Legge di Bilancio 2022, dal fondo per il clima al superbonus

Approvato in CdM il ddl sul Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2022 e quello pluriennale 2022- 2024. Creati un nuovo Fondo per il Clima. Novità su Superbonus ed Ecobonus

Legge di Bilancio 2022
Credits: Governo.it (CC-BY-NC-SA 3.0 IT)

Le novità della Legge di Bilancio 2022

(Rinnovabili.it) – Fumata bianca per la Manovra finanziaria 2022. Nella serata di ieri il Consiglio dei Ministri ha approvato il ddl sul “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2022 e bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024″. Un provvedimento da 30 miliardi di euro con cui il Governo Draghi mira a sostenere economia e società nella ripresa dalla crisi del Covid-19. E che fa i conti anche con la necessità di unire la competitività nazionale alle questioni climatico-ambientali più urgenti.

“Il lavoro è stato veramente notevole”, ha affermato il premier alla fine del Consiglio. “Siamo molti soddisfatti di questo provvedimento […] È una legge di bilancio espansiva, accompagna la ripresa ed è in piena coerenza con gli altri documenti che guidano l’azione economica di questo governo: il documento di economia e finanza, la nota di aggiornamento e il PNRR”.

Nel dettaglio la legge di Bilancio 2022 si articola in diversi interventi focalizzati su: fisco; investimenti pubblici; investimenti private e imprese; sanità; scuola, ricerca e università; regioni ed enti locali; politiche sociali; pubblico impiego; giovani.

Superbonus, caro-energia e Fondo clima: le pagine green della Manovra 2022

Filtrando la Manovra attraverso le maglie dell’impegno climatico nazionale, alcune misure spiccano più di altre. A cominciare dalla proroga concessa alla detrazioni fiscali per l’edilizia. Il ddl Bilancio proroga gli ecobonus al 50%, al 65% e le relative maggiorazioni fino al 2024. “Questi interventi veniva normalmente rinnovati per un anno. Noi abbiamo scelto di farlo per tre anni per dare certezza agli operatori”, spiega il ministro dell’Economia, Daniele Franco.

Per il superbonus 110% la situazione si fa più complicata. L’incentivo è esteso al 2023 per i condomini e gli IACP, con riduzione dell’aliquota al 70% nel 2024 ed al 65% nel 2025. Per le villette unifamiliari la detrazione al 110% è esteso dal 30 giugno al 31 dicembre 2022. A patto che siano le abitazioni principali di persone fisiche, con la previsione di un tetto Isee.

Confermato al 2023 anche l’estensione del Bonus facciate con una percentuale agevolata che scende al 60% dal precedente 90%. “Vi saranno poi delle misure che assicureranno una transizione in questi passaggi, di modo che chi ha cominciato il lavori con una aliquota più alta li possa continuare sempre con la stessa”.

La Legge di Bilancio 2022 stanzia anche due miliardi di euro nel 2022 per contenere il caro-energia. “Creiamo un fondo per interventi di questo tipo – aggiunge Franco – ma ancora non decliniamo l’utilizzo del fondo in attesa di vedere nelle prossime settimane l’evolversi dei prezzi del gas e dell’elettricità”. 

Il provvedimento istituisce quindi un nuovo fondo rotativo per il clima dal valore complessivo di 4,2 miliardi. Lo strumento sarà destinato al finanziamento di interventi privati e pubblici, volti a contribuire al raggiungimento degli obiettivi climatici ed ambientali su cui l’Italia si è impegnata. 

Il fondo potrà “assumere capitale di rischio mediante fondi di investimento, fondi di fondi o capitale di debito; erogare finanziamenti indiretti mediante istituzioni finanziarie, incluse istituzioni finanziarie europee, istituzioni finanziarie multinazionali e sovranazionali, fondi multilaterali di sviluppo; erogare finanziamenti diretti di iniziative e programmi ad elevato impatto; erogare garanzie, su finanziamenti concessi da soggetti terzi autorizzati all’esercizio del credito”.

2 Commenti

  1. C`è qualcosa anche per l’idroelettrico congiunto con la protezione contro l’erosione e e la ritenzione dell’acqua alta?

  2. Hanno prorogato le detrazioni “minori” per 3 anni ma hanno (sembra) eliminato la possibilità di cedere il relativo credito anche a fronte di uno sconto in fattura. Questo genere di detrazioni sono molto utilizzate e sopratutto vengono realizzate da una platea di operatori che di siscuro nn sono i grandi gruppi economici che si accaparrano il 110%, in oltre molti non vogliono o non possono accedere al 110% questo fa si che molti lavori di “piccola” entità non si faranno +………….è questa la strada per abbattere consumi ed efficientare il paese?………..il cambiamento deve venire anche dal “basso”!

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