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Idrogeno a basse emissioni in crescita, ma la pipeline di progetti si riduce

L’IEA lancia l’allarme: progetti di idrogeno a basse emissioni ridotti, crescita rallenta e servono politiche urgenti.

Idrogeno a basse emissioni in crescita, ma la pipeline di progetti si riduce.
Idrogeno a basse emissioni – Immagine realizzata con IA

La domanda globale di idrogeno ha raggiunto quasi 100 milioni di tonnellate nel 2024, con un aumento del 2% rispetto all’anno precedente. Lo evidenzia il Global Hydrogen Review 2025 dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), che sottolinea come la maggior parte della produzione sia ancora legata ai combustibili fossili, senza sistemi di cattura delle emissioni. L’idrogeno a basse emissioni, pur avendo visto un forte slancio negli ultimi anni, procede con un ritmo inferiore rispetto alle aspettative, frenato da costi elevati, incertezze normative e infrastrutture insufficienti.

(Sull’argomento, leggi anche: Idrogeno a basse emissioni, via libera alla metodologia UE per calcolare i risparmi di gas serra)

La sfida dei costi e il ruolo dell’idrogeno a basse emissioni

Produrre idrogeno da fonti fossili rimane oggi la soluzione più economica. Il recente calo dei prezzi del gas naturale e l’aumento dei costi degli elettrolizzatori hanno ampliato il divario rispetto alle tecnologie pulite. Tuttavia, secondo l’IEA, questo gap dovrebbe ridursi entro il 2030 grazie al calo dei costi tecnologici, alla crescita delle rinnovabili e all’adozione di nuove normative. L’idrogeno a basse emissioni, se sostenuto da politiche efficaci, potrà contribuire in modo significativo alla transizione energetica.

Prospettive al 2030 per la produzione di idrogeno a basse emissioni

L’analisi dell’IEA indica che la produzione di idrogeno a basse emissioni al 2030 potrebbe raggiungere fino a 37 milioni di tonnellate annue, contro i 49 milioni stimati solo un anno fa. Molti progetti annunciati non giungono a realizzazione, con la capacità effettiva che si prevede inferiore. Nonostante ciò, le iniziative operative, in costruzione o con decisione finale di investimento potrebbero superare i 4 milioni di tonnellate all’anno entro la fine del decennio, oltre cinque volte i livelli del 2024.

La spinta della Cina per il mercato degli elettrolizzatori

Il report individua nella Cina il principale motore della crescita degli elettrolizzatori per idrogeno a basse emissioni. Il Paese detiene il 65% della capacità mondiale installata o con decisione finale e ospita circa il 60% della capacità produttiva globale di elettrolizzatori. Tuttavia, con una capacità manifatturiera superiore a 20 GW annui rispetto alla domanda attuale, anche i produttori cinesi potrebbero affrontare pressioni economiche. L’analisi mostra inoltre che installare elettrolizzatori cinesi fuori dalla Cina non comporta costi significativamente inferiori rispetto ai produttori di altre aree, considerando trasporti e tariffe.

Idrogeno a basse emissioni nei trasporti e nel settore marittimo

Un focus del rapporto riguarda la navigazione, dove l’adozione di carburanti a base di idrogeno richiede nuove tecnologie e porti attrezzati. Le opportunità non mancano: quasi 80 porti dispongono già di competenze avanzate nella gestione di prodotti chimici, un punto di partenza per gestire anche combustibili innovativi. La vicinanza di molti siti di bunkering a potenziali aree di produzione di idrogeno a basse emissioni apre prospettive interessanti per il settore.

Il mercato in rapida crescita del Sud-Est asiatico

Il Global Hydrogen Review 2025 dedica un approfondimento al Sud-Est asiatico, mercato emergente e in rapida espansione. Qui la produzione di idrogeno a basse emissioni potrebbe raggiungere 430 mila tonnellate annue entro il 2030, rispetto alle appena 3 mila attuali. Tuttavia, i progetti restano in gran parte agli inizi e necessitano di maggiore supporto: accelerare lo sviluppo delle rinnovabili, adottare politiche mirate ed espandere i progetti pilota sono condizioni indispensabili per trasformare questo potenziale in realtà.

Politiche e investimenti per sostenere l’idrogeno a basse emissioni

Il direttore esecutivo dell’IEA, Fatih Birol, ha ricordato che “l’interesse degli investitori per l’idrogeno è cresciuto all’inizio di questo decennio grazie al suo potenziale per aiutare i Paesi a raggiungere gli obiettivi energetici. I dati più recenti mostrano che la crescita è sotto pressione, ma il progresso continua”. Per mantenere lo slancio, Birol invita i governi a rafforzare gli schemi di sostegno, promuovere la domanda e accelerare lo sviluppo delle infrastrutture.

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About Author / Alessandro Petrone

Giornalista da oltre 20 anni, nel corso della sua carriera si è occupato di politica, economia, attualità e costume. È stato Caporedattore e Direttore Responsabile per una Casa Editrice che pubblica magazine generalisti in Italia, Germania, USA e Cina. Ha scritto e collaborato con aziende e media che si occupano di automotive, con particolare attenzione ai temi della mobilità sostenibile. Si è avvicinato al mondo dell’energia lavorando come ufficio stampa per multinazionali del settore. Da allora, si occupa assiduamente di temi legati alla transizione energetica, soprattutto nel settore automotive, e alle energie rinnovabili, scrivendo per La Repubblica, AdnKronos, 9 Colonne, The Post International. È altresì appassionato di tecnologia, informatica, fotografia e cucina con un passato da attivista LGBTQIA+.