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Brasile pronto a proporre un nuovo forum per le controversie su clima e commercio

Alcuni Paesi, Brasile, Sudafrica e lndia, puntano il dito contro le politiche ambientali dell'Unione Europea, perché a loro dire sarebbero responsabili di aver posto delle restrizioni al libero commercio.

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Immagine generata da IA

Il governo di Brasilia ha intenzione di avviare un nuovo forum di discussione su clima e commercio in previsione della COP30 in Brasile, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del prossimo novembre. A rivelarlo è un’indiscrezione dell’agenzia Reuters. Il forum dovrebbe offrire la sede opportuna per affrontare un tema scottante per le economie emergenti, ossia l’effetto delle politiche climatiche sui traffici commerciali. Questo gruppo di Stati ritiene che la questione sia stata troppo trascurata fino a questo momento e che un confronto fruttuoso sia mancato sia in seno alle Nazioni Unite sia in seno all’Organizzazione mondiale del commercio (WTO).

Verso la COP30 in Brasile

Alcuni Paesi, come il Brasile, il Sudafrica e l’India, puntano il dito contro le politiche ambientali dell’Unione Europea, perché a loro dire sarebbero responsabili di aver posto delle restrizioni al libero commercio, danneggiando le economie in ascesa. Una di queste limitazioni sarebbe il bando alle importazioni di beni ritenuti dannosi per la tutela delle foreste in vigore dal prossimo dicembre. I Paesi a basso reddito hanno tentato di negoziare su questi temi durante i passati summit sul clima promossi dall’ONU ma senza successo. Secondo Bruxelles, l’argomento andrebbe tratatto nel contesto del WTO.

La proposta: un forum per le controversie su clima e commercio

Il governo brasiliano condivide le preoccupazioni di tanti altri Paesi e sta cercando di trovare la sede idonea per un dibattito. Alla COP30 in Brasile, a novembre, i rappresentanti di quasi 200 nazioni si riuniranno nella città di Belém, in Amazzonia. Per allora i brasiliani vogliono arrivare a creare un solido consenso e offrire le migliori condizioni affinché il tema sia all’ordine del giorno. André Corrêa do Lago, economista e diplomatico brasiliano, nonché Presidente della COP30, presenterà ufficialmente la proposta di un nuovo forum di discussione durante gli incontri annuali del WTO fissati per la prossima settimana a Ginevra.

Un funzionario brasiliano avrebbe citato direttamente due norme dell’UE: la Legge antideforestazione e la tassa sul carbonio alla frontiera attiva da gennaio 2026. Tali politiche, ritiene il Brasile, sarebbero di ostacolo al commercio internazionale. “Siamo preoccupati per questa tendenza sempre più diffusa di limitare il commercio adducendo il cambiamento climatico come scusa. Ad oggi, non disponiamo di un forum adeguato per discuterne. Gli europei non vogliono parlare di commercio all’UNFCCC e il WTO non è attrezzato per negoziare in materia di clima“, ha affermato il funzionario. L’aspettativa del Brasile è che il nuovo forum possa favorire l’adozione di soluzioni, come nuovi strumenti per monitorare la deforestazione, che siano accessibili ai produttori e accettabili per gli acquirenti europei.

Il forum proposto dal Brasile sarebbe diviso per due gruppi di lavoro: uno su clima e commercio e uno sulla transizione energetica. Secondo i funzionari brasiliani, i rappresentanti dei governi, sia per il commercio che per il clima, dovrebbero incontrarsi con cadenza regolare ogni manciata di mesi.

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La posione dell’Unione Europea

L’UE sostiene che l’imposta sulle emissioni di carbonio alla frontiera non sia una misura commerciale, ma uno strumento utile porre i produttori stranieri sullo stesso piano di quelli europei, che già pagano per le loro emissioni di CO2. Nella bozza del mandato negoziale dell’UE, preparata in previsione della COP30 e visionata da Reuters, l’Unione si dice disponibile a discutere dell’impatto internazionale delle politiche climatiche europee a livello bilaterale e nel contesto di WTO e altre sedi appropriate.

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