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In Danimarca nasce il primo villaggio di alloggi per studenti stampato in 3D

Ultimato il cantiere di Skovsporet, il primo villaggio per studenti stampato in 3D d’Europa: 36 abitazioni modulari progettate dagli architetti di SAGA Space Architects e MS+ e affittati a tariffe popolari

In Danimarca nasce il primo villaggio per studenti stampato in 3D
Skovsporet, Credits: SAGA Space Architects

Case per studenti stampate in 3D, una risposta alla crisi degli alloggi?

La fatica di trovare un alloggio non è un problema dei soli universitari italiani. Mentre in patria gli studenti combattono con strutture spesso inadeguate e affitti a prezzi esagerati, in Danimarca la pressione sulle liste d’attesa per gli alloggi studenteschi aumenta di anno in anno a fronte di una carenza di spazi quasi endemica. Soprattutto nella capitale.

È stato dunque accolto con entusiasmo il completamento di Skovsporet, il primo villaggio per studenti stampato in 3D. Ma anche il più grande progetto edilizio d’Europa realizzato grazie alla produzione additiva. L’opera, completata a fine agosto da 3DCP Group, porta la firma degli architetti di SAGA Space Architects e MS+.

I materiali low carbon

Il progetto si distingue anche per la perfetta integrazione con l’ambiente circostante. Realizzato nei pressi del VIA University College, a Holstebro, nella Danimarca centrale, la struttura ha preservato la maggior parte del sito originale posizionando le piastre di stampa direttamente tra gli alberi e il verde presente. E cercando di garantire buone prestazioni di sostenibilità lato materiali. Le 36 abitazioni modulari che compongono il villaggio universitario impiegano, infatti, un mix ragionato di legno e miscele cementizie low carbon.

Nel dettaglio la struttura principale di ogni modulo è stata realizzata in cantiere utilizzando come “inchiostro di stampa” il calcestruzzo D.fab contenente FUTURECEM, un cemento in cui oltre il 35% del tradizionale clinker è sostituito da un mix di calcare e argilla calcinata.

Non solo. È stato sperimentato anche il MevoCem, un legante cementizio ingegnerizzato ad alte prestazioni e a bassissimo contenuto di carbonio. Utilizzato per le pensiline delle bici, MevoCem rimpiazza il tradizionale cemento Portland garantendo sul ciclo di vita emissioni inferiori fino all’85%.

Cosa offrono le case per studenti stampate?

Il complesso si articola in sei edifici dotati di cortili comuni, giardini, percorsi pedonali e parcheggi per biciclette, “creando un ambiente residenziale che favorisce sia l’indipendenza individuale sia la vita di comunità”, spiegano gli architetti. “La vera svolta tecnica – ha aggiunto Mikkel Brich, Co-fondatore e CEO di 3DCP Group – non è stata stampare una singola struttura con successo, ma ripetere il processo su sei moduli aumentando la velocità, mantenendo la precisione e integrando gli elementi stampati con i sistemi costruttivi tradizionali.”

Tutte le case per studenti stampate in 3D sono dotate di cucina, zona studio, soggiorno, bagno e zona notte. Un alloggio in grado di soddisfare tutte le necessità e dotato di ampie finestre per sfruttare al meglio la luce naturale.

Le norme danesi per l’edilizia pubblica residenziale

Ma la Danimarca non è l’Italia e il progetto ha dovuto rispettare i vincoli normativi ed economici più rigidi e che oggi regolano l’edilizia sociale convenzionata del paese. Il sistema delle almene boliger (letteralmente case pubbliche), in cui rientrano anche gli alloggi studenteschi, è concepito sia per garantire che gli affitti rimangano accessibili e calcolati esclusivamente in base ai costi effettivi di gestione, sia per rispettare elevati standard ambientali e di prestazione energetica. Compresi limiti massimi di emissioni per metro quadro/anno.

Per la precisione Copenaghen fissa annualmente un tetto nazionale (anziché regionale) e inderogabile al costo totale di costruzione al metro quadro. Se i progetti di edilizia pubblica lo superano, vengono bloccati. Con Skovsporet, ci tiene a sottolineare SAGA, “il team è riuscito a completare l’opera entro i limiti di un budget contenuto, senza rinunciare alle proprie ambizioni architettoniche”.

Quindi l’affitto che gli studenti o i residenti pagheranno sarà direttamente legato al costo di costruzione del villaggio, senza possibilità di ricarichi.

Oggi, a cantiere ultimato, gli appartamenti sono pronti ad accogliere i primi studenti a partire da settembre. Fatto tesoro dell’esperienza di Skovsporet, SAGA Space Architects e 3DCP Group stanno ora studiando e testando nuove configurazioni di materiali e metodi produttivi per i prossimi progetti in stampa 3D.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili, le rassegne regionali e le newsletter tecniche. Oggi, tra le altre cose, si occupa della copertura quotidiana delle novità normative sulle fonti rinnovabili, delle politiche energetiche nazionali, europee ed asiatiche, e dei grandi temi connessi all'innovazione e al mercato. Segue da vicino i brevetti e le ricerche scientifiche sulle tecnologie, con un focus su sistemi di accumulo, fotovoltaico, eolico e geotermia. Ha pubblicato articoli legati all'hi-tech e alle rinnovabili su Repubblica.it. Dal 2025 è Vice Direttrice della testata.