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Commissione UE: via libera a 3mld di aiuti di Stato per tecnologie pulite in Germania

L'aiuto si concretizzerà attraverso sovvenzioni e vantaggi fiscali e sussidi sugli interessi per nuovi prestiti o garanzie per nuovi prestiti.

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Immagine generata con IA

Tre miliardi di euro in investimenti strategici nelle tecnologie pulite in Germania

La Commissione Europea ha approvato il programma di aiuti di Stato della Germania da 3 miliardi di euro utile a sostenere investimenti strategici a favore della capacità produttiva di tecnologie pulite. Lo scopo del programma è contribuire alla transizione verso un’economia a zero emissioni nette. La Commissione l’ha approvato in quanto conforme al Clean Industrial Deal State Aid Framework (CISAF), adottato dal Bruxelles il 25 giugno 2025.

Il programma di aiuti di Stato della Germania per il cleantech

Il programma di aiuti di Stato della Germania prevede la concessione sovvenzioni per investimenti in grado di rafforzare la capacità produttiva per la fabbricazione di tecnologie a zero emissioni nette e dei loro principali componenti specifici, ricorrendo anche a materie prime secondarie. Non rientrano le tecnologie per l’energia da fissione nucleare e di alcuni loro componenti elencati nell’Allegato II del CISAF.

Inclusa la produzione di materie prime critiche, nuove o recuperate, necessarie per la realizzazione di di prodotti finali. L’aiuto si concretizzerà attraverso sovvenzioni e vantaggi fiscali e sussidi sugli interessi per nuovi prestiti o garanzie per nuovi prestiti. La misura andrà a beneficiare le aziende attive su tutto il territorio tedesco e resterà attiva fino al 31 dicembre 2030.

La valutazione della Commissione al programma di aiuti di Stato della Germania

L’Articolo 107 del trattato UE di norma proibisce i sussidi statali alle imprese. Il divieto serve a evitare che i Paesi Membri favoriscano determinate aziende o prodotti, alterando il regime di concorrenza del mercato unico europeo. Tuttavia, la Commissione ammette taluni aiuti: quelli necessari a raggiungere obiettivi strategicamente rilevanti. La maggiore flessibilita ammessa dall’UE nel corso degli anni ha permesso di mettere a punto una serie di “quadri di riferimento” utili a chiarire le esenzioni e ad agevolare tali sussidi.

La Commissione Europea ha giudicato il regime tedesco in linea con quanto prescrivono le condizioni stabilite nel CISAF. In particolare, l’aiuto incentiverà la produzione di tecnologie pulite, dei loro componenti chiave e delle relative materie prime critiche. La Commissione ha riscontrato che il programma è necessario, appropriato e proporzionato ad accelerare la transizione verso un’economia a zero emissioni nette e idoneo a facilitare lo sviluppo di attività economiche cruciali per l’attuazione del Clean Industrial Deal.

Questo programma garantirà un aumento della capacità produttiva nel settore delle tecnologie pulite in Germania. Lo Stato tedesco potrà fornire 3 miliardi di euro a sostegno di investimenti chiave nel settore. Ciò contribuirà al raggiungimento degli obiettivi del Clean Industrial Deal, garantendo al contempo che le potenziali distorsioni della concorrenza siano ridotte al minimo“, ha commentato la vicepresidente della Commissione UE per la transizione pulita, Teresa Ribera. 

Cos’è il CISAF?

Il 25 giugno 2025 la Commissione UE ha adottato il CISAF per promuovere misure di sostegno nei settori coinvolti nella transizione ecologica. Il nuovo quadro è lo strumento che ridefinisce le regole degli aiuti di Stato per accelerare la transizione verde. Segue il Temporary Crisis and Transition Framework (TCTF), adottato nel 2023 come risposta alle turbolenze energetiche successive all’invasione russa dell’Ucraina.

Gli Stati possono coprire una parte dei prezzi dell’energia per evitare che le aziende chiudano o delocalizzino. In questo modo, l’UE ha deciso di allentare significativamente i limiti agli aiuti di Stato per poter competere con i massicci sussidi di Stati Uniti e Cina. Una critica mossa a tale quadro è che consentendo agli Stati membri di spendere di più, si rischia di avvantaggiare Paesi come Germania e Francia, che hanno una maggiore disponibilità fiscale ed economica, a discapito dei Paesi con meno risorse, creando potenzialmente uno squilibrio interno all’UE.

Il CISAF consente aiuti dagli Stati Membri fino al 2030 per:

  • Accelerare la diffusione delle energie rinnovabili e dei combustibili a basse emissioni di carbonio attraverso procedure di gara semplificate per investimenti a favore di fonti rinnovabili e stoccaggio di energia.
  • Offrire un sollievo temporaneo ai prezzi dell’elettricità per gli utenti energivori, evitando la delocalizzazione delle industrie prima che la decarbonizzazione permetta di godere di prezzi più bassi.
  • Decarbonizzare i processi industriali garantendo un supporto all’elettrificazione, all’efficienza energetica e al passaggio all’idrogeno rinnovabile per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili importati.
  • Aumentare la capacità produttiva di tecnologie pulite a ostegno a progetti riguardanti le tecnologie coperte dal Net Zero Industry Act (batterie, pannelli solari, turbine eoliche, pompe di calore, elettrolizzatori e CCUS), compresa la produzione e il riciclo di materie prime critiche.
  • Agevolare la riduzione del rischio (de-risking) degli investimenti privati per progetti dedicati a energia pulita, infrastrutture energetiche e attività di economia circolare.

Le concessioni della Commissione sono pensate per stimolare lo sviluppo di una politica industriale a livello di Unione e salvaguardare al contempo il mercato unico. Bruxelles quindi appoggia il sostegno statale ai progetti dedicati alla tecnologia pulita e alla decarbonizzazione, ma ha stabilito un sistema di salvaguardia:

Le condizioni per gli aiuti di Stato:

  • Tetto di spesa: esistono dei limiti all’importo che i Paesi possono spendere.
  • Effetto di incentivazione: è necessario dimostrare che l’aiuto sia proporzionato e necessario.
  • Vincoli climatici: per esempio, le aziende beneficiarie devono investire il 50% dell’aiuto ricevuto in progetti di decarbonizzazione.

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About Author / Erminia Voccia

Giornalista professionista appassionata e attenta osservatrice delle dinamiche globali. Ha una laurea magistrale in Relazioni Internazionali e due master in giornalismo e giornalismo radiotelevisivo. Ha mosso i primi passi in tv realizzando servizi per i telegiornali nazionali. Ha lavorato da freelancer per diversi quotidiani on line e cartacei nazionali e riviste specializzate, scrivendo di temi legati all’ambiente, agli esteri, alla politica internazionale e alla geopolitica, con uno sguardo particolare verso l’Asia. Ha curato l'organizzazione eventi e la comunicazione per una casa editrice e ha partecipato alla redazione di saggi. Per Rinnovabili si interessa soprattutto di clima e politiche climatiche.