Secondo uno studio di ENEA, sono quasi 10 milioni gli immobili vuoti che, con interventi e incentivi potrebbero diventare asset redditizi, riducendo consumi e costi.

La riqualificazione energetica può rilanciare il mercato immobiliare
In Italia, la valorizzazione del patrimonio immobiliare inutilizzato passa sempre più attraverso la riqualificazione energetica, che secondo l’analisi ENEA in collaborazione con MCE Lab, può aumentare il valore di mercato fino al 45% e migliorare significativamente la redditività degli affitti.
Nelle prime evidenze emerge un dato strutturale: circa 10 milioni di appartamenti risultano vuoti, pari al 27-30% del patrimonio immobiliare nazionale, una quota che rappresenta un potenziale rilevante sia per il mercato sia per la transizione energetica.
Il miglioramento delle prestazioni energetiche consente di ridurre le bollette, aumentare il comfort abitativo e rendere gli immobili più competitivi. Allo stesso tempo, contribuisce a soddisfare una domanda crescente di abitazioni efficienti, in linea con le nuove esigenze di sostenibilità.
Cos’è la riqualificazione energetica e perché è strategica
La riqualificazione energetica consiste nell’insieme di interventi tecnici che migliorano le prestazioni energetiche di un edificio, riducendo i consumi e le emissioni. Si tratta di operazioni che includono isolamento termico, sostituzione degli impianti e integrazione di fonti rinnovabili.
Secondo ENEA, il contesto italiano è ancora caratterizzato da una forte inefficienza: circa il 70% degli edifici rientra nelle tre peggiori classi energetiche, nonostante i miglioramenti registrati tra il 2018 e il 2023, con la quota di edifici in classe A salita dal 7,8% all’11,3%.
Questa condizione rende l’efficientamento energetico non solo una scelta ambientale, ma anche una leva economica per aumentare il valore degli immobili e ridurre i costi di gestione.
Costi e tecnologie di efficientamento energetico
L’analisi ENEA ha esaminato i principali interventi di efficienza energetica e i relativi costi medi, evidenziando le soluzioni più diffuse nel mercato residenziale.
L’isolamento termico rappresenta uno degli interventi più incisivi, con costi medi di 170 euro/m² per coperture e soffitti e circa 200 euro/m² per le pareti, variabili in base ai materiali utilizzati. La sostituzione degli infissi si attesta intorno ai 900 euro/m², mentre le schermature solari hanno un costo medio di 280 euro/m².
Per quanto riguarda gli impianti, le pompe di calore presentano costi tra 950 e 1.300 euro/kW, con una spesa complessiva tra 10.000 e 12.000 euro per un appartamento medio di 150 m².
Il fotovoltaico si attesta su circa 2.300 euro/kWp, mentre i sistemi di accumulo costano circa 950 euro/kWh.
Questi interventi permettono risparmi in bolletta che possono superare il 50%, contribuendo al recupero dell’investimento iniziale.
Incentivi 2026: ecobonus e strumenti per la riqualificazione energetica
Gli incentivi rappresentano un elemento chiave per sostenere la riqualificazione energetica. Secondo ENEA, strumenti come ecobonus, bonus casa e Conto Termico 3.0 possono coprire fino al 50% dei costi degli interventi.
Nel 2026, questi meccanismi continuano a incentivare opere come isolamento, sostituzione degli impianti, installazione di fotovoltaico e sistemi di climatizzazione efficienti. Rientrano nel bonus riqualificazione energetica gli interventi che migliorano le prestazioni dell’edificio, mentre nel bonus casa 2026 sono inclusi lavori di ristrutturazione più ampi, spesso integrabili con misure di efficientamento.
Questi strumenti risultano determinanti per accelerare la diffusione dell’efficienza energetica e rendere economicamente sostenibili gli investimenti.
Aumento del valore immobiliare: fino a +45%
L’impatto economico della riqualificazione energetica è evidente nei casi analizzati.
A Milano, un appartamento passa da circa 4.000 a 5.800 euro/m² dopo l’intervento, con un incremento del 45%, mentre i canoni di locazione crescono del 22%.
In una località turistica come Sestri Levante, il valore sale da 3.200 a 4.200 euro/m² (+31%) e gli affitti settimanali aumentano fino al 40%.
In montagna, a Madonna di Campiglio, i prezzi possono raggiungere 8.000 euro/m² (+45%), con canoni che superano i 1.400 euro a settimana.
Questi dati dimostrano come l’efficientamento energetico incida direttamente sulla redditività degli immobili, rendendoli più competitivi sia nel mercato residenziale sia turistico.
Direttiva case green: obblighi e opportunità per il patrimonio edilizio
La direttiva case green (EPBD 2024/1275) UE impone agli Stati membri un percorso di riduzione dei consumi energetici del patrimonio edilizio. Come ricordato in questo articolo, l’Italia ha accumulato un grosso ritardo, oltre ad un richiamo ufficiale, per non aver ancora recepito la direttiva europea.
Ad ogni modo, gli obiettivi prevedono una diminuzione del consumo medio di energia primaria di almeno il 16% entro il 2030 e del 22% entro il 2035, con l’obiettivo finale di edifici a emissioni zero entro il 2050.
In questo scenario, la riqualificazione energetica diventa uno strumento essenziale per adeguare il patrimonio immobiliare alle nuove normative e per valorizzare gli immobili in un mercato sempre più orientato verso la sostenibilità.












