La ministra spagnola per la transizione ecologica alza il budget della Proposta di pianificazione elettrica al 2030. Aagesen: "Si tratta del più grande investimento dedicato alle reti elettriche nella storia del Paese."

Dal “colapso eléctrico” ad un nuovo sviluppo delle reti elettriche in Spagna
Da 13,6 miliardi di euro circa a 17 miliardi di euro. Questo il salto delle risorse destinate alla Proposta di pianificazione elettrica al 2030 della Spagna. La ministra per la Transizione Ecologica e la Sfida Demografica, Sara Aagesen, lo ha annunciato ieri al Congresso dei Deputati, descrivendolo come il più grande investimento mai dedicato alle reti elettriche nella storia del Paese. E lo è davvero. Madrid dopo il blackout del 28 aprile 2025 che ha paralizzato la penisola iberica e una parte della Francia, ha intrapreso un serrato percorso per migliorare la resilienza dell’infrastruttura di trasmissione.
Percorso che ha portato come primo intervento all’installazione di otto compensatori sincroni distribuiti geograficamente nel Paese, ma anche a una rinnovata attenzione al potenziamento delle linee esistenti e al miglioramento delle interconnessioni internazionali. Spingendo il pedale su un’ulteriore integrazione massiccia di fonti rinnovabili, in barba a quanti ancora, erroneamente, puntano il dito sulle responsabilità del fotovoltaico nel “colapso eléctrico” dello scorso anno.
La proposta nasce infatti con il preciso obiettivo di supportare la transizione energetica e la decarbonizzazione, traguardando i target 2030 del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima. Nel dettaglio il PNIEC ha fissato un obiettivo di circa 154 GW – 159 GW di potenza rinnovabile installata per la fine di questo decennio, di cui 76,3 GW di fotovoltaico. Stimando per la stessa data una domanda elettrica di 344 TWh/a dimensionata a 375 TWh/a in caso di una forte crescita dei consumi industriali, dell’idrogeno verde e della digitalizzazione.
Il piano di sviluppo della rete elettrica in Spagna
Il Piano di Sviluppo della Rete mira innanzitutto a ottimizzare 9.500 km di linee elettriche – pari al 21% della rete attuale – intervenendo su:
- Aumento di capacità: 6.000 km.
- Rinnovo delle infrastrutture: 1.800 km.
- Sostituzione dei conduttori con tecnologia avanzata: 1.470 km.
- Monitoraggio della capacità dinamica (Dynamic Line Rating – DLR): 336 km
Il documento dà priorità al soddisfacimento delle esigenze di progetti volti a generare energia pulita per il Paese, sfruttando le opportunità industriali, occupazionali, economiche e sociali della transizione energetica.
Gli investimenti serviranno anche a rafforzare le interconnessioni internazionali (vero tallone d’Achille del Paese) con Francia, Portogallo, Andorra e Marocco.
Le modifiche post-consultazione pubblica
La proposta di pianificazione presentata all’udienza pubblica dello scorso anno prevedeva un investimento di 13,6 miliardi per coprire il fabbisogno del Paese, ma dopo l’analisi delle 2.566 segnalazioni ricevute, il Governo ha deciso di aumentare l’importo oltre i 17 miliardi. “Si tratta del più grande investimento in reti nella storia, ed è il risultato della nostra politica energetica, di un Paese ricco di opportunità e di grande attrattiva, perché la nostra politica energetica ha generato un forte desiderio di elettrificazione: più industria, più abitazioni e più energie rinnovabili”, ha affermato Aagesen.
Non solo. A fronte dei risultati ottenuti dalla consultazione, le unità della rete di trasporto necessarie a soddisfare le nuove esigenze della rete di distribuzione sono aumentate del 52% rispetto alla proposta originaria, raggiungendo quota 300, e le unità per il consumo diretto nei trasporti sono aumentate del 12%, arrivando a 162.
“Analogamente, le unità previste per le linee ferroviarie e l’elettrificazione dei porti sono aumentate del 75%, raggiungendo quota 59”, scrive il dicastero. “È aumentato del 17% anche il numero di sottostazioni, arrivando a 193, così come la lunghezza delle linee elettriche previste, che cresce dell’11% raggiungendo i 6.706 chilometri, oltre a un aumento del 6% delle reti esistenti che sono state ammodernate, arrivando a 8.164 chilometri”.
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