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Nuova bozza DL Energia, repowering per uscire dal Conto Energia e PPA per le piccole imprese

Il Decreto-Legge Energia acquista ulteriori articoli, aprendo le porte a interventi sulle bollette, mentre slitta ancora la data di presentazione in Consiglio dei Ministri. Tra le novità, la riduzione della componente Asos tramite cartolarizzazione degli oneri e l'introduzione di un meccanismo di repowering incentivato.

Nuova bozza DL Energia, repowering per uscire dal Conto Energia e PPA per le piccole imprese

Cosa prevede la nuova bozza DL Energia?

Sembra ormai improbabile che il DL Energia 2025 riesca ad approdare in Consiglio dei Ministri prima della pausa natalizia. In compenso, la bozza continua a trasformarsi ed evolvere; al punto da essere etichettata ora come DL Bollette/DL Reti. Il testo circolato in queste ore riporta, infatti, da un lato una serie di misure che influiranno sulla spesa energetica dei consumatori finali e dall’altro la disciplina “originale” sulla saturazione virtuale delle reti e la connessione dei data center.

Vediamo nel dettaglio il testo e le norme che riguardano da vicino le fonti rinnovabili.

Misure per le bollette

Una delle principali modifiche apportate nella nuova bozza DL Energia riguarda uno sconto in bolletta sulla componente Asos, l’onere di sistema che finanzia rinnovabili e cogenerazione. Il testo prevede una riduzione di tale voce per tutto l’anno 2026, di cui potranno godere unicamente le piccole e medie imprese (PMI) connesse in bassa tensione; un beneficio stimato in circa 11,5 euro/MWh, pari all’incirca al 27% dell’aliquota Asos attuale per le utenze interessate. L’attuazione è demandata a una delibera ARERA.

La misura sarà finanziata dalla disponibilità residua di un altro intervento sulle bollette, in questo caso dedicato alle famiglie vulnerabili: un contributo straordinario di 55 euro a valere sulla fornitura elettrica 2026 in aggiunta al bonus sociale. L’intervento è destinato a tutti i nuclei familiari con ISEE sotto i 15mila euro o sotto i 20mila con almeno 4 figli a carico. Il budget stimato per l’operazione è di 1 miliardo di euro disponibile sul bilancio della CSEA.

Cartolarizzazione per l’abbattimento ASOS

In realtà, la misura sulla componente Asos è più ampia e prevede per il quinquennio 2026-2030 che la Cassa Depositi e Prestiti (CDP) trasferisca alla CSEA risorse fino a un massimo di 5 miliardi di euro annui per garantire l’abbattimento di tale voce. L’idea è di cartolarizzare gli oneri autorizzando la CDP a emettere titoli obbligazionari per l’importo trasferito, con scadenza non superiore a 20 anni. Sarà poi compito di ARERA definire le modalità di restituzione del valore dei titoli e dei relativi interessi, ridistribuendo l’onere su un periodo di 20 anni.

Repowering FV per chi esce dal Conto Energia

Il contenimento degli oneri in bolletta prevede anche una seconda linea di intervento: supportare economicamente il repowering fotovoltaico per gli impianti in Conto Energia disposti ad abbandonare il regime incentivante prima del termine.

Destinatari della misura? Tutti gli impianti fotovoltaici con potenza superiore a 20 kW che beneficiano delle tariffe premio fisse del I, II, III e IV Conto Energia.

Stando alla nuova bozza del DL Energia/DL Bollette, i soggetti responsabili dovranno comunicare entro il 31 dicembre 2026 se intendono uscire dal regime e ottenere in cambio supporto per il ripotenziamento della propria installazione. L’abbandono vero e proprio sarà consentito dal 1° gennaio 2028, per un limite massimo di potenza complessiva di 10 GW.

Nota bene: non basta aderire al meccanismo di uscita volontaria. Gli impianti che potranno davvero optare per questa soluzione saranno selezionati tramite procedura competitiva gestita dal GSE entro il 30 marzo 2027, con offerte di ribasso rispetto a un valore base.

Tale valore sarà pari al 70% del valore attualizzato dei flussi di cassa residui degli incentivi (le tariffe premio che l’impianto avrebbe incassato fino alla fine del periodo incentivante), calcolato sulla base della produzione storica media dell’ultimo quinquennio.

Il testo elenca brevemente una serie di condizioni che i produttori selezionati dovranno rispettare per incassare il corrispettivo per il repowering:

  • gli impianti devono essere oggetto di interventi di rifacimento integrale tra il 1° gennaio 2028 e il 31 dicembre 2030 che comportino un aumento di potenza tale da garantire una producibilità almeno doppia rispetto a quella attesa nel periodo di incentivazione residua;
  • l’intervento di potenziamento deve impiegare unicamente moduli fotovoltaici iscritti al registro nazionale e che soddisfino specifici requisiti territoriali e tecnici;
  • per gli impianti a terra su suolo agricolo, non deve esserci aumento dell’area occupata e l’incremento di producibilità deve essere almeno del 40%;
  • almeno la metà dell’energia elettrica prodotta e immessa in rete, ascrivibile alla nuova potenza, deve essere oggetto di contrattualizzazione a lungo termine (PPA);
  • la restante metà può partecipare ai contratti per differenza (CfD).

PPA: bacheca e domanda aggregata per le PMI

La nuova bozza del DL Energia interviene anche sui contratti di compravendita energetica a lungo termine tendendo la mano alle piccole e medie imprese.

Per tale motivo, è stata progettata un’evoluzione della bacheca informatica gestita dal GME (Gestore dei Mercati Energetici) e dedicata. Lo strumento passerebbe dall’essere il posto dove far incontrare domanda e offerta alla vera sede di negoziazione e contrattualizzazione delle parti, riservando particolare attenzione alle PMI, introducendo l’obbligo di registrazione dei dati di tutti i contratti e coinvolgendo anche il GSE nel ruolo di garante di ultima istanza.

Il testo introduce anche procedure a partecipazione volontaria, gestite dal GME, per l’allocazione a termine dell’energia. Chi potrà prendervi parte? Da un lato, ovviamente, le imprese che hanno bisogno di energia, dall’altro i proprietari di impianti rinnovabili che non beneficiano di altri incentivi alla produzione. In questo contesto, il GSE assumerebbe anche un ruolo attivo, offrendo servizi di aggregazione sia della domanda (nel caso di PMI interessate a comprare) che dell’offerta.

“Essendo la predetta evoluzione della bacheca un ulteriore strumento rispetto a quanto già previsto dall’articolo 28, comma 2, del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 199, si prevede che il nuovo quadro di riferimento possa contribuire al raggiungimento del target PNIEC per lo sviluppo dei contratti a lungo termine”, si legge nella relazione tecnica. “Si stima che al 2030, la stipula di contratti PPA attraverso impianti rinnovabili per una potenza di circa 10 GW, principalmente da tecnologia fotovoltaica (7 GW) e eolica (3 GW) potrà interessare consumi per un totale pari a circa 15,7 TWh/anno.

Prezzi minimi garantiti

Il provvedimento interviene anche sul meccanismo dei prezzi minimi garantiti (PMG) per impianti a bioliquidi sostenibili, progettando un sostegno con nuovi criteri: i PMG sarebbero differenziati in base alla potenza e alla flessibilità degli impianti e riconosciuti per un numero massimo di ore annue. Si terrebbe conto ovviamente delle esigenze di continuità di produzione per gli impianti in assetto di autoproduzione.

Il nuovo meccanismo dovrebbe essere finanziato con limiti di spesa annuali predefiniti prevedendo una riduzione dei PMG annualmente sino all’azzeramento a decorrere dal 1° gennaio 2031. L’ARERA deve garantire che i costi del meccanismo non superino i seguenti limiti annui:

  • 2026: 700 mln
  • 2027: 537 mln
  • 2028: 331 mln
  • 2029: 208 mln
  • 2030: 100 mln

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