Solo rinnovabili per la Fukushima del 2040

L’energia sarà ottenuta attraverso una serie di iniziative di generazione distribuita curate dalle comunità locali in tutta la provincia

Solo rinnovabili per la Fukushima del 2040(Rinnovabili.it) – Futuro verde per la provincia di Fukushima. Il territorio devastato quasi tre anni fa da terremoto e tsunami e ancora oggi alle prese con le conseguenze dell’incidente nucleare dell’omonima centrale, ha promesso di passare ad un’alimentazione al 100 per cento a base di energie rinnovabili entro il 2040. L’energia sarà generata attraverso una serie di iniziative di generazione distribuita  curate dalle comunità locali in tutta la provincia, segno evidente che la popolazione è decisa ad andare contro l’agenda energetica del Governo. Il primo ministro nipponico Shinzo Abe ha più di una volta manifestato l’intenzione di riavviare nel medio termine tutti i reattori del Paese, nonostante le cicatrici dell’incidente nucleare facciano ancora male.

 

“Il governo locale, come la prefettura di Fukushima o il governo metropolitano di Tokyo sono molto più attivi è più progressisti rispetto al governo nazionale”, ha spiegato Tetsunari Iida, direttore dell’Istituto per le politiche energetiche sostenibili in Giappone ricordando come, Yuhei Sato, governatore  della prefettura, abbia da poco respinto il piano del governo centrale che proponeva la realizzazione a  Fukushima di alcuni depositi temporanei per le scorie. In realtà il territorio provinciale ottiene già il 22% della sua energia da fonti rinnovabili e nel mese di novembre ha allacciato alla rete la prima turbina eolica off shore da 2 MW a largo delle coste di Fukushima. E sono in fase di progettazione altri due aerogeneratori da 7 MW. “Fukushima sta andando verso il futuro passo dopo passo”, ha commentato Sato. “E l’eolico galleggiate è simbolo di un tale futuro”. Nel progetto di riconversione energetica della provincia rientra anche l’iniziativa della cittadina costiera di Minamisoma che sta trasformando i terreni agricoli contaminati in nuovi hub fotovoltaici.