L’Europa corre sugli stoccaggi gas e sarà pronta per l’inverno

La capacità di storage di gas sul suolo europeo è riempita al 70,89%, in linea con la media degli ultimi 10 anni. Il Gnl aggiuntivo ha contribuito significativamente e per la prima volta nella storia, a giugno, l’Ue ha comprato più gas dagli Usa che dalla Russia

Stoccaggi gas: l’Europa va meglio del previsto, rispetterà il target dell’80%
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L’Italia resta sopra la media Ue per gli stoccaggi gas con il 73,8% al 3 agosto

(Rinnovabili.it) – Nonostante il Nord Stream a singhiozzo, flussi ridotti negli altri gasdotti dalla Russia e una corsa non semplice per diversificare, l’Europa è sulla buona strada per riempire gli stoccaggi gas dell’80% entro l’inizio della stagione invernale. Ma l’effetto sul portafoglio è evidente: l’Ue finora ha sborsato 50 miliardi di euro per fare scorta, 10 volte tanto quello che spendeva normalmente gli anni scorsi.

Secondo i dati aggiornati al 3 agosto, i livelli comunitari di stoccaggio gas sono al 70,89% pari a 782 TWh. È un dato rassicurante perché superiore alla media di riempimento degli ultimi 5 anni (70,32%) e in linea con i volumi medi dell’ultimo decennio (71,4%). E perché mette l’Europa sul binario giusto per raggiungere il suo obiettivo minimo per l’inverno, l’80% entro il 1° novembre stabilito con il piano Repower eu.

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Dopo i minimi di aprile, gli sforzi di diversificazione europei hanno dato in fretta buoni risultati. Ovviamente la quota maggiore delle importazioni aggiuntive in sostituzione al gas russo arriva sotto forma di Gnl. I dati parlano chiaro: nel primo semestre di quest’anno l’Europa ha importato 21,36 milioni di tonnellate di gas naturale liquido, quasi il triplo rispetto al 2021. E per la prima volta nella storia, a giugno l’Ue ha ricevuto più Gnl dagli Stati Uniti che gas via pipeline da Mosca.

Visti i livelli di stoccaggio attuali, per raggiungere il target dell’80% l’Europa dovrà tirare ancora fuori qualcosa come 26 miliardi di euro, quando in periodo pre-crisi il costo del riempimento complessivo dopo l’inverno si aggirava intorno ai 5 miliardi. Questo se ci si basa su Ttf olandese, il punto di riferimento principale per il prezzo del gas in Europa, che è ormai stabilmente su livelli tripli rispetto all’inizio dell’anno.

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L’Italia – il 2° paese UE per volumi di storage disponibili dopo la Germania – sta andando un po’ meglio della media europea, con il 73,8% di riempimento. “Abbiamo ripristinato il trend che ci deve portare al 90%”, ha commentato ieri sera il ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, durante la conferenza stampa di presentazione del decreto Aiuti bis. Assicurando ancora una volta che nei prossimi mesi, fino alla primavera 2023, non ci dovrebbero essere problemi: “Se dovessimo fallire nei rigassificatori dobbiamo stare molto attenti, ma con gli stoccaggi, le diversificazioni e il piano di risparmio non ci dovrebbe essere bisogno di razionamento del gas”.

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