Il Presidente Cremonesi lancia un appello al Ministro Passera affinché venga fatta chiarezza su eventuali illeciti commerciali tra Cina ed Europa e, nel caso ci fossero, che non ci siano sconti di pena

Un problema non da poco, se si considera che per oltre il 70% delle installazioni realizzate su territorio nazionale si è preferito scegliere il mercato asiatico, danneggiando la competitività dell’industria nazionale, che si è ritrovata, spiega Cremonesi, “costretta a produrre per due anni al di sotto della metà della propria capacità produttiva”. Inaccettabile anche la preoccupazione di AFASE sui posti di lavoro a rischio in Europa, stimati in circa 30.000, ai quali Cremonesi contrappone i 30 produttori europei ed italiani di celle e moduli, che nell’ultimo anno sono stati costretti a chiudere. Da qui l’appello al Ministro Passera: nel caso di conferme di illeciti, nessuna mediazione per tali comportamenti. «Riteniamo giusto – ha concluso Cremonesi – che chi ha operato nel mercato barando, si assuma la piena responsabilità delle sue azioni e degli effetti che queste genereranno».











