umbri per spiegare le conseguenze del provvedimento, sottolineando come le nuove disposizioni nazionali rischino di compromettere la programmazione regionale, ridurre drasticamente la disponibilità di aree idonee per le rinnovabili e rallentare la diffusione degli impianti energetici locali, incluse le CER.

Un decreto che trasforma il quadro normativo regionale

De Luca evidenzia come il decreto nazionale modifichi profondamente il sistema con cui l’Umbria aveva definito le aree idonee per le rinnovabili in Umbria.

La nuova norma introduce fasce di rispetto molto ampie: 3 km per l’eolico e 500 metri per il fotovoltaico rispetto ai beni tutelati dal Codice dei beni culturali. Viene inoltre eliminata la possibilità per Regioni e Comuni di individuare per legge aree non idonee o, al contrario, zone specificamente idonee, come invece previsto dal precedente DM 21 giugno 2024.

Questo cambiamento, afferma l’assessore, priva gli enti territoriali degli strumenti necessari per governare in modo equilibrato l’installazione di nuovi impianti rinnovabili. L’Umbria aveva infatti introdotto una mappatura dettagliata con la Legge Regionale 7/2025 per allontanare gli impianti dalle visuali panoramiche più sensibili e indirizzarli verso siti industriali dismessi, depositi, aree degradate o vicine alle infrastrutture principali.

Solo il 4% del territorio in Umbria tra le aree idonee alle rinnovabili

L’effetto combinato delle nuove restrizioni porta, secondo le analisi regionali, a un risultato netto: solo il 4% del territorio umbro rimarrebbe utilizzabile per nuovi impianti a fonti rinnovabili .

L’assessore regionale all’ambiente denuncia: questa riduzione mette a rischio la capacità della Regione di contribuire agli obiettivi del PNIEC, e incide anche sulla possibilità di sviluppare nuove Comunità energetiche rinnovabili nei Comuni sotto i 50.000 abitanti, proprio mentre è in corso la fase finale dei bandi PNRR. De Luca segnala inoltre che le restrizioni produrranno effetti collaterali sul mercato immobiliare, con un possibile aumento dei prezzi dei terreni industriali e produttivi, e una maggiore competizione per gli spazi disponibili.

Le ripercussioni su imprese, famiglie e CER

Secondo la Regione Umbria, l’impatto delle nuove norme non si limita agli impianti su larga scala, ma investe anche le progettualità locali e le iniziative di autoconsumo collettivo. La classificazione più rigida delle aree idonee potrebbe rallentare la realizzazione dei piccoli impianti destinati a imprese e famiglie, proprio in una fase in cui i costi energetici continuano a pesare sull’economia regionale.

Si evidenzia anche il rischio per le progettualità CER, che si basano sulla disponibilità di impianti di produzione inseriti in contesti territoriali compatibili. La nuova cornice normativa potrebbe quindi limitare la crescita delle configurazioni energetiche locali, riducendo una delle leve più efficaci per la transizione nei Comuni umbri.

La risposta della Regione: analisi tecnica e iniziativa politica

Per affrontare la nuova situazione, la Regione Umbria ha avviato un doppio percorso istituzionale. Da un lato, gli uffici tecnici stanno elaborando una nuova mappatura delle aree idonee per le rinnovabili in Umbria, aggiornata alla luce delle disposizioni del decreto. Dall’altro, la giunta regionale ha portato il tema in Conferenza Stato-Regioni per rappresentare le criticità del provvedimento e per valutare la possibilità di emendamenti in fase di conversione in legge. L’assessore De Luca invita quindi i Comuni a inviare osservazioni puntuali e analisi di impatto, chiedendo una collaborazione attiva affinché la Regione possa difendere la propria capacità di programmare, pianificare e sostenere la transizione energetica.

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About Author / Alessandro Petrone

Giornalista da oltre 20 anni, nel corso della sua carriera si è occupato di politica, economia, attualità e costume. È stato Caporedattore e Direttore Responsabile per una Casa Editrice che pubblica magazine generalisti in Italia, Germania, USA e Cina. Ha scritto e collaborato con aziende e media che si occupano di automotive, con particolare attenzione ai temi della mobilità sostenibile. Si è avvicinato al mondo dell’energia lavorando come ufficio stampa per multinazionali del settore. Da allora, si occupa assiduamente di temi legati alla transizione energetica, soprattutto nel settore automotive, e alle energie rinnovabili, scrivendo per La Repubblica, AdnKronos, 9 Colonne, The Post International. È altresì appassionato di tecnologia, informatica, fotografia e cucina con un passato da attivista LGBTQIA+.