L'espansione della rete può offrire un certo sollievo alla domanda nel breve termine ma il consolidamento dal lato dell'offerta resta necessario per ripristinare un duraturo equilibrio di mercato.

In che misura gli investimenti nelle infrastrutture verdi possono mitigare la sovraccapacità di energia pulita in Cina
La strategia industriale della Cina ha causato un aumeno dell’offerta di tecnologia pulita che ha superato la domanda, mettendo sotto pressione le aziende di energie rinnovabili. Ci si chiede se l’espansione della rete elettrica possa portare a un riequilibrio del mercato. Un’analisi del think tank Bruegel valuta se un incremento degli investimenti nelle infrastrutture elettriche in Cina possa rappresentare una potenziale soluzione per stimolare la domanda di energia, ridurre il curtailment e alleviare il problema della sovraccapacità manifatturiera nel settore delle tecnologie rinnovabili.
Precise politiche industriali hanno reso la Cina leader globale nella produzione di pannelli solari, turbine eoliche e altre tecnologie verdi, ma ciò è avvenuto al costo di una grave sovraccapacità che ora sta riducendo i margini di profitto dell’intero settore domestico, erodendo anche la base manifatturiera europea.
Lo studio dimostra che l’espansione della rete può offrire un certo sollievo alla domanda nel breve termine ma il consolidamento dal lato dell’offerta resta necessario per ripristinare un duraturo equilibrio di mercato.
Le analisi di scenario
L’analisi ha quindi cercato di esaminare se la prevista espansione dell’infrastruttura della rete elettrica in Cina possa realisticamente risolvere la sovraccapacità strutturale accumulata nel settore manifatturiero delle energie rinnovabili.
Nel primo scenario, la domanda annuale di rinnovabili aumenta di circa il 133% nei prossimi cinque anni, traducendosi in tassi di installazione solare ed eolica di quasi 320 GW e 170 GW all’anno entro il 2030. Il sollievo a breve termine è significativo: i tassi di utilizzo di prodotti per l’energia eolica recupererebbero, passando dal 53% circa nel periodo 2021-2025 all’85% nel 2026-2030. Tuttavia, dopo il 2030, le installazioni annuali calerebbero bruscamente.
Nel secondo scenario, man mano che il costo effettivo del consumo di elettricità rinnovabile diminuisce grazie a una maggiore efficienza della rete e a un ridotto curtailment, le nuove installazioni diventano economicamente più sostenibili, generando una domanda di elettricità aggiuntiva che altrimenti non si manifesterebbe. Questo scenario porterebbe a un aumento della domanda a breve termine più modesto. Tuttavia, la traiettoria a lungo termine risulterebbe molto più stabile.
L’investimento nelle infrastrutture in Cina è una condizione necessaria ma insufficiente per il riequilibrio del mercato
La conclusione principale dell’analisi non cambia in base agli scenari considerati: anche in presenza di ipotesi ottimistiche sulla domanda, i tassi di utilizzo della capacità produttiva solare resterebbero di molto inferiori ai limiti finanziariamente sostenibili.
Il problema della sovraccapacità industriale in Cina è la conseguenza di un modello di politica industriale guidato dall’offerta che ha raggiunto con successo la competitività dei costi e la diffusione dell’energia su larga scala, causando però un persistente e profondo disallineamento tra la capacità manifatturiera e la domanda. Gli stessi strumenti politici che hanno spinto la Cina alla leadership globale nelle rinnovabili hanno anche creato meccanismi di incentivi responsabili di incoraggiare il sovrainvestimento. Tutto questo comporta rischi concreti per la sostenibilità a lungo termine della struttura attuale del settore.
In conclusione, l’investimento nelle infrastrutture elettriche in Cina è indicata come una condizione necessaria ma insufficiente per il riequilibrio del mercato. Il divario tra l’Ovest, ricco di rinnovabili, e l’Est, affamato di energia, è rilevante. Tuttavia, la spinta alla domanda derivante dal miglioramento delle infrastrutture sarebbe insufficiente ad assorbire in modo duraturo l’eccedenza di capacità esistente. La sovraccapacità industriale cinese non potrebbe essere risolta solo attraverso lo stimolo della domanda infrastrutturale.












