India, accanto al solare spinge carbone e gas

Il fotovoltaico indiano cerca di raggiungere i 100 GW entro il 2022, ma nel frattempo il premier Modi accelera su carbone e gas naturale, con nuove intese con la Russia e aggiustamenti interni delle sue controllate

India, accanto al solare spinge carbone e gas

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(Rinnovabili.it) – La National Solar Mission cresce in maniera rapida e organica in India, con l’obiettivo di consegnare al Paese 100 GW di energia pulita entro il 2022. Ma accanto al fotovoltaico, che sta prendendo spazio su tetti, terreni incolti, dighe e discariche, Nuova Delhi non dimentica l’energia fossile. Il Paese è legato ancora per il 70% della sua produzione energetica al carbone di cui oggi è il terzo più grande importatore al mondo.

Il Governo sta spingendo perché la sua controllata, la Coal India, aumenti ulteriormente la produzione di carbone, arrivando a toccare 1 miliardo di tonnellate l’anno entro il 2020, rispetto gli attuali 539 milioni di tonnellate. Ma l’azienda sta arrancando come succede a molti grandi nomi del carbone in questi tempi. Per renderla “più efficiente e più competitiva” il premier Modi vorrebbe spezzare la compagnia in sette società, aprendo dunque le porta anche a investitori privati, ma i sindacati stanno opponendo una strenua resistenza allo spezzettamento governativo. La proposta è uno dei risultati dei 10 gruppi di burocrati di alto livello istituiti dallo stesso Modi alla fine di ottobre per “intraprendere una revisione critica” del lavoro statale in settori come l’energia, l’ambiente, i trasporti e l’agricoltura.

 

Le intenzioni dichiarate, in barba agli impegni presi con l’Accordo di Parigi, sono quelle di spingere l’acceleratore sull’uso di questo combustibile, mentre si apre una via preferenziale anche per il gas naturale. In quest’ultimo caso, gli sforzi sono concentrati sia sull’aumento della produzione interna che sul miglioramento delle infrastrutture per l’importazione. “Il gas naturale è un combustibile fossile di nuova generazione, più economico e meno inquinante“, ha commentato Modi in un discorso in occasione di una conferenza internazionale “oil and gas” Petrotek 2016, dimostrando ancora una volta che i tempi per uno sviluppo climate friendly in India sono ancora lontani. La conferenza ha invece fatto compiere passi avanti  alla cooperazione tra India e Russia nel settore energetico, individuando le principali tendenze e prospettive di collaborazione, così come l’interesse delle parti nei settori di petrolio, gas ed energie rinnovabili.

1 commento

  1. Se si supera per un momento la demagogica e spesso fuorviante teoria che demonizza il principale combustibile utilizzato nel mondo per la produzione elettrica, ci si potrebbe agevolmente rendere conto di quanto sia importante e fondamentale per diverse centinaia di milioni di indiani tale strategia decisa dal Governo indiano.

    Infatti, talvolta, si perde di vista uno dei più importanti e critici problemi che ancora penalizza un’enorme quantità di indiani che sono tuttora privi della “banale” elettricità, indubitabile volano di benessere e sviluppo, come dimostrato nell’ultimo secolo nei Paesi oggi avanzati e sviluppati.

    Questo non esclude, anzi rafforza, le condizioni per integrare anche gli sforzi per la ricerca e possibile sviluppo delle Fonti Rinnovabili che per molto tempo ancora necessiteranno dell’indispensabile affiancamento con le convezionali Fonti fossili per assicurare la disponibilità dell’importante vettore sempre e soprattutto quando serve disporre dell’elettricità.

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