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Dl Energia 2025, ecco le misure contro la saturazione virtuale della rete

Atteso in CdM, per agosto, il decreto introduce nuove procedure tecniche ed economiche per la connessione, misure per la stabilizzazione del prezzo del gas, semplificazioni per il permitting dei data center

Dl Energia 2025, ecco le misure contro la saturazione virtuale della rete

La bozza del DL Energia 2025

In dirittura d’arrivo le tanto attese misure sulle connessioni degli impianti rinnovabili. Dopo l’emendamento governativo presentato (e ritirato) sul DL Bollette, l’Esecutivo riprende in mano la questione con il nuovo Decreto-legge (DL) Energia 2025, provvedimento recante misure urgenti in materia di risoluzione della saturazione virtuale delle reti elettriche. E non solo.

Il testo del decreto – ancora in fase di bozza – contiene nei suoi attuali 5 articoli una serie di disposizioni rivolte anche al mercato del gas, ai data center e alla filiera della cattura e stoccaggio del carbonio (CCUS).

Vediamo nel dettaglio gli interventi riportati.

La saturazione virtuale della rete elettrica

La bozza del DL Energia 2025 mette a fuoco uno dei problemi più urgenti per la transizione energetica nazionale. Negli anni è andato aumentando vertiginosamente il numero di richieste di connessione alla rete di trasmissione elettrica da parte di impianti rinnovabili. Richieste concentrate in poche aree e che “impegnano” sulla carta la capacità disponibile. Molte di queste domande, però, non si traducono poi in progetti reali; come risultato la rete risulta satura, bloccando o rallentando gli altri progetti.

Il problema è causato anche dall’attuale criterio sequenziale di assegnazione delle soluzioni di connessione. Principio rivelatosi non adeguato a gestire l’attuale volume di richieste.

L’articolo 1 mira a superare il problema con un nuovo approccio. L’attuale versione del Decreto Energia 2025, prevede che Terna pubblichi trimestralmente la massima capacità di rete disponibile per nuove connessioni in ogni area d’Italia sul suo portale T.E.R.R.A., la mappatura della capacità sarà definita sulla base di criteri stabiliti dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE). 

Le procedure dell’ARERA

L’Autorità per l’Energia ARERA dovrà invece stabilire nuove procedure tecniche ed economiche per la connessione degli impianti rinnovabili e i sistemi di accumulo, fatta eccezioni per quelli offshore.

Le regole dovranno prevedere che Terna:

  1. possa rilasciare soluzioni di connessione (STMG) che afferiscono a un punto di connessione anche in eccesso alla capacità massima accoglibile nel medesimo punto; 
  2. allochi la capacità di rete disponibile e rilasci le relative STMG tramite procedure trasparenti, competitive e non discriminatorie (meccanismo di “open season”); 
  3. assegni definitivamente la capacità di rete disponibile ai soggetti risultati assegnatari nell’ambito delle procedure e che siano in possesso del titolo abilitativo o dell’autorizzazione unica; 
  4. pianifichi soluzioni di connessione tenendo conto della massima capacità per porzione di rete, nonché di un obiettivo generale di rafforzamento della competitività delle procedure.

Le norme si rivolgeranno anche ai gestori del sistema di distribuzione, prevedendo che: 

  1. possano rilasciare, sempre attraverso procedure trasparenti e competitive, soluzioni di connessione sulle reti di competenza che afferiscano a un punto di connessione anche in eccesso alla capacità massima accoglibile nel medesimo punto; 
  2. siano autorizzati a rilasciare soluzioni di connessione sulle reti di bassa tensione anche in relazione a impianti che entrino in esercizio prima della realizzazione degli interventi eventualmente necessari sulle reti di alta e altissima tensione. 

“Reset” delle vecchie richieste e semplificazioni

Cosa accadrà alle vecchie soluzioni di connessione rilasciate a progetti non ancora autorizzati, una volta entrato in vigore il Decreto? Perderanno di efficacia. Gli operatori interessati potranno partecipare alle nuove procedure “open season”, avendo ovviamente diritto alla restituzione o rimodulazione dei costi di connessione già versati.

Salvi invece i progetti che, pur senza il via libera finale, hanno già ottenuto un parere favorevole di compatibilità ambientale (VIA) e quelli con procedimenti autorizzativi già in corso.

Altra novità: sarà Terna, e non più il singolo sviluppatore, a curare la progettazione e l’autorizzazione delle opere di potenziamento della rete (es. stazioni elettriche, raccordi). Questa operazione mira a centralizzare e accelerare un processo complesso, prevedendo anche, dove possibile, l’impiego di procedure semplificate come la Denuncia di Inizio Attività (DIA).

Quando arriverà in CdM il DL Energia 2025?

Il testo è al momento in mano al Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi per le opportune verifiche. Stando alle ultime affermazioni del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, dovrebbe approdare in Consiglio dei Ministri o all’ultimo incontro di agosto “prima della pausa o il primo dopo, che darebbe la possibilità di avere più spazi per il Parlamento”.

Capitolo Data Center

La bozza del DL Energia 2025 introduce un procedimento unico per l’autorizzazione dei data center in Italia e le relative connessioni alla rete elettrica. A rilasciare l’autorizzazione sarà la Regione (o Provincia autonoma) in caso di data center fino a 300 MW, il MASE oltre tale soglia. Il procedimento di autorizzazione deve concludersi entro 10 mesi, con tempi dimezzati per le VIA.

Stabilizzazione del prezzo del gas

Il nuovo decreto-legge dovrebbe intervenire anche su un’altra questione urgente: la produzione e approvvigionamento di gas. Nel dettaglio il testo interviene modificando il Decreto Bollette 2022 (DL n. 17 del 2022) con cui era stato introdotto il meccanismo del gas release.

Le principali novità? Viene eliminato l’obbligo di individuare il punto di cessione del gas prodotto nell’ambito del meccanismo esclusivamente attraverso il sistema gestito dal GME (Gestore dei Mercati Energetici). Aprendo quindi le porte ad accordi di cessione  bilaterali o l’utilizzo di altre piattaforme di mercato.

Si legge nella Relazione Illustrativa:

“Questa modifica è volta a rendere il meccanismo della gas release maggiormente coerente con la sua natura finanziaria; essendo la stessa un meccanismo di anticipazione virtuale, l’obbligo di una cessione “fisica” del gas incrementale risultava essere una previsione non allineata con la natura intrinseca di tale operazione”.

Inoltre: in presenza di più soggetti contitolari di una concessione di coltivazione di gas naturale, ciascun contitolare può partecipare individualmente alle procedure di gas release. E il termine massimo di conclusione del procedimento unico per il rilascio dei titoli minerari e delle autorizzazioni è esteso a 6 mesi.

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