Obiettivi rinnovabili 2030, tra il dire e il fare c’è di mezzo un mare di occasione perse

Dei 183 Paesi che hanno menzionato le fonti rinnovabili nei propri NDC, solo 143 hanno fissato obiettivi quantificabili e appena 12 hanno preso un impegno a livello di mix energetico

obiettivi Rinnovabili 2030
Foto di Ed White da Pixabay

IRENA pubblica il report “Obiettivi per le energie rinnovabili 2022: una guida alla progettazione”

(Rinnovabili.it) – Gli obiettivi rinnovabili 2030 fissati a livello mondiale ci proteggeranno dal riscaldamento globale? In caso contrario, qual è il potenziale ancora non sfruttato dell’energia pulita? E come possiamo allinearlo alla lotta climatica? Parte da queste domande il nuovo rapporto dell’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (IRENA), presentato ieri in apertura della COP27 sui cambiamenti climatici di Sham el-Sheikh. Il documento dal titolo “Renewable Energy Targets in 2022: A guide to design“, analizza gli impegni energetici verdi dei Paesi firmatari del Paris Agreement rispetto al target più ambizioso dell’accordo stesso. Ossia mantenere l’aumento della temperatura globale entro 1,5 °C.

Il risultato è poco confortante. Dei 195 firmatari solo 183 hanno menzionato in qualche modo le energie rinnovabili nei rispettivi NDC, i contributi determinati a livello nazionale, vale a dire i piani contenenti gli impegni di decarbonizzazione. E di questi solo 143 lo hanno fatto tramite obiettivi precisi e quantificabili. Il numero si riduce drasticamente ad appena 12 Paesi, valutando quanti NDC riportino target rinnovabili a livello di mix energetico. Ma soprattutto il report mostra chiaramente che il livello collettivo di ambizione nella transizione energetica non sia ancora sufficiente per contrastare il riscaldamento globale.

In un momento in cui abbiamo un disperato bisogno di mettere in atto una rapida implementazione, mi appello ai leader mondiali affinché colmino urgentemente il divario nello sviluppo delle rinnovabili nel segno della resilienza, della sicurezza energetica e delle economie inclusive“, ha affermato il Direttore Generale di IRENA, Francesco La Camera. “Il rapporto è un monito per la comunità internazionale cui evidenzia che le rinnovabili offrono una soluzione climatica facilmente realizzabile, ma che richiede un’azione immediata. Gli impegni sul clima devono aumentare l’ambizione di sbloccare il potenziale pieno e non sfruttato delle rinnovabili”.

Obiettivi rinnovabili 2030, c’è ancora strada fare

La nuova analisi rileva che gli obiettivi rinnovabili 2030 fissati attualmente porteranno ad una capacità verde installata di 5,4 TW a livello mondiale. Il valore rappresenta solo la metà dei 10,8 TW di potenza senza emissioni necessari nello Scenario 1,5°C elaborato dalla stessa IRENA.

Ma colmare il gap non è impossibile. I Paesi dovrebbero incrementare la capacità installata con una media 259 GW l’anno nei prossimi nove anni. Si tratta di una cifra più bassa di quella effettivamente realizzata nel 2020 e 2021, anni in cui la pandemia prima e le interruzioni della catena di approvvigionamento dopo hanno reso il settore più sfidante. L’agenzia sottolinea come sia necessario aumentare anche l’impegno settoriale. Il riscaldamento, il raffrescamento e i trasporti rappresentano circa l’80% della domanda globale di energia, ma solo 31 Paesi hanno fissato target rinnovabili per questi usi finali nei loro NDC.

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“Quando si tratta di piani energetici nazionali, solo 40 Nazioni avevano consegnato obiettivi per l’impiego delle rinnovabili nel riscaldamento e raffreddamento entro la metà del 2022, la maggior parte dei quali in Europa. Di questi, 30 avevano fissato i propri obiettivi come percentuale di tutta l’energia necessaria per il riscaldamento e il raffreddamento senza specificare la tecnologia e 10 avevano fissato target per tecnologie specifiche. Una manciata di paesi dell’Africa subsahariana ha fissato obiettivi per tecnologie specifiche (ad esempio scaldacqua solari), tra cui Kenya, Niger e Zimbabwe“.

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